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Barolo DOCG "Castiglione" Vietti - Enoteca Telaro

Barolo DOCG "Castiglione" Vietti

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  • DenominazioneDenominazione:Vietti DOC
  • UveUve:100% Nebbiolo
  • ColoreColore: Rosso con lampi sanguigni
  • OdoreOdore:Sentori di frutti di bosco assortiti, lillà e rosa selvatica, ginepro, tè Darjeeling e note speziate orientali
  • SaporeSapore:Bocca ampia e avvolgente distratta da verticale spina acido-sapida, evidenzia tannini copiosi ma non invadenti
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Filetto al ginepro, Filetto tartufato
Ordinalo entro 13 ore e 01 minuti per riceverlo Lunedì 21 giugno

Con Vietti questa volta vogliamo parlare d’arte, l’arte del lavoro in cantina e quella che campeggia su tutte le etichette aziendali, disegnate da Gianni Gallo, chiamato negli anni ‘70 dalla famiglia Vietti a rivestire di colore le proprie bottiglie. Gianni Gallo fu un grande disegnatore ed incisore. Tutti i suoi bozzetti, trasferiti poi in etichetta, raffigurano esistenze di Langa da salvaguardare quali insetti, uccelli, ricci, chiocciole, canneti. Così per il Moscato un fascio di spighe e fiori, un grillo su un pentagramma per la Barbera d’Alba Tre Vigne e un altro nascosto tra erbe e fiori sia per la Barbera d’Alba Vigna Vecchia Scarrone che per Vigna Scarrone. Per il Nebbiolo un Dente di Leone, mentre, tra i diversi cru di Barolo, rimane suggestiva la chiocciola del Brunate (cru di La Morra), che simboleggia il lento e lungo cammino nel tempo di questo vino. L’arte si esprime in modo diverso invece nel Barolo Villero, una Riserva che esce solo in alcune annate e con etichette d’autore ogni volta differenti. La prima, nel 1982, fu sempre di Gianni Gallo, mentre l’ultima, quella del 2012, è del grande architetto Renzo Piano, con un suo bellissimo disegno a mano libera di un grappolo d’uva sulla facciata est del centro Pompidou di Parigi, che lui stesso progettò e costruì negli anni Settanta.

CARATTERISTICHE

Barolo DOCG "Castiglione" Vietti, veste granato con lampi sanguigni, sprigiona accattivanti sentori di frutti di bosco assortiti, lillà e rosa selvatica, ginepro, tè Darjeeling e note speziate orientali. Bocca ampia e avvolgente distratta da verticale spina acido-sapida, evidenzia tannini copiosi ma non invadenti. Età delle vigne tra i 7 e i 35 anni. Matura 30 mesi tra barrique e botte grande. Ulteriori 8 mesi di affinamento in bottiglia. Non filtrato.

ABBINAMENTI

Barolo DOCG "Castiglione" Vietti, si abbina con filetto al ginepro, Filetto tartufato.

REGIONE: PIEMONTE

Piemonte

Il Piemonte, seconda regione più estesa d'Italia dopo la Sicilia, è una delle più varie dal punto di vista geografico e climatico. Il principale sistema collinare, il cui paesaggio vitivinicolo è stato di recente insignito della tutela Unesco, è costituito da Langhe, Monferrato e Roero, localizzato nella parte meridionale e orientale della regione. A nord troviamo l'altra grande area collinare, composta da Canavese, Coste della Sesia e Colli Novaresi.

Ci troviamo in una regione a clima generalmente temperato, con estati umide e calde rinfrescate da violenti temporali, autunni nebbiosi e piovosi, inverni mediamente freddi con nevicate abbondanti in collina, e primavere relativamente miti. La combinazione di territorio e clima piemontese si rivela quindi adatta alla coltivazione di alcuni vitigni autoctoni che qui hanno trovato la loro più felice espressione, a cominciare da Nebbiolo e Barbera, che la viticoltura piemontese ha saputo esprimere ai massimi livelli mondiali.

