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Donna Chiara Irpinia Campi Taurasini DOC Colli di Lapio Romano Clelia-Enoteca Telaro
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Donna Chiara Irpinia Campi Taurasini DOC Colli di Lapio Romano Clelia-Enoteca Telaro

Donna Chiara Irpinia Campi Taurasini DOC Colli di Lapio Romano Clelia 2018

8,61 € 10,25 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Colli di Lapio Docc
  • UveUve: Aglianico 100%
  • ColoreColore:Rubino Splendente
  • OdoreOdore:Aromi di ciliegia rossa,prugna,pepe rosa e radici di liquirizia
  • SaporeSapore:Sorso ricco di tensione e accattivante sapidità
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14,0% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Cosciotto di vitello arrosto, Pasta al forno con ragù e polpettine
Ordinalo ora per riceverlo tra Martedì 9 e Mercoledì 10 marzo

Rientra il Taurasi Andrea, assente lo scorso anno, ad integrare una gamma produttiva in continua ascesa. Tanto impegno e tanto lavoro per ottenere vino di qualità, legato alle caratteristiche e alle peculiarità di un territorio in cui i tradizionali Fiano, Greco e Aglianico beneficiano di un particolare microclima che si traduce in vini di spiccata complessità e grande espressione territoriale.

CARATTERISTICHE

Andrea Taurasi DOCG Colli di Lapio dalo colore rosso rubino compatto sfumato sul bordo. All’olfatto una fitta sensazione balsamica prelude a vivi e delicati sentori di violetta, rosa canina, mammola, foglie secche, visciole sotto spirito, confettura di mirtilli, noce moscata, chiodi di garofano, pepe verde in grani, humus, terra bagnata e felce completati da netti ricordi di tabacco dolce da pipa essiccato e polvere di cacao. Sorso vitale e gustosissimo, ritmato da tannino perfettamente integrato, irrefrenabile freschezza e lunghissimo finale balsamico e di piccoli frutti rossi. Sosta in acciaio per quattro mesi e in barrique e tonneau per altri diciotto.

ABBINAMENTI

Andrea Taurasi DOCG Colli di Lapio ottimo con Timballi di tagliolini al ragù bianco, Stufato di coniglio con salvia e ginepro.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Uve
Aglianico
Odore
Floreale
Sapore
Sapido
Gradazione (% vol.)
14
Contenuto
75 Cl
12 Articoli

Bibenda:Rientra il Taurasi Andrea, assente lo scorso anno, ad integrare una gamma produttiva in continua ascesa. Tanto impegno e tanto lavoro per ottenere vino di qualità, legato alle caratteristiche e alle peculiarità di un territorio in cui i tradizionali Fiano, Greco e Aglianico beneficiano di un particolare microclima che si traduce in vini di spiccata complessità e grande espressione territoriale.

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