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Coda di Pecora "Sheep" IGP Il Verro 2017
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Coda di Pecora "Sheep" IGP Il Verro 2017

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12,38 € 13,03 € -5%
  • DenominazioneDenominazione: Coda di Pecora IGP
  • UveUve: 100% Coda di Pecora
  • ColoreColore: Giallo Paglierino
  • OdoreOdore: Fruttato 
  • SaporeSapore: Secco e Buona Sapidità e Discreta Freschezza
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica: 13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio :8-10° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Crostacei, Mozzarella di Bufala Campana e Spaghetti con Cozze e Vongole
Ordinalo entro 54 minuti per riceverlo tra Venerdì 20 settembre e Lunedì 23 settembre

DESCRIZIONE

E' caduta sul termine inglese sheep la scelta del nome per l'originale vinificazione di Coda di Pecora in purezza, cui dedichiamo la nostra ammirazione per il coraggio della sperimentazione e per l'espressività che già riesce a regalare al suo secondo anno di produzione. La parte del capo branco la fa quest'anno il Montemmagiore 2011, da uve Casavecchia vendemmiate da vigne che superano i dieci anni di età allocate ai piedi del monte da cui il vino prende il nome, la vetta più alta dei Monti Trebulani, e che si presenta ricco e profumato, con giusta rilassatezza tannica al gusto. A completare l alista dei vini aziendali ci sono il Casavecchia Lautonis, che lo socrso anno ci ha colpito per prepotenza fruttata unita ad un buon grado di bevibilità e che prende il nome dalla frazione di Formicola in cui si trova la nuovissima cantina de Il Verro, e il Pallagrello Nero: l'annata 2012 di entrambi i vini sarà immessa in commercio il prossimo anno, si è infatti deciso di modificare il protocollo produttivo allungando i tempi di affinamento in cantina. Sono per il momento poco più di tre gli ettari destinati alla viticoltura, il resto è trionfo di ulivi, noci, ciliegi e bosco, fino ai totali 12 ettari della tenuta Cesare Avenia e di alcuni suoi amici dio gioventù e che in questa avventura si ritrovano nuovamente uniti come un tempo dopo i diversi percorsi di vita intrapresi. Sanno bene che non ci si improvvisa viticoltori di qualità ed è per questo che, con lungimiranza, si sono subito affidati a capaci tecnici del settore, ingaggiando Angelo Silano come agronomo e Vincenzo Mercurio come enologo. Tutti qui sono anche consapevoli che non c'è da sperare di arricchirsi ma solo investire per custodire un territorio che si ama da tutta una vita.

CARATTERISTICHE

Colore giallo paglierino. Al naso dominano sentori di frutta fresca, fiori di ginestra e menta. Al palato è secco, giustamente caldo, presenta una buona sapidità e una discreta freschezza. Ottima la persistenza.

ABBINAMENTI

Ottimo in abbinamento ai crostacei, merita di esser provato anche in accompagnamento a ortaggi in pastella, mozzarella di bufala campana e spaghetti con cozze e vongole.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: CODA DI PECORA

Coda di pecora

LA PIANTA

Il grappolo è abbastanza grande, di forma conico-piramidale e munito di due ali; la sua eccessiva compattezza lo rende sensibile agli attacchi di botrytis. Gli acini sono di media grandezza, leggermente ellissoidali e di colore giallo-verde. La raccolta delle uve si effettua di solito tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre

IL VINO

Le caratteristiche del mosto, basso tenore zuccherino e acidità contenutra, ne consigliano, come succede nella Doc Galluccio Bianco, la vinificazione in assemblaggio con altre uve. Da solo risulòta un po' troppo magro, piuttosto piatto e con profumi quasi neutri

Dettagli del prodotto

Tipologia
Bianco
Regione
Campania
Provenienza
Italia
Uve
Coda di Pecora
Odore
Fruttato
Sapore
Sapido
Secco
Gradazione (% vol.)
13.5

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