A oggi i grandi vini piemontesi restano i più premiati e ambiti tra i vini italiani all'estero, superando spesso anche gli acclamati toscani. Accanto a vini ormai mitici come Barolo e Barbaresco, il Piemonte offre però molti vini più economici altrettanto validi, come le squisite Barbere d'Asti, Nizza e Alba, e alcuni sorprendenti Dolcetto, oltre a pregiati Nebbiolo coltivati in altre denominazioni. Il valore di un ettaro di Barolo, nelle zone più importanti, supera ormai il milione di euro.

VITIGNO: NEBBIOLO

Nebbiolo

LA PIANTA

Nonostante il Nebbiolo mostri uno spiccato polimorfismo e un'elevata variabilità intravarietale, si possono definire alcuni tratti generali della pianta. Il grappolo a maturità è di taglia media, medio-grande o grande, di forma piramidale, alato, allungato( il rosé è più corto) e piuttosto compatto; l'acino è medio-piccolo, rotondo o ellissoidale, con buccia sottile ma consistente, molto pruinosa e di colore violaceo scuro. Pianta a maturazionelenta, predilige zone con elevate somme termiche e buona luminosità; è la prima vite a germogliare e l'ultima a lasciare cadere le foglie, con la duplice conseguenza di essere molto esposta alle condizioni ambientali ma anche di poter esprimere una personalità più complessa e unica. Matura in epoca decisamente tardiva, ovvero nella seconda metà di ottobre, e talvolta la vendemmia si protrae fino alle prime giornate di novembre.

IL VINO

Impiegato esclusivamente per la vinificazione, il Nebbiolo dà origine ad alcuni dei vini più apprezzati e conosciuti al mondo. Il suo patrimonio cospicuo di zuccheri, acidi e polifenoli fa sì che i vini prodotti con sole uve Nebbiolo siano dotati di grandissima austerità, spessore, carattere. Il colore dei Nebbioli di Langa è rosso granata; il profumo rimanda ai frutti di bosco, alla foglia di tabacco, al cuoio e alle spezie. In bocca sviluppa una rara potenza che i produttori oggi sanno ingentilire con le moderne tecniche di vinificazione e, soprattutto, con l'impiego accorto del legno per la maturazione e l'affinamento.

Regione
Piemonte
Provenienza
Italia
Uve
Nebbiolo
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Sapido
Gradazione (% vol.)
14.5
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso
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Con Vietti questa volta vogliamo parlare d’arte, l’arte del lavoro in cantina e quella che campeggia su tutte le etichette aziendali, disegnate da Gianni Gallo, chiamato negli anni ‘70 dalla famiglia Vietti a rivestire di colore le proprie bottiglie. Gianni Gallo fu un grande disegnatore ed incisore. Tutti i suoi bozzetti, trasferiti poi in etichetta, raffigurano esistenze di Langa da salvaguardare quali insetti, uccelli, ricci, chiocciole, canneti. Così per il Moscato un fascio di spighe e fiori, un grillo su un pentagramma per la Barbera d’Alba Tre Vigne e un altro nascosto tra erbe e fiori sia per la Barbera d’Alba Vigna Vecchia Scarrone che per Vigna Scarrone. Per il Nebbiolo un Dente di Leone, mentre, tra i diversi cru di Barolo, rimane suggestiva la chiocciola del Brunate (cru di La Morra), che simboleggia il lento e lungo cammino nel tempo di questo vino. L’arte si esprime in modo diverso invece nel Barolo Villero, una Riserva che esce solo in alcune annate e con etichette d’autore ogni volta differenti. La prima, nel 1982, fu sempre di Gianni Gallo, mentre l’ultima, quella del 2012, è del grande architetto Renzo Piano, con un suo bellissimo disegno a mano libera di un grappolo d’uva sulla facciata est del centro Pompidou di Parigi, che lui stesso progettò e costruì negli anni Settanta.

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