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Dolcetto D'Alba DOC Orlando Abrigo - Enoteca Telaro

Dolcetto D'Alba DOC Orlando Abrigo 2019

10,26 € 12,21 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Dolcetto D'Alba DOC
  • UveUve:Dolcetto 100%
  • ColoreColore:Rubino con sfumature violacee
  • OdoreOdore:Al naso è fresco e fruttato, con note di ciliegia matura, ribes e sottobosco
  • SaporeSapore:Fragrante, dotato di buon corpo e struttura, con sentori di spezie, frutto maturo
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Salumi tipici piemontesi, formaggi di media stagionatura, arrosti
Ordinalo entro 16 ore e 35 minuti per riceverlo tra Martedì 20 aprile e Mercoledì 21 aprile

La famiglia Abrigo è sempre stata proprietaria di diversi vigneti nella zona del Barbaresco ma solo nel 1964 Orlando, terza generazione, decide di vinificare una piccola partita di uve. Nel 1988, Giovanni, secondogenito di Orlando, prende in mano le redini dell’azienda dando una svolta decisiva a tutto il complesso aziendale introducendo metodi di coltivazione e vinificazione nuovi e ristrutturando la cantina interrandola, dove inserisce le barrique di fianco alle botti tradizionali. Con Giovanni Abrigo nasce anche il “Progetto Tempo”, una selezione di bottiglie di annate storiche che riposano lungamente in cantina e vendute soltanto al loro diapason vitale, a 7/8/10 anni dalla vendemmia. Progetto ideato in relazione allo scorrere del tempo e all’evoluzione e al fascino che questo può regalare al vino. Giovanni dice che è una sfida per capire e migliorare, così quest’anno ci propone il Langhe Trés Plus Tempo 2012, dallo stile quasi borgognone con la solarità dello Chardonnay e la mineralità data da una piccola percentuale di Nascetta. Mancante in Guida il raffinato Barbaresco Rongalio mentre il Barbaresco Rongalio Riserva 2014 si è dimostrato già fruibile di beva nell’immediato con un potenziale evolutivo lievemente inferiore rispetto alle annate precedenti. Ma sarà stato per l’annata da dimenticare? Piano con le divulgazioni sbagliate. L’annata 2014 è stata un’annata difficile e controversa un po’ in tutta Italia ma non dobbiamo generalizzare la situazione in Piemonte. La zona del Nord-Est, infatti, è stata toccata da piogge continue causando grossi accumuli di umidità protrattisi fino alla vendemmia mentre nella zona del Barbaresco, risparmiata anche dalla grandine che ha flagellato alcuni comuni della zona del Barolo, sono caduti 100 millimetri in meno rispetto al resto del Piemonte. Inoltre nella zona del Barbaresco si hanno maggiori altitudini e pendenze con un terreno sottostante molto più drenante per cui gli accumuli d’acqua non ci sono stati. Fortunatamente per il Barbaresco si è beneficiato in un settembre da manuale, caldo di giorno e fresco di notte, perfetto per l’integrità delle uve e la concentrazione ottimale dei precursori aromatici. L’azienda possiede anche la Foresteria Settevie, una deliziosa cascina delle Langhe recentemente ristrutturata e adiacente alla cantina, dove all’interno ci sono sia camere doppie che mini appartamenti.

CARATTERISTICHE

Dolcetto D'Alba DOC Orlando Abrigo. Alla vista si presenta con un bel colore rosso rubino con sfumature violacee; al naso è fresco e fruttato, con note di ciliegia matura, ribes e sottobosco. Fragrante, dotato di buon corpo e struttura, con sentori di spezie, frutto maturo.

ABBINAMENTI

Dolcetto D'Alba DOC Orlando Abrigo. E’ perfetto se servito fresco di cantina in abbinamento a salumi tipici piemontesi, formaggi di media stagionatura, arrosti.

REGIONE: PIEMONTE

Piemonte

Il Piemonte, seconda regione più estesa d'Italia dopo la Sicilia, è una delle più varie dal punto di vista geografico e climatico. Il principale sistema collinare, il cui paesaggio vitivinicolo è stato di recente insignito della tutela Unesco, è costituito da Langhe, Monferrato e Roero, localizzato nella parte meridionale e orientale della regione. A nord troviamo l'altra grande area collinare, composta da Canavese, Coste della Sesia e Colli Novaresi.

Ci troviamo in una regione a clima generalmente temperato, con estati umide e calde rinfrescate da violenti temporali, autunni nebbiosi e piovosi, inverni mediamente freddi con nevicate abbondanti in collina, e primavere relativamente miti. La combinazione di territorio e clima piemontese si rivela quindi adatta alla coltivazione di alcuni vitigni autoctoni che qui hanno trovato la loro più felice espressione, a cominciare da Nebbiolo e Barbera, che la viticoltura piemontese ha saputo esprimere ai massimi livelli mondiali.

