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Chianti Fattoria dei Barbi - Enoteca Telaro
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Chianti DOCG Fattoria dei Barbi 2018

5,42 € 6,72 € -1,30 €
  • DenominazioneDenominazione:Chianti DOCG
  • UveUve:Sangiovese 90%, Canaiolo 7% e altre uve rosse 3%
  • ColoreColore:Rosso Rubino brillante
  • OdoreOdore:Fresco e fruttato con profumi di frutta rossa e sottobosco
  • SaporeSapore:Asciutto, fresco e piacevole
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Panzanella, crostini alla toscana, lardo di colonnata, caciotta e pecorino toscano, zuppa di lenticchie, fagioli, pollo, trippa, porchetta allo spiedo, lepre, bistecca alla fiorentina, fagioli al fiasco, scottiglia
Ordinalo ora per riceverlo tra Mercoledì 10 e Giovedì 11 marzo

I Colombini sono proprietari di terre a Montalcino dal 1352 e della Fattoria dei Barbi dal 1790. Producono Brunello dal 1892 e hanno collezionato negli anni importantissimi riconoscimenti provenienti da ogni parte del mondo. Alla Fattoria è infatti possibile visitare le cantine storiche, in un percorso fatto di oltre 300 botti e migliaia di bottiglie che raccontano la storia del Brunello e della famiglia Colombini. Gli attuali 80 ettari vitati sono situati sul versante sud-orientale di Montalcino, su terreni sabbiosi e galestrosi. Oggi Stefano Cinelli Colombini è il custode rigoroso della lunga tradizione familiare, ma sempre dinamicamente attento alle innovazioni tecnologiche intelligenti e funzionali a una qualità enologica che migliori ma non stravolga la classicità dei suoi vini.

CARATTERISTICHE

Chianti DOCG Fattoria dei Barbi, ha un colore rosso rubino brillante. Profumo fruttato e vinoso. Gusto fresco ed armonico, lievemente tannico. Piacevole persistenza.

ABBINAMENTI

Chianti DOCG Fattoria dei Barbi, si abbina con panzanella, crostini alla toscana, lardo di colonnata, caciotta e pecorino toscano, zuppa di lenticchie, fagioli, pollo, trippa, porchetta allo spiedo, lepre, bistecca alla fiorentina, fagioli al fiasco, scottiglia.

REGIONE: TOSCANA

Toscana

Le bellezze artistiche, il paesaggio e la storia ne fanno una delle regioni vinicole più apprezzate a livello mondiale, sia in termini di turismo indotto sia di esportazione di bottiglie. A partire dagli anni '70 del nocento, la Toscana è stata la regione più innovativa d'Italia, e il fenomeno dei Super Tuscans ha certamente giovato all'immagine del vino italiano nella sua globalità. Tra i tanti meriti dei toscani c'è sicuramente quello di avere preservato vaste porzioni della loro regione dalle contaminazioni della modernità, per cui oggi la Toscana è univeralmente percepita come simbolo di bellezza.

Il caso di Bolgheri è rappresentativo di come, partendo da un'intuizione, si può inventare una tradizione che ha portato successo commerciale, ricchezze e prestigio internazionale grazie alla felice integrazione tra vitigno, territorio e creatività umana. Con la nascita del Sassicaia e la commercializzazione delle prime 3000 bottiglie nel 1968, viene ispirato un cambiamento importante in un'altra zona vinicola, con una storia assai più antica, quella del Chianti. Per la prima volta Piero Antinori prova a utilizzare anche in questo vino uve internazionali a complemneto del Sangiovese, facendo uscire il suo vino dalla Doc storica del Chianti. Nasce così il Tignanello, che insieme al Sassicaia può essere considerato il primo Super Tuscan. Nel 1978 debutta il Solaia, nel 1985 arriva l'Ornellaia. Contemporaneamente si è assistito all'affermarsi di un altro vino storico, unico rosso italiano da monovitigno autoctono in grado di competere in termini di qualità e longevità con il Barolo: il Brunello di Montalcino, codificato e commercializzato come tale da Feruccio Biondi Santi sul finire dell'Ottocento.

In questa panoramica abbiamo citato le zone più importanti di produzione (Chianti e Chianti Classico, Bolgheri e Montalcino) ma la Toscana è ricca di altre aree e Denominazioni che hanno molto da offrire. Altra denominazione importante a base di sangiovese è la Docg Vino Nobile di Montepulciano.

Infine vi sono indicazioni anche nelle tre Doc del Vin Santo: vini di lunga e delicata preparazione le cui uve vengono lasciate appassire e sono poi affinate per anni in caratelli di castagno, ciliegio o rovere, mentre la Docg Aleatico Passito d'Elba rappresenta un caso di viticoltura eroica di tradizione millenaria, il cui vino è famoso anche per essere stato bevanda consolatoria di Napoleone Bonaparte durante il suo esilio sull'Isola.

VITIGNO: SANGIOVESE

Sangiovese

LA PIANTA

La breve descrizione che segue si riferisce a un tipo di Sangiovese che può essere considerato "medio": bisogna tenere presente la forte variabilità intra varietale tra i biotipi che può portare a caratteristiche morfologiche anche sensibilmente differenti. Il grappolo può essere di taglia medio - piccola o medio-grande, di forma cilindrico-piramidale, più o meno compatto e dotato di una o due ali. L'acino è medio o medio-piccolo, subrotondo e talvolta quasi ellissoidale, regolare, con una buccia pruinosa e di colore nero violaceo. Pur considerando le differenti situazioni pedoclimatiche nelle quali è coltivato, si può dire che il Sangiovese giunge in genere a maturazione nel periodo compreso tra l'ultima decade di settembre e la prima di ottobre

IL VINO

È molto difficile tratteggiare delle caratteristiche comuni per un Sangiovese, tanta è la differenza di espressione che riesce a dare. Se vinificato in acciaio dà origine a un vino di notevole freschezza, floreale e leggermente fruttato, ciliegia, abbastanza leggero, equilibrato, asciutto, sorretto da buona acidità e mai troppo scuro nel colore. Se affinato in rovere, dove riesce a invecchiare bene anche a lungo, arrotonda i suoi "spigoli" e diventa speziato, robusto, armonico, pur conservando una gradevole astringenza e capace di durare nel tempo

Regione
Toscana
Denominazione
Chianti DOCG
Uve
Sangiovese
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Asciutto
Fresco
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl
18 Articoli

La Fattoria dei Barbi e i Colombini, proprietari di terreni a Montalcino fin dal 1790, sono legati da secoli alla storia di questo territorio e del vino qui prodotto. La famiglia Colombini, infatti, possiede proprietà terriere in Toscana dai tempi di Boccaccio ed è presente a Montalicno dal 1352. Nel 1892 il Ministero dell'Agricoltura assegnò i primi importanti riconoscimenti alla Fattoria dei Barbi, che fu la prima azienda a esportare il Brunello in Europa, in America e Asia. La Fattoria si estende oggi su una superficie di 306 ettari, dei quali 67 vitali, posizionati sul versante sud-orientale di Montalcino, su terreni per lo più galestrosi e in minima parte di sabbia eocenica. La dirige oggi Stefano Cinelli Colombini che, come i produttori di Montalcino davvero grandi, è custode attento della lunga tradizione familiare e al tempo stesso coraggioso sperimentatore di innovazioni tecnologiche sensate. 

  • Anno di fondazione: 1790
  • Proprietà: Stefano Cinelli Colombini
  • Enologo: Paolo Salvi
  • Bottiglie prodotte: 600.000
  • Ettari: 67
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