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Falerno del Massico Zer05 Regina Viarum
Falerno del Massico Zer05 Regina Viarum
Falerno del Massico Zer05 Regina Viarum
Falerno del Massico Zer05 Regina Viarum

Falerno del Massico D.O.P Zer05 Regina Viarum 2016

10,67 € 11,23 € -5%
  • DenominazioneDenominazione:Falerno del Massico DOP
  • UveUve:100% Primitivo
  • ColoreColore:Rosso Rubino Intenso
  • OdoreOdore:Note di Frutta Rossa e Nera
  • SaporeSapore: Fresco, con buona acidità e tannino vellutato
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 17° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Carni bianche e rosse, salumi e formaggi non troppo stagionati 
Ordinalo ora per riceverlo tra Mercoledì 20 e Giovedì 21 novembre

DESCRIZIONE

Il nome “REGINA VIARUM” è ispirato all’antica arteria “Via Appia” che collegava ROMA ai territori conquistati del Sud Italia, questa strada Consolare, attraversava quindi l’Ager Falernus, dove i Romani ottenevano senza dubbio il vino più celebrato dell'antichità, il più pregiato, il “vino degli Imperatori”, il “FALERNO”. Questa zona situata alle pendici del monte Massico, tra il Vulcano spento di Roccamonfina e il Litorale Domitio, territorio sospeso tra mito e realtà, ricco di vigneti e uve pregni di straordinarie componenti organolettiche. Qui in località “Barone” prendono forma i vigneti e la Cantina Storica di REGINA VIARUM, dove la straordinaria posizione e il costante soleggiamento, danno vita ad un terroir unico.

CARATTERISTICHE

Falerno del Massico D.O.P Zer05 Regina Viarum , un vino rosso della Campania prodotto interamente con uve Primitivo. Alla vista si presenta con un colore rosso rubino. Al naso si avvertono note fruttate , in particolare di frutta nera e rossa. Al palato è un vino fresco, con buona acidità e tannino vellutato

ABBINAMENTI

Ottimo da abbinare acarni bianche o rosse , ai salumi e a formaggi non troppo stagionati i

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PRIMITIVO

Primitivo

LA PIANTA

Il grappolo è di taglia media, lungo, di forma conico-cilindrica, mediamente compatto e provvisto di una o due ali. Gli acini sono sferici e di media grandezza, con buccia molto pruinosa, di medio spessore e di colore blu scuro. Sembra che il biotipo di Gioia del Colle mostri parecchie differenze morfologiche rispetto a quello coltivato nel Tarantino, riscontrabili anche nella diversità dei vini prodotti nelle due zone. Tutte le fasi del ciclo vegetativo del Primitivo sono precoci: le uve generalmente sono vendemmiate tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. I racemi sono il secondo frutto che alcune piante sviluppano in quantità rilevante sulle femminelle. Questi frutti di seconda generazione maturano a distanza di circa venti giorni dalla vendemmia dei grappoli primari e pertanto sono raccolti e vinificati in una fase successiva, rappresentando una seconda opportunità per correggere i possibili eventi negativi occorsi nella prima vinificazione.

IL VINO

La vinificazione in purezza porta a un vino dall'intenso colore rubino-violaceo, dai profumi intensamente fruttati (con note di ribes, ciliegie sotto spirito, confettura di frutti di bosco e prugne cotte) ed elegantemente speziati, che chiudono con dolci aromi di tabacco. La bocca è di grande concentrazione ma al contempo soave e calibrata, con un frutto vellutato irrobustito da un deciso tenore alcolico. Il vino migliora le sue caratteristiche se sottoposto a un adeguato invecchiamento. Tradizionalmente sono prodotte anche le tipologie Dolce Naturale, Liquoroso Dolce e Liquoroso Secco che hanno una gradazione alcolica decisamente elevata (da 16 a 18 gradi) e prevedono un lungo invecchiamento.

Dettagli del prodotto

Regione
Campania
Denominazione
Falerno del Massico DOP
Uve
Primitivo
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Morbido

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