• -18%
Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo  - Enoteca Telaro
Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo  - Enoteca Telaro
Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo  - Enoteca Telaro
Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo  - Enoteca Telaro

Aglianico DOC Terre D'Eclano Quintodecimo 2017

Non disponibile
30,18 € 36,80 € -18%
  • DenominazioneDenominazione:Irpinia DOC
  • UveUve:100% Aglianico
  • ColoreColore:Rosso rubino profondo e di buona consistenza
  • OdoreOdore:Olfatto ampio ed intrigante, dotato di sensazioni terrose, humus, felce, cenni selvatici, foglie secche e terra bagnata e a seguire aromi fruttati di visciola, prugna, ginepro, mora di gelso e ciliegia, tabacco da pipa, grafite ed incenso
  • SaporeSapore:Sorso austero, dotato di tannino vivo, in perfetto equilibrio con la rinfrescante freschezza e la nota glicerica
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Pappardelle al ragù di cinghiale, Stinco di maiale al forno con patate

Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo è ottenuto con le uve provenienti da cinque distinti vigneti di proprietà interamente vitati con Aglianico. È un vino seducente e raffinato.

CARATTERISTICHE

Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo ha un colore rosso rubino profondo e di buona consistenza. Olfatto ampio ed intrigante, dotato di sensazioni terrose, humus, felce, cenni selvatici, foglie secche e terra bagnata e a seguire aromi fruttati di visciola, prugna, ginepro, mora di gelso e ciliegia, tabacco da pipa, grafite ed incenso. Sorso austero, dotato di tannino vivo, in perfetto equilibrio con la rinfrescante freschezza e la nota glicerica. Vinificazione e maturazione tra acciaio e barrique, dove sosta per diciotto mesi.

ABBINAMENTI

Aglianico Terre D'Eclano Quintodecimo con Pappardelle al ragù di cinghiale, Stinco di maiale al forno con patate

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: TAURASI

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Denominazione
Irpinia DOC
Uve
Aglianico
Tipologia
Rosso
NTVL28QM

Non mancano certo determinazione e coraggio a Laura Di Marzio e Luigi Moio, compagni nella vita e nell'avventura di Quintodecimo a Mirabella. E' qui che lo stimato enologo professore ha voluto mettere radici, puntando senza esitazionisu un modello dichiaratamente haute couture, nella cura dei dettagli come nei prezzi di uscita. Un vero e proprio chateau irpino raccontato da una gamma completa e riconoscibile di vini a base aglianico, greco, fiano e falanghina, raccolti a piena maturazione e affinati in legno piccolo, con esiti ancora da verificare alla prova del tempo. Sono ancora una volta i bianchi a rappresentare al meglio le ambizioni qualitative e stilistiche di Quintodecimo. La Falanghina Via del Campo si conferma tra le migliori declinazioni del vitigno sannita: la maturazine in legno aggiunge complessità senza sacrificarne la silhouette sottile e floreale. Discorso simile per il Fiano di Avellino Exultet, decisamente varietale con i suoi ricordi di erbe, polline, agrumi, avvolti da uno scheletro affumicato potente ma sempre in tensione.

  • Anno di fondazione: 2001
  • Proprietà: Luigi Moio e Laura Di Marzio
  • Enologo: Luigi Moio
  • Bottiglie prodotte: 80.000
  • Ettari: 23,00
No reviews

I clienti che hanno acquistato questo prodotto hanno anche comprato:

Product added to wishlist

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.