• -18%
Champagne Benoît Lahaye Brut Nature - Enoteca Telaro
Champagne Benoît Lahaye Brut Nature - Enoteca Telaro
Champagne Benoît Lahaye Brut Nature - Enoteca Telaro
Champagne Benoît Lahaye Brut Nature - Enoteca Telaro

Champagne Brut Nature Grand Cru Benoît Lahaye

Ultimi articoli in magazzino
46,58 € 56,80 € -18%
  • DenominazioneDenominazione:Champagne AOC
  • UveUve:90% Pinot Noir, 10% Chardonnay
  • ColoreColore:Giallo Paglierino
  • OdoreOdore:Fruttato, floreale, leggermente agrumato.
  • SaporeSapore:Fine, fruttato, delicato, sapido. 
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:6-8° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Carpaccio di manzo, tartufo estivo e scaglie di Parmigiano Reggiano 24 mesi.
Ordinalo entro 4 ore e 19 minuti per riceverlo tra Martedì 9 marzo e Mercoledì 10 marzo

Brut Nature Grand Cru è lo champagne d'ingresso di Lahaye, che si spoglia pure del dosaggio e decolla letteralmente, diventando un capolavoro. Per piacevolezza prima di tutto. Uno champagne biologico che si distingue proprio per la sua complessità e ricchezza.

CARATTERISTICHE

Si presenta con un colore giallo paglierino, al naso è innan zitutto molto bello prima che evidentemente legato al Pinot Noir, con tutti i frutti rossi, dalla stessa uva al sottobosco, le note di fiori anch'essi rossi (Peonia), gli agrumi ovviamente rossi (arancia), tutto idealmente poggiato su una base tostata che solo in minima parte riconduce all'uso del legno e poi uno sbuffo minerale più cinereo che pietroso. Uno champagne talmente ricco e avvolgente che la scelta di non dosarlo appare geniale in quanto lo riequilibra, por tandolo a essere sia rotondo, sia secco.

ABBINAMENTI

Champagne ottimo da abbinare con carpaccio di manzo, tartufo estivo e scaglie di Parmigiano Reggiano 24 mesi.

REGIONE: Champagne

Champagne

Champagne è una storica regione vinicola a nord-est della Francia, questa zona ha avuto un ruolo storico significativo nello sviluppo di un terroir unico al mondo. I confini viticoli dello Champagne sono legalmente definiti e suddivisi in cinque distretti vitivinicoli all'interno della provincia storica: Aube, Côte des Blancs, Côte de Sézanne, Montagne de Reims e Vallée de la Marne. Champagne ha sviluppato una reputazione per la produzione di vino di qualità già nel primo Medioevo ed è stata in grado di mantenere quella reputazione grazie ai produttori della regione, che hanno iniziato a produrre spumanti con l'avvento delle grandi case di Champagne nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Il termine "Champagne" è utilizzato esclusivamente per i vini che provengono da questa regione.

Le uve principali coltivate nella regione includono Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier. Il pinot nero è l'uva più coltivata nella regione dell'Aube e cresce molto bene nelle Montagne de Reims. Il Pinot Meunier è l'uva dominante nella Vallée de la Marne. La Côte des Blancs, invece, produce quasi esclusivamente lo Chardonnay.

VITIGNO: PINOT NERO

Pinot Nero Il vitigno che in Borgogna ha trovato la sua massima espressione mondiale, in Alto Adige si afferma comunque come miglior Pinot Nero italiano, soprattutto se coltivato nei magnifici vigneti nei dintorni di Egna e Mazzon. I Pinot Nero di queste zone sono giocati sull'immediatezza e la bevibilità, e si distinguono per finezza e buona rotondità; per quanto l'acidità e il tannino non siano elevati, si gode di una discreta complessità, tra piacevoli note di fiori - rosa e violetta - e frutti di bosco - lampone, fragolina, mirtillo e mora.
Provenienza
Francia
Denominazione
Champagne AOC
Uve
Blend
Gradazione (% vol.)
12
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Bollicina
3 Articoli

Non teme l'eterna rivalità tra Bouzy e Ambonnay il bravissimo Benoît Lahaye, perché ha vigneti in entrambi i villaggi. E non solo. Infatti, oltre che 3 ettari nella natia Bouzy e uno di Ambonnay, ne ha un po'a Tauxières (0,7 ha) e a Voipreux (0,12 ha), quest'ultimo a Chardonnay, altrimenti il Pinot Noir la fa da padrone con l'88% della superficie vitata. "La vigna è il quinto componente della mia famiglia" (sono in quattro) dichiara allegramente Benoît, ma non basta, perché questa vigna è pure biologica (certificata). Non per moda o dogmi, ma per etica e, ancor più, oggettiva qualità delle uve: "I'agricoltura biologica è la pratica migliore in termini di risultato di vino". Il vigneron di Bouzy è giunto a questa conclusione dopo diverse degustazioni comparative tra vini da viticoltura tradizionale, biologica e biodinamica ed è arrivato ad affermare che se gli ultimi si riconoscono immediatamente per le loro forti (a volte eccessive) 'caratterizzazioni', i secondi sono invece quelli che inevitabilmente risultano i più armonici, i più buoni. E, sempre a proposito del dilemma biologico-biodinamico, fa anche notare che alla biodinamica è necessario stare dietro tutti i giorni, in vigna come in cantina, mentre con il biologico, quando hai lavorato (bene) in vigna, che è la parte più importante, il più è fatto, nel senso che poi è molto facile fare il vino. Geniale, no? Tutto ha inizio nel 1993, quando Benoît prende in mano l'attività di famiglia c inizia a trasformarla, eliminando gli erbicidi. Tre anni dopo è già organico, nel 2007 riceve la certificazione da Ecocert, due anni dopo sperimenta la biodinamica. Il punto di arrivo nel 2010, con la certificazione Biodyvin e Agriculture Biologiquc, c, soprattutto, l'ingresso dell'amato cavallo Tamise per lavorare il terreno. In cantina arrivano uve raccolte ad almeno 10,5° potenziali, poi pressate in un elemento pneumatico e infine fermentate in legno. Soprattutto pièce (205 I) François Frères usate (fino a 15 anni), più qualche botte (dove sono anche conservati i pochi vins de réserve) e alcune anfore da 300 litri di terra- cotta toscana (introdotte nel 2014 soprattutto per il rosé), sempre con soli lieviti indigeni. Dal 2006 la malolattica è sistematicamente svolta al fine di esaltare la complessità. Da notare che la cantina è dotata di finestre in modo che i vini nelle botti "possano sentire le stagioni" prima dell'imbottigliamento, che avviene piuttosto tardi, mentre, al fine di passare quanto più tempo possibile in vigna, il vigneron non ha avuto timore alcuno ad adottare le gyropalette per il rénniage... Benoît Lahaye, infine, produce sulle 50.000 bottiglie annue ed è costantemente affiancato sia dalla moglie Valérie, sia (dal 2014) dal figlio maggiore Valentin, soprattutto in vigna.

No reviews
Product added to wishlist

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.