Aglianico Vigna Cinque Querce DOC Salvatore Molettieri 2014
Aglianico Vigna Cinque Querce DOC Salvatore Molettieri 2014
Aglianico Vigna Cinque Querce DOC Salvatore Molettieri 2014
Aglianico Vigna Cinque Querce DOC Salvatore Molettieri 2014

Aglianico Vigna Cinque Querce DOC Salvatore Molettieri 2014

13,11 €
  • DenominazioneDenominazione:Irpinia Aglianico DOC
  • UveUve:100% Aglianico
  • ColoreColore:Rosso rubino vivace con riflessi violacei
  • OdoreOdore:Ciliegia e marasca molto matura, spezie dolci e liquirizia su uno sfondo minerale di grafite e terra
  • SaporeSapore:Consistenza ed intensità, tannini presenti ma non aggressivi, equilibrato
  • InvecchiamentoInvecchiamento:Maturazione di circa 24 mesi in barriques e botti grandi di rovere
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Arrosti di agnello, maiale e formaggi stagionati non piccanti per apprezzare al meglio questo vino
Ordinalo entro 4 ore e 18 minuti per riceverlo tra Giovedì 12 dicembre e Venerdì 13 dicembre

DESCRIZIONE

Salvatore Molettieri è il Gigante dell’Aglianico montemaranese. Un aglianico, il suo, che vanta una robustezza oggi sconosciuta ai maggiori vini irpini, ma che consente ai suoi Taurasi di godere di una vita lunghissima e di mostrare, anche dopo molti anni, un carattere che pochi vini possiedono.Caldo, grosso, opulento, ma anche estremamente fresco e sapido, con la fitta trama tannica. La degustazione lascia in bocca un lungo ricordo di frutta matura e torrefazione

CARATTERISTICHE

di colore rosso rubino vivace con riflessi violacei, propone accattivanti profumi di ciliegia e marasca molto matura, spezie dolci e liquirizia su uno sfondo minerale di grafite e terra. In bocca dimostra consistenza ed intensità, tannini presenti ma non aggressivi, equilibrato. non piccanti per apprezzare al meglio questo vino, franco ed immediato, ma in grado di esprimersi al meglio anche a distanza di 4-5 anni

ABBINAMENTI

Arrosti di agnello, maiale e formaggi stagionati

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Dettagli del prodotto

Tipologia
Rosso
Regione
Campania
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Speziato
Sapore
Armonico

Recensioni

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