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Aglianico del Taburno X 6 Bottiglie Fattoria La Rivolta - Enoteca Telaro

Aglianico del Taburno X 6 Bottiglie Fattoria La Rivolta 2017

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70,16 € 83,52 € -16%

I terreni aziendali sono tutti collinari e di natura calcareo-argillosa. Sono circa 31 gli ettari coltivati a vigneto. Dal 1997 sono coltivati con metodologie biologiche e dalla vendemmia 2001 tutte le uve prodotte in azienda sono certificate biologiche dall’ICEA, organismo di controllo autorizzato. Seguendo un preciso e graduale programma dal 1998 ad oggi si è proceduto al reimpianto di circa l’80% del vigneto. Le uve sono tutte appartenenti alla doc Taburno o Sannio. Il nuovo vigneto è stato piantato tutto a spalliera con sistemi di potatura a guyot o cordone speronato. Le uve raccolte in azienda sono, a bacca bianca, falanghina, coda di volpe, fiano e greco; a bacca rossa sono aglianico e piedirosso.

CARATTERISTICHE

Aglianico del Taburno Fattoria La Rivolta, ha un colore rosso rubino appena trasparente. Suadente olfatto di marasca, viola, spezie e cacao, con  tocchi mentolati. In bocca presenta bilanciamento già raggiunto, con media tannicità ben fusa nel corpo fruttato

ABBINAMENTI

Aglianico del Taburno Fattoria La Rivolta, si abbina con coda alla vaccinara.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Speziato
Sapore
Aromatico
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl

L'azienda della famiglia Cotroneo si trova a Torrecuso, piccolo borgo della provincia di Benevento collocato ai piedi del monte Taburno. Qui tutti i componenti del nucleo familiare lavorano circa 29 ettari vitati, condotti in biologico e dedicati alle principali varietà del Sannio. La cantina presenta macchinari all'avanguardia e un'ampia sala destinata all'affinamento di vini suddivisi in 11 etichette dalla marcata riconoscibilità aziendale. A vini freschi e diretti si affiancano grandi riserve come Terre di Rivolta e Sogno di Rivolta, il primo da uve aglianico, il secondo blend di falanghina, fiano e greco. Vasta la gamma di etichette dell’azienda presentata quest’anno. La Falanghina del Sannio Taburno ’17 ha sensazioni di frutta esotica, ananas, papaia, profilo floreale e tocchi minerali. Brillante la versione del Simbiosi ’16 che approda alle nostre finali. Si apre dapprima su sensazioni di frutta, amarena e prugna, per poi chiudere su note di spezie orientali. Corredo tannico imponente e un finale piacevolmente affumicato.

Gambero Rosso

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