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Cirò Bianco Scala - Enoteca Telaro
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Cirò Bianco DOC Scala 2020

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7,03 € 8,93 € -1,90 €
  • DenominazioneDenominazione: Cirò Classico
  • UveUve:100% Greco
  • ColoreColore:Giallo Verdolino
  • OdoreOdore: Note Floreali di Fiori Bianchi
  • SaporeSapore:Fresco, Secco e Sapido
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Ottimo con crostacei, pesce azzurro al forno, pesce alla griglia
Ordinalo entro 1 ore e 01 minuti per riceverlo tra Martedì 19 ottobre e Mercoledì 20 ottobre

Dopo aver diraspato le uve e pressate in modo soffice, il mosto viene inseminato di lieviti selezionati e prosegue la fermentazione a temperatura controllata, 16°-18°C, in modo da conservare tutte le caratteristiche varietali del vitigno

CARATTERISTICHE

Vino di colore giallo con riflessi verdolini, profumo delicato ed elegante, con note floreali di fiori bianchi. Sapore secco, fresco e sapido, ben equilibrato e con retrogusto piacevolmente fine.

ABBINAMENTI

Spaghetti alle zucchine

REGIONE: CALABRIA

Calabria

Nel generale risveglio produttivo del Sud di questi ultimi vent’anni, la Calabria è la regione che ha meno sfruttato le proprie potenzialità. Resta vero che il vitigno Gaglioppo può produrre ottimi vini, come dimostrano alcuni produttori di grande qualità con i loro Cirò, e anche il Magliocco sta vivendo un bel momento di affermazione. La Calabria è una delle regioni più interessanti da studiare per gli ampelografi, poiché ancora oggi nei vigneti più remoti e inaccessibili continuano a essere scoperti antichi vitigni, veri tesori di archeologia botanica da analizzare, catalogare e valorizzare. Purtroppo la viticoltura calabrese è in ritardo rispetto al resto dell’Italia: a oggi conta poco meno di 9.000 ettari vitati e costituisce circa l’1% della produzione italiana. Il patrimonio di territori e ambienti molto vari – dalle ampie escursioni termiche degli Appennini al clima tipicamente mediterraneo delle coste tirreniche e ioniche, in cui molte zone sono ancora incontaminate e c’è grande biodiversità vegetale – non è sfruttato come meriterebbe, e questo penalizza l’immagine di una regione che resta più conosciuta per la produzione di olio di oliva e agrumi che per i suoi vini. Pochi imprenditori hanno deciso di investire autonomamente, a cominciare da Nicodemo Librandi, che per primo ha esaltato appieno le qualità del Gaglioppo, il principale vitigno coltivato in Calabria, e anche del Magliocco, un altro autoctono recentemente rivalutato in purezza. Per fortuna altri viticoltori stanno seguendo questo esempio producendo vini ambiziosi. Se in quasi tutte le Doc i vitigni principalmente utilizzati sono Gaglioppo, Magliocco e Greco Bianco, la Denominazione più conosciuta è sicuramente quella del Cirò Rosso, localizzata a nord di Crotone nei comuni di Cirò, Cirò Marina e in parte nei territori dei comuni di Melissa e Crucoli. Degna di nota all’estremo sud, in provincia di Reggio Calabria, anche la piccolissima Doc Greco di Bianco, limitata al comune omonimo e in parte all’adiacente Casignana, in cui si realizza un vino passito poco conosciuto ma molto piacevole. Ma c’è un altro vino dolce da meditazione veramente unico: il Moscato Passito di Saracena, prodotto esclusivamente a Saracena, centro di 4.000 abitanti nell’entroterra cosentino. Un vino che si ottiene con una procedura antichissima che prevede l’unione di succo di uve Malvasia, Odoacra e Guarnaccia – fatte bollire e poi concentrate in modo da aumentarne grado alcolico e contenuto zuccherino – con un mosto pressato a mano da uve Moscatello leggermente appassite dopo la raccolta. Il risultato della successiva, lenta e paziente fermentazione è un nettare color ambra, dal sapore di miele e frutti esotici che evoca memorie di terre orientali.

VITIGNO: GRECO

Greco

LA PIANTA

Il Greco predilige i terreni gessosi-tufacei derivati dal disfacimento di arenarie della zona di Tufo, ma non disdegna i terreni sciolti di origine vulcanica. Il grappolo è piuttosto piccolo, compatto, di forma cilindrico-conica, abbastanza pruinoso e di forma sferica; ha buccia spessa di colore giallastro ricoperta da punteggiature brunastre. Giunge a maturazione piuttosto tardi, in genere nella seconda metà di ottobre.

IL VINO

Il Greco nelle sue terre d'elezione (Tufo e Santa Paolina) dà un bianco di straordinario carattere, di colore giallo dorato e dalla spiccata complessità olfattiva (mela cotogna e mandorla), certo meno armonico e raffinato del Fiano. È un vitigno difficile da vinificare e nelle produzioni contadine tende ad avere un'acidità volatile elevata e a imbrunire precocemente per l'ossidazione. La descrizione fatta da Manuela Piancastelli riassume tutte le caratteristiche del Greco di Tufo: "Un terroir particolare che restituisce a quest'uva e al vino profumi e caratteristiche del tutto peculiari. Rispetto al cugino Fiano, è ruvido e difficile, con minori profumi, più nervoso e difficile da interpretare. È come un ragazzo ostico, di poche parole ma pieno di qualità che molti, purtroppo, cercano di omologare dandogli forzatamente un'eleganza che non gli è proprio".

Denominazione
Cirò Classico
Uve
Greco
Colore
Giallo Verdolino
Odore
Floreale
Sapore
Sapido
Secco
Gradazione (% vol.)
12.5
Contenuto
75 Cl
4 Articoli
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