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Aglianico IGT Rosato Frizzante 'Il...

Aglianico IGT Rosato Frizzante 'Il Fric' Casebianche 2018

13,01 € 15,49 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Paestum IGT
  • UveUve:Aglianico in Purezza
  • ColoreColore:Rosato Lucente
  • OdoreOdore:Divertente, fragrante e godibile con delicate note di lampone, fragola e di mandarino e sfumature floreali che richiamano la rosa e il gelsomino
  • SaporeSapore:In bocca scorre pieno, cremoso e saporito, frizzante al punto giusto
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:8 - 10° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Salumi in genere
Ordinalo entro 10 ore e 10 minuti per riceverlo tra Martedì 11 maggio e Mercoledì 12 maggio

Il Fric è un vino frizzante ottenuto con metodo "ancestrale" con lo stesso metodo di produzione del La Matta, mediante la rifermentazione in bottiglia senza aggiunta di zuccheri, lieviti. Il vino base è ottenuto interamente dalla vinificazione di uve Aglianico direttamente pressate intere senza diraspatura. Anche qui viene utilizzato mosto fresco per la seconda fermentazione. Il vino non è sottoposto alla sboccatura ma proposto integro, sui propri lieviti naturali.

CARATTERISTICHE

E' un vino divertente, fragrante e godibile con delicate note di lampone, fragola e di mandarino e sfumature floreali che richiamano la rosa e il gelsomino. In bocca scorre pieno, cremoso e saporito, frizzante al punto giusto.

ABBINAMENTI

Taglieri di salumi e formaggi tipici

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Provenienza
Italia
Denominazione
Roccamonfina IGT
Uve
Aglianico
Gradazione (% vol.)
12
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosé
BELLA
10 Articoli

I vini cullati dalla mano sapiente di Sebastiano Fortunato non sono frutto di esasperazioni ma traggono vantaggio da caratteristiche pedoclimatiche ottimali, dalla tipologia del terreno, argilloso-calcareo e marne arenarie, dalle differenti maturazioni e dalla purezza del territorio da ricercare in ogni singolo ettaro di vigneto. Casebianche anche quest’anno ci ha regalato così una valida selezione di etichette costituita da vini puliti, tonici, complessi, giustamente austeri che lasciano intravedere, soprattutto nei bianchi, la presenza tangibile di elementi vulcanici nel bagaglio aromatico e gustativo, intrisi di sapida mineralità. Un patrimonio ampelografico essenzialmente incentrato sulle varietà autoctone, bianche e rosse, che fanno bella figura, come mostra la buona performance dell’aglianico Cupersito, profondo, vivace al contempo e quanto mai coinvolgente e che grazie ad un bouquet fiorente e alla sua tensione gustativa guida con maestria la batteria dei vini.

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