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Falerno del Massico Rosso DOC Ariapetrina Masseria Felicia 2009

Falerno del Massico Rosso DOC Ariapetrina Masseria Felicia 2009

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  • DenominazioneDenominazione:Falerno del Massico DOC
  • UveUve:80% Aglianico, 20% Piedirosso
  • ColoreColore:Rosso Rubino Compatto
  • OdoreOdore:Sentori di fiori essiccati, boschivi e speziati. Ricordi di prugna e ciliegia.
  • SaporeSapore:Corpo sostanzioso, tannino di grana pregevole.
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Coscio di agnello ripieno, profumato al tartufo. Secondi di carne rossa, selvaggina
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DESCRIZIONE

Masseria Felicia, nasce con una naturale inclinazione ad accogliere i ricordi e le meditazioni. Nel 2002, la prima uscita ufficiale con un Falerno del Massico Rosso Vendemmia 2000, l'attuale Etichetta Bronzo. La soddisfazione non attesa si trasforma in incredula emozione per essere riusciti