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Casavecchia Centomoggia Terre del Principe 2015

Casavecchia Centomoggia Terre del Principe 2015

20,66 € 24,59 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Terre del Volturno IGT
  • UveUve:100% Casavecchia
  • ColoreColore:Cupo manto porpora.
  • OdoreOdore:Incipit profondamente caratterizzato da ricchi cenni di erbe officinali, liquirizia, tabacco kentucky, tamarindo e chinotto, quindi vira su note di confettura, cioccolatino al liquore, pot-pourri, legno di sandalo e cedro, poi ciliege sotto spirito e oliva nera infornata, rinfrescati da algide correnti balsamiche.
  • SaporeSapore:Assaggio scandito da freschezza vibrante e fitta trama tannica, perfettamente amalgamati nel complesso, impreziosito da gustosa sapidità. Trascorre un anno in barrique e dodici mesi in bottiglia.
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Stinco di maiale al forno con cipolline
Ordinalo entro 8 ore e 35 minuti per riceverlo tra Mercoledì 15 luglio e Giovedì 16 luglio

La passione per la viticoltura di Giuseppe Mancini, inizia a svilupparsi sin dall’infanzia quando suo nonno lo portava a passeggio fra i vigneti che rientravano nei suoi poderi, già allora popolati da Pallagrello e Casavecchia. Ispirato da queste ‘memorie contadine’, decide di abbandonare la professione di avvocato e di accettare, assieme a Manuela Piancastelli giornalista del quotidiano ‘ Il Mattino ’, la sfida di riportare in auge queste antiche varietà autoctone, potendo contare anche sulla valente collaborazione del prof. Luigi Moio. Obbiettivo che si realizza pienamente negli anni Duemila, grazie alla collaborazione con l’Università di Napoli e la Regione Campania che ha portato all'inserimento nel Registro Nazionale delle varietà di vite, Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia, successivamente riconosciute anche nell’Igt Terre del Volturno e nella Doc Casavecchia di Pontelatone. Valida e consolidata la gamma presentata in questa Edizione, che quest’anno offre un vasto assortimento di etichette in cui torna all’appello tutta la produzione aziendale.

CARATTERISTICHE

Casavecchia Centomoggia Terre del Principe è di un color cupo manto porpora. Incipit profondamente caratterizzato da ricchi cenni di erbe officinali, liquirizia, tabacco kentucky, tamarindo e chinotto, quindi vira su note di confettura, cioccolatino al liquore, pot-pourri, legno di sandalo e cedro, poi ciliege sotto spirito e oliva nera infornata, rinfrescati da algide correnti balsamiche. Assaggio scandito da freschezza vibrante e fitta trama tannica, perfettamente amalgamati nel complesso, impreziosito da gustosa sapidità. Trascorre un anno in barrique e dodici mesi in bottiglia.

ABBINAMENTI

Casavecchia Centomoggia Terre del Principe si abbina con stinco di maiale al forno con cipolline

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: CASAVECCHIA

Casavecchia

LA PIANTA

Il grappolo è grande, di forma cilindrica, con presenza di più di due ali che gli danno un aspetto molto ramificato e quasi piramidale, ma il fatto di essere molto spargolo gli permette di conservare un peso contenuto. Gli acini sono piccoli ed ellittici, con una buccia abbastanza spessa, pruinosa e di colore blu-nero. Giunge a maturazione tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

IL VINO

Solo da qualche anno, con l'impegno di produttori appassionati, si è risvegliata l'attenzione sul Casavecchia. In particolare Luigi Moio (responsabile del programma di ricerca sul Casavecchia dell'Università di Portici) ha avviato test di microvinificazione per conoscere meglio una varietà che raramente era stata tenuta in considerazione e vinificata in purezza con le attenzioni necessarie. Da questi studi emerge una certa somiglianza dei prodotti finali con i vini da uve Merlot. Il Casavecchia è ricco di antociani e di tannini morbidi, possiede un buon grado alcolico e acidità bassa, che rendono la fermentazione malolattica una formalità.

Regione
Campania
Uve
Casavecchia
Colore
Rosso Intenso
Sapore
Aromatico
Fresco
Gradazione (% vol.)
13
Contenuto
75 Cl

Una certezza qualitativa dell'Alto Casertano e dell'intera Campania vitivinicola, la solita sfilata di vini di ottimo livello, con un acuto per la versione di Vigna Piancastelli. La rivalutazione di un intero territorio spesso si deve all'iniziativa di poche persone illuminate. Peppe Mancini è una di queste, pioniere dell'indagine sulle potenzialità di Casavecchia e Pallagrello nell'areale di Castel Campagnano, appoggiato dall'amore incondizionato di Manuela Piancastelli.

Bibenda: La passione per la viticoltura di Giuseppe Mancini, inizia a svilupparsi sin dall’infanzia quando suo nonno lo portava a passeggio fra i vigneti che rientravano nei suoi poderi, già allora popolati da Pallagrello e Casavecchia. Ispirato da queste ‘memorie contadine’, decide di abbandonare la professione di avvocato e di accettare, assieme a Manuela Piancastelli giornalista del quotidiano ‘ Il Mattino ’, la sfida di riportare in auge queste antiche varietà autoctone, potendo contare anche sulla valente collaborazione del prof. Luigi Moio. Obbiettivo che si realizza pienamente negli anni Duemila, grazie alla collaborazione con l’Università di Napoli e la Regione Campania che ha portato all'inserimento nel Registro Nazionale delle varietà di vite, Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia, successivamente riconosciute anche nell’Igt Terre del Volturno e nella Doc Casavecchia di Pontelatone. Valida e consolidata la gamma presentata in questa Edizione, che quest’anno offre un vasto assortimento di etichette in cui torna all’appello tutta la produzione aziendale.

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