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Falanghina Campi Flegrei La Sibilla - Enoteca Telaro

Falanghina Campi Flegrei La Sibilla 2018

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  • DenominazioneDenominazione:Campi Flegrei DOC
  • UveUve:Falanghina in purezza 
  • ColoreColore:Giallo paglierino con riflessi oro verde
  • OdoreOdore: Gradevole impatto olfattivo di sensazioni agrumate di pompelmo e mandarino con ricordi di nespola, albicocca, biancospino, salvia e sbuffi minerali e vegetali
  • SaporeSapore: Teso per sapidità al palato, gode di freschezza e chiude su toni agrumati e vegetali
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Tartine di polpa di granchio, Spigola al vapore
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Semplice e qualitativamente costante la gamma di etichette realizzata dall’azienda “La Sibilla” in cui produzioni contenute, vendemmia rigorosamente manuale e vinificazione tradizionale, per garantire la massima tipicità varietale, sono la chiave del successo di Vincenzo Di Meo. È sull’esaltazione del bagaglio organolettico delle uve, mediante la valorizzazione del vigneto e pratiche di cantina che vedono il preponderante uso dell’acciaio per le fasi di lavorazione, che fa leva il lavoro del padrone di casa, protagonista della viticoltura in quest’area della provincia di Napoli da più di dieci anni. Un’area particolarmente adatta alle varietà a bacca bianca che con la Falanghina va in scena declinando possanza minerale e spontaneità aromatica, con qualche autentica scontrosità acida. Territorio che dà vita non solo a vini bianchi, ma anche ai rossi che con il Piedirosso declina potenza e acidità, con qualche spigolo ruvido ma decisamente caratteristico. Bibenda2020

CARATTERISTICHE

Paglierino con riflessi oro verde. Gradevole impatto olfattivo di sensazioni agrumate di pompelmo e mandarino con ricordi di nespola, albicocca, biancospino, salvia e sbuffi minerali e vegetali. Teso per sapidità al palato, gode di freschezza e chiude su toni agrumati e vegetali. Sosta in acciaio per tre mesi.

ABBINAMENTI

Tartine di polpa di granchio, Spigola al vapore. .

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: FALANGHINA

Falanghina

LA PIANTA

Ci sono due tipi di Falanghina: il Falanghina Flegrea e il Falanghina Beneventana. Il Falanghina predilige i terreni vulcanici e tufacei e le forme di allevamento alte e piuttosto espanse. Il grappolo del Falanghina Beneventana non ha dimensioni molto diverse da quelle del Falanghina Flegrea, ma forma conico-piramidale con presenza di un'ala. Anche gli acini hanno dimensioni simili all'altra varietà, ma si distinguono per la forma più ellittica e la colorazione verde-gialla. I tempi di maturazione, che cadono di solito tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, non si discostano molto dal tipo Flegreo.

IL VINO

In generale, i vini Falanghina prodotti nel Beneventano offrono maggiore struttura rispetto a quelli del Casertano o del Napoletano. La loro gradazione alcolica è buona, mentre l'ottima acidità fissa rende le uve apprezzabili nella produzione di vini spumanti e passiti. Mentre nel Falanghina Casertano si notano maggiori caratteristiche di sapidità e serbevolezza, nel Falanghina dei Campi Flegrei si riscontra più freschezza e mineralità. Alcune vinificazioni in legni piccoli stanno dando risultati interessanti.

Regione
Campania
Gradazione (% vol.)
12
Contenuto
75 Cl

Vincenzo Di Meo, è un giovanissimo enologo viticoltore che sta dimostrando dove si può arrivare, qualitativamente parlando, in una zona difficile e unica qual'è quella dei Campi Flegrei, ed esattamente a Baia. Terreni terrazzati, vitigni unici, come il marsigliese,il Piedirosso, la Falanghina, l'Olivella. Una viticoltura eroica, che preserva paesaggi e territori dall'aggressione della speculazione edilizia

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