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Biancolella DOC Tenuta dei Preti Tommasone - Enoteca Telaro
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Biancolella DOC Tenuta dei Preti Tommasone 2019

Non disponibile
10,10 € 11,89 € -15%
  • DenominazioneDenominazione:Biancolella Ischia DOC
  • UveUve:100% Biancolella
  • ColoreColore:Giallo paglierino luminoso
  • OdoreOdore:Intenso,persistente,con netti sentori floreali e fruttati di fiori di mandorlo e biancospino
  • SaporeSapore:Gradevole,morbido,fresco e sapido,aromico e strutturato
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Risotto al nero di seppia con gamberi

L’azienda agricola La Pietra di Tommasone nasce nell’anno 2000, quando Antonio Monti, figlio di Tommaso, decide di tornare in Italia e cominciare questa nuova avventura dopo essere stato per anni all’estero a svolgere l’attività di ristoratore. Proprio nell’anno 2000 vengono messe a dimora le prime barbatelle della varietà Biancolella, Fiano, Aglianico, Montepulciano e Piedirosso e viene scelta la coltivazione a Gouyot con bassa resa, da sempre garanzia per ottenere vini di ottima qualità; viene ristrutturata la cantina e nel 2004 parte la prima produzione con le prime 30.000 bottiglie prodotte. Oggi la produzione ha raggiunte le 100.000 bottiglie, gli ettari vitati sono 17 e la produzione presenta vini di grande qualità che parlano di territorio, di Ischia e del mare che la circonda.

CARATTERISTICHE

Biancolella DOC Tenuta dei Preti Tommasone ha un colore giallo paglierino luminoso con tenui cenni verdolini. Al naso si presenta intenso, persistente, fine, con netti sentori floreali e fruttati di fiori di mandorlo e biancospino, banana e ananas, macchia mediterranea, cenni vegetali. In bocca è secco ma gradevolmente morbido, fresco e sapido, armonico e strutturato; chiude con ritorni floreali e scia sapida di corretta durata. Sosta in Tonneau per 6 mesi.

ABBINAMENTI

Biancolella DOC Tenuta dei Preti Tommasone ottimo abbinamento con risotto al nero di seppia con gamberi

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: ISCHIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Denominazione
Ischia DOC
Uve
Biancolella
Colore
Giallo Dorato
Odore
Floreale
Sapore
Fresco
Sapido
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl

L'azienda di Antonio Monti nasce a Lacco Ameno, su terreni vulcanici, lì dove le favorevoli condizioni climatiche regalano uve integre e bianchi che sanno di mare. La storia della cantina si intreccia con le vicende di Antonio e con la morte di suo padre Tommaso che qui nella fertile Pithecusa coltivava le uve autoctone come biancolella e forastera. È alla scomparsa del padre che Antonio ritorna dalla Germania, dove gestisce l'Osteria Centovini, tutt'oggi attiva, e ridà lustro alla tradizione vinicola di famiglia, recuperando i vecchi appezzamenti insieme a sua figlia Lucia, enologa dell'azienda.

Conferma su tutta la linea per l’ottimo livello qualitativo dei vini, tra bianchi e rossi, presentati da Antonio Monti. Ed eccoci a parlare del primo Tre Bicchieri aziendale. L’Ischia Biancolella ’17 si offre solare nei richiami mediterranei e agrumati. Succoso e teso, è sorretto da una buona tensione acida e un finale di grazia e lunghissima complessità minerale. Effluvi balsamici e mentuccia selvatica per l’Ischia Biancolella Tenuta dei Preti ‘17, con una maggiore spalla glicerica e finale salino.

Gambero Rosso

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