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Biancolella di Ponza IGT Cantine Migliaccio - Enoteca Telaro

Biancolella di Ponza IGT Cantine Migliaccio 2019

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  • DenominazioneDenominazione:Ponza IGT
  • UveUve:100% Biancolella
  • ColoreColore:Paglierino luminoso con riflessi dorati
  • OdoreOdore:Note di fiori e frutti gialli, mandorle amare, cenni di agrumi e intensi sentori minerali caratterizzano l'olfatto
  • SaporeSapore:Sorso avvolgente, di buona corrispondenza gusto-olfattiva e lungo finale sapido
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.0% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Orata all'acqua pazza
Ordinalo entro 5 ore e 54 minuti per riceverlo tra Martedì 9 marzo e Mercoledì 10 marzo

Ha origini antichissime la storia della splendida realtà vitivinicola che vede protagonisti i coniugi Emanuele Vittorio e Luciana Sabino, nell’incontaminata Punta Fieno, sull’isola di Ponza. Assegnata in “enfiteusi perpetua” nel 1734 da Carlo di Borbone all’avo Pietro Migliaccio che vi portò i vitigni tipici campani, era in uno stato di abbandono totale fino al 2000, quando con un enorme lavoro di recupero ed ingenti investimenti è nata l’azienda, oggi vanto dell’enologia isolana. Le antiche varietà autoctone a piede franco, recuperate con l’uso di moderni mezzi enologici e avvalendosi della collaborazione dell’enologo Vincenzo Mercurio, nel rispetto delle tradizioni locali offrono vini di forte tipicità e particolare qualità e piacevolezza.

CARATTERISTICHE

Biancolella di Ponza IGT Cantine Migliaccio, colore giallo paglierino luminoso con riflessi dorati. Note di fiori e frutti gialli, mandorle amare, cenni di agrumi e intensi sentori minerali caratterizzano l'olfatto. Sorso avvolgente, di buona corrispondenza gusto-olfattiva e lungo finale sapido. Matura 8 mesi in acciaio.

ABBINAMENTI

Biancolella di Ponza IGT Cantine Migliaccio, si abbina con orata all'acqua pazza.

REGIONE: LAZIO

Lazio

Il Lazio è considerato una regione poco rilevante dal punto di vista enologico, ma se si sposta l'attenzione sul vino quotidiano le sorprese non mancano, a cominciare dalle Docg Frascati Superiore e Cesanese del Piglio, le Denominazioni più valorizzate. Vi sono alcuni elementi di criticità dovuti al recente passato: una quantità eccessiva di Denominazioni rispetto agli ettari vitati, con una frammentazione che non ha consentito di offrire una massa critica utile a sfruttarne le potenzialità e a raggiungere un'adeguata visibilità; in secondo luogo, le Cantine sociali hanno a lungo operato in regime quasi monopolistico, non facilitando la nascita di nuove realtà produttive.

Tuttavia parliamo di una regione con il 54% del territorio costituito da colline, con una tradizione vitivinicola millenaria e un potenziale non sfruttato sia in termini di varietà autoctone sia di mercato, considerando anche solo Roma e il suo circondario. C'è quindi ancora molta strada da fare, ma gli elementi importanti ci sono tutti: dai milioni di bottiglie prodotte nell'area dei Castelli Romani, la cui qualità media sta lentamente migliorando, al recupero di questo mestiere come attività redditizia in altre province, al perfezionamento di vini che vadano a competere con i grandi d'Italia.

VITIGNO: BIANCOLELLA

Biancolella

LA PIANTA

Il grappolo è di media grandezza, di forma cilindrica, alato e abbastanza compatto. Può essere occasionalmente spargolo per il sopravvento di eventuali difetti di fioritura. Gli acini sono medi, rotondi e di colore verde paglierino, con una buccia sottile e tenera responsabile del nome Bianca Tnera nella zona di Amalfi. Matura tra la fine di Settembre e l'inizio di ottobre

IL VINO

Pur non raggiungendo gradazioni alcoliche elevate e non conservando un'acidità importante, il Biancolella dona, con l'intensità dei profumi, inaspettata longevità ai bianchi dell'isola. L'Ischia Biancolella rimane un vino che nasce in vigne streme, considerate a giusto titolo tra le più belle al mondo

Regione
Lazio
Uve
Biancolella
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Aromatico
Sapido
Gradazione (% vol.)
13
Contenuto
75 Cl
1 Articolo

Ha origini antichissime la storia della splendida realtà vitivinicola che vede protagonisti i coniugi Emanuele Vittorio e Luciana Sabino, nell’incontaminata Punta Fieno, sull’isola di Ponza. Assegnata in “enfiteusi perpetua” nel 1734 da Carlo di Borbone all’avo Pietro Migliaccio che vi portò i vitigni tipici campani, era in uno stato di abbandono totale fino al 2000, quando con un enorme lavoro di recupero ed ingenti investimenti è nata l’azienda, oggi vanto dell’enologia isolana. Le antiche varietà autoctone a piede franco, recuperate con l’uso di moderni mezzi enologici e avvalendosi della collaborazione dell’enologo Vincenzo Mercurio, nel rispetto delle tradizioni locali offrono vini di forte tipicità e particolare qualità e piacevolezza.

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