A oggi i grandi vini piemontesi restano i più premiati e ambiti tra i vini italiani all'estero, superando spesso anche gli acclamati toscani. Accanto a vini ormai mitici come Barolo e Barbaresco, il Piemonte offre però molti vini più economici altrettanto validi, come le squisite Barbere d'Asti, Nizza e Alba, e alcuni sorprendenti Dolcetto, oltre a pregiati Nebbiolo coltivati in altre denominazioni. Il valore di un ettaro di Barolo, nelle zone più importanti, supera ormai il milione di euro.

VITIGNO: NEBBIOLO

Nebbiolo

LA PIANTA

Nonostante il Nebbiolo mostri uno spiccato polimorfismo e un'elevata variabilità intravarietale, si possono definire alcuni tratti generali della pianta. Il grappolo a maturità è di taglia media, medio-grande o grande, di forma piramidale, alato, allungato( il rosé è più corto) e piuttosto compatto; l'acino è medio-piccolo, rotondo o ellissoidale, con buccia sottile ma consistente, molto pruinosa e di colore violaceo scuro. Pianta a maturazionelenta, predilige zone con elevate somme termiche e buona luminosità; è la prima vite a germogliare e l'ultima a lasciare cadere le foglie, con la duplice conseguenza di essere molto esposta alle condizioni ambientali ma anche di poter esprimere una personalità più complessa e unica. Matura in epoca decisamente tardiva, ovvero nella seconda metà di ottobre, e talvolta la vendemmia si protrae fino alle prime giornate di novembre.

IL VINO

Impiegato esclusivamente per la vinificazione, il Nebbiolo dà origine ad alcuni dei vini più apprezzati e conosciuti al mondo. Il suo patrimonio cospicuo di zuccheri, acidi e polifenoli fa sì che i vini prodotti con sole uve Nebbiolo siano dotati di grandissima austerità, spessore, carattere. Il colore dei Nebbioli di Langa è rosso granata; il profumo rimanda ai frutti di bosco, alla foglia di tabacco, al cuoio e alle spezie. In bocca sviluppa una rara potenza che i produttori oggi sanno ingentilire con le moderne tecniche di vinificazione e, soprattutto, con l'impiego accorto del legno per la maturazione e l'affinamento.

Regione
Piemonte
Provenienza
Italia
Uve
Dolcetto
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Armonico
Gradazione (% vol.)
13.5
Tipologia
Rosso
6 Articoli

La famiglia Abrigo è sempre stata proprietaria di diversi vigneti nella zona del Barbaresco ma solo nel 1964 Orlando, terza generazione, decide di vinificare una piccola partita di uve. Nel 1988, Giovanni, secondogenito di Orlando, prende in mano le redini dell’azienda dando una svolta decisiva a tutto il complesso aziendale introducendo metodi di coltivazione e vinificazione nuovi e ristrutturando la cantina interrandola, dove inserisce le barrique di fianco alle botti tradizionali. Con Giovanni Abrigo nasce anche il “Progetto Tempo”, una selezione di bottiglie di annate storiche che riposano lungamente in cantina e vendute soltanto al loro diapason vitale, a 7/8/10 anni dalla vendemmia. Progetto ideato in relazione allo scorrere del tempo e all’evoluzione e al fascino che questo può regalare al vino. Giovanni dice che è una sfida per capire e migliorare, così quest’anno ci propone il Langhe Trés Plus Tempo 2012, dallo stile quasi borgognone con la solarità dello Chardonnay e la mineralità data da una piccola percentuale di Nascetta. Mancante in Guida il raffinato Barbaresco Rongalio mentre il Barbaresco Rongalio Riserva 2014 si è dimostrato già fruibile di beva nell’immediato con un potenziale evolutivo lievemente inferiore rispetto alle annate precedenti. Ma sarà stato per l’annata da dimenticare? Piano con le divulgazioni sbagliate. L’annata 2014 è stata un’annata difficile e controversa un po’ in tutta Italia ma non dobbiamo generalizzare la situazione in Piemonte. La zona del Nord-Est, infatti, è stata toccata da piogge continue causando grossi accumuli di umidità protrattisi fino alla vendemmia mentre nella zona del Barbaresco, risparmiata anche dalla grandine che ha flagellato alcuni comuni della zona del Barolo, sono caduti 100 millimetri in meno rispetto al resto del Piemonte. Inoltre nella zona del Barbaresco si hanno maggiori altitudini e pendenze con un terreno sottostante molto più drenante per cui gli accumuli d’acqua non ci sono stati. Fortunatamente per il Barbaresco si è beneficiato in un settembre da manuale, caldo di giorno e fresco di notte, perfetto per l’integrità delle uve e la concentrazione ottimale dei precursori aromatici. L’azienda possiede anche la Foresteria Settevie, una deliziosa cascina delle Langhe recentemente ristrutturata e adiacente alla cantina, dove all’interno ci sono sia camere doppie che mini appartamenti.

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