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Champagne Classic Brut Deutz - Enoteca Telaro

Champagne Classic Brut Deutz

Non disponibile
33,54 € 40,90 € -18%
  • DenominazioneDenominazione:Champagne AOC
  • UveUve:37% Pinot Noir, 33% Chardonnay, 30% Meunier
  • ColoreColore:Giallo Dorato
  • OdoreOdore:Agrumi, nocciole e tostature di caffè
  • SaporeSapore:Rotondo, Morbido con note agrumate e saline
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:6-8° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Piatti a base di pesce, carni bianche.

Passo dopo passo, lo Champagne Brut Classic Deutz è cresciuto fino a entrare finalmente a far parte della ristretta schiera dei migliori sans année. Piacevolezza e concretezza in chiave universale. Lo Champagne più importante di e per Deutz, visto che rappresenta ben l'85% dell'intera produzione. Uve da 45 cru (tra cui Aÿ, Bouzy, Dizy, Ludes, Mareuil per il Pinot Noir, Avize, Cramant, Oger, Trépail per lo Chardonnay, infine Moussy, Pierry, Leuvrigny per il Meunier), base vendemmia 2015 più addirittura il 52% di vins de réserve delle due annate precedenti, poco più di 2 anni sui lieviti e dosaggio a 9 g/l.

CARATTERISTICHE

Si presenta con un colore giallo dorato e con un perlage fine, Al naso fruttato con una componente vivace e intrigante di agrumi, grassezze di nocciola e tostature di caffè, il tutto completato con mineralità che si fa sempre più evidente nel calice. Al palato una bollicina carezzevole ed animata da una spiccata freschezza di origine agrumata, finale pulito, asciutto, ancora agrumato e salino.

ABBINAMENTI

Ideale per un aperitivo o per accompagnare piatti a base di pesce o piatti di carni bianche .

REGIONE: Champagne

Champagne

Champagne è una storica regione vinicola a nord-est della Francia, questa zona ha avuto un ruolo storico significativo nello sviluppo di un terroir unico al mondo. I confini viticoli dello Champagne sono legalmente definiti e suddivisi in cinque distretti vitivinicoli all'interno della provincia storica: Aube, Côte des Blancs, Côte de Sézanne, Montagne de Reims e Vallée de la Marne. Champagne ha sviluppato una reputazione per la produzione di vino di qualità già nel primo Medioevo ed è stata in grado di mantenere quella reputazione grazie ai produttori della regione, che hanno iniziato a produrre spumanti con l'avvento delle grandi case di Champagne nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Il termine "Champagne" è utilizzato esclusivamente per i vini che provengono da questa regione.

Le uve principali coltivate nella regione includono Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier. Il pinot nero è l'uva più coltivata nella regione dell'Aube e cresce molto bene nelle Montagne de Reims. Il Pinot Meunier è l'uva dominante nella Vallée de la Marne. La Côte des Blancs, invece, produce quasi esclusivamente lo Chardonnay.

VITIGNO: PINOT NERO

Pinot Nero Il vitigno che in Borgogna ha trovato la sua massima espressione mondiale, in Alto Adige si afferma comunque come miglior Pinot Nero italiano, soprattutto se coltivato nei magnifici vigneti nei dintorni di Egna e Mazzon. I Pinot Nero di queste zone sono giocati sull'immediatezza e la bevibilità, e si distinguono per finezza e buona rotondità; per quanto l'acidità e il tannino non siano elevati, si gode di una discreta complessità, tra piacevoli note di fiori - rosa e violetta - e frutti di bosco - lampone, fragolina, mirtillo e mora.
Provenienza
Francia
Denominazione
Champagne AOC
Uve
Chardonnay
Pinot Nero
Colore
Giallo Dorato
Odore
Fruttato
Sapore
Morbido
Contenuto
75 Cl

Una delle tante maison di origine tedesca: nasce nel 1838 come Deutz-Geldermann a opera rispettivamente di William e Peter, che la portano ben presto in una dimensione d'eccellenza. Eccellenza che, a dispetto delle vicissitudini vissute all'inizio del XX secolo, non viene mai meno, tanto che Deutz è da anni ritenuta in Francia "una delle sei più belle maison de champagne", oltre a essere apprezzata dagli stessi champenois. Ciò nonostante, Deutz ha saputo compiere an ulteriore balzo in avanti da quando è stata acquistata dalla famiglia Rouzaud (quindi Louis Roederer non solo) nel 1993, che ha avuto l'intelligenza di lasciare alla maison piena indipendenza sotto ogni punto di vsta (approvvigionamento delle uve, produzione, vendite) e, soprattutto, di avervi messo alla testa come presidente Fabrice Rosset. A lui, infatti, va riconosciuto il merito di aver compiuto una vera impresa incrementare costantemente sia la quantità (da 800.000 a 2,65 milioni di bottiglie in 26 anni, con uno stock medio attuale di oltre 10 milioni di bottiglie), e, soprattutto, la qualità. Qualità basata sulla selezione delle migliori uve, come peraltro iniziò a fare lo stesso William nel 1845, quando impose ai propri collaboratori di fare di tutto per procurarsi i grappoli più pregiati. Ancora oggi è cosi: le migliori uve, da unire a quelle provenienti dai 46 ettari di proprietà (la maggior parte ad Aÿ e Le-Mesnil, con età media di 40 an). per una quota conferita di poco superiore ai 200 ettari equivalenti, provengono da villaggi distanti al massimo 30 Km da Aÿ (anche se l'uva del villaggio Grand Cru natio quota sempre il 20-25% negli assemblaggi, Blanc de blancs a parte, ovviamente). La vinificazione avviene in tini di acciaio Pierre Guerin (i migliori di Francia) separatamente per parcelle e la malolattica è sempre svolta. Molto particolari anche i 3 Km di cantine, fatte scavare nel XIX secolo non proprio sotto terra, bensi 'dentro' la collina di Aÿ, con un investimento enorme (435.000 Franchi dell'epoca!), da René, il figlio del fondatore, che aveva capito che per ottenere bollicine eleganti serviva una temperatura particolarmente bassa e costante. Queste cantine hanno una profondità che va dai 25 ai 55 metri, con una temperatura inferiore ai 10°C. Sarà per questo che lo stile Deutz non è tanto legato alla mineralità, quanto, piuttosto, a una splendida bollicina, oltre alla finesse e alla leggerezza del gusto che significano immediata piacevolezza di beva. Ed è per questo motivo che, dopo aver effettuato diverse prove con alcuni vins de réserve negli ultimi anni, la maison ha deciso di non dar seguito all'utilizzo delle botti, conservando le due annate tipiche in cuve, ma soprattutto in tini di cemento all'interno delle suddette cantine.

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