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Aglianico Sannio DOC 'Cesco di Nece' Mustilli - Enoteca Telaro
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Aglianico Sannio DOC "Cesco di Nece" Mustilli 2015

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14,39 € 17,13 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Sannio DOC
  • UveUve:Aglianico in purezza
  • ColoreColore:Rubino con riflessi granati
  • OdoreOdore:Profumi speziate, fruttati, viole
  • SaporeSapore:Sorso sapido, secco, tannico, caldo e abbastanza morbido
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.0% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Carni rosse, formaggi stagionati, salumi
Ordinalo ora riceverlo tra Martedì 18 e Mercoledì 19 maggio

E non a caso la maggior parte della produzione si fonda su vini ottenuti al cento per cento da vitigni autoctoni come Aglianico, Greco, Falanghina e Piedirosso. Una produzione che conferma buono e costante il livello qualitativo, con una gamma che ben rappresenta l’espressione e la peculiarità dei vitigni e la volontà di non perdere il valore storico e simbolico legato alla terra stessa. Come dimostra il Regina Sofia, nuovo prodotto dell’azienda, un rosato frizzante a base di Aglianico rifermentato in bottiglia e senza sboccatura, che nonostante la sua dose di componente fruttata, presenta una delicatezza che mai cede a strutture ammiccanti o sgraziate tali da banalizzare un prodotto dalla spiccata carica territoriale. Fiore all’occhiello di quest’anno è la Falanghina del Sannio Sant'Agata dei Goti Vigna Segreta, alla vetta della batteria degustata e nota dolente, l’assenza del Cesco di Nece che speriamo di ritrovare il prossimo anno.

CARATTERISTICHE

Aglianico Sannio DOC 'Cesco di Nece' Mustilli, dal colore rosso rubino con riflessi granati. al naso ricorda profumi di spezie, fruttati e viole di campo. Al palato è sapido, tannico, secco, caldo e abbastanza morbido.

ABBINAMENTI

Aglianico Sannio DOC 'Cesco di Nece' Mustilli, si abbina con carni rosse, formaggi stagionati, e salumi.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Sapido
Gradazione (% vol.)
13
Contenuto
75 Cl
4 Articoli
"Mustilli" La valorizzazione del patrimonio viticolo tradizionale e l’intento di recuperare dal passato i più pregiati vitigni autoctoni del panorama campano, al fine di individuare uno standard qualitativo elevato, sono da sempre carattere distintivo della politica aziendale della famiglia Mustilli. E non a caso la maggior parte della produzione si fonda su vini ottenuti al cento per cento da vitigni autoctoni come Aglianico, Greco, Falanghina e Piedirosso. Una produzione che conferma buono e costante il livello qualitativo, con una gamma che ben rappresenta l’espressione e la peculiarità dei vitigni e la volontà di non perdere il valore storico e simbolico legato alla terra stessa. Come dimostra il Regina Sofia, nuovo prodotto dell’azienda, un rosato frizzante a base di Aglianico rifermentato in bottiglia e senza sboccatura, che nonostante la sua dose di componente fruttata, presenta una delicatezza che mai cede a strutture ammiccanti o sgraziate tali da banalizzare un prodotto dalla spiccata carica territoriale. Fiore all’occhiello di quest’anno è la Falanghina del Sannio Sant'Agata dei Goti Vigna Segreta, alla vetta della batteria degustata e nota dolente, l’assenza del Cesco di Nece che speriamo di ritrovare il prossimo anno.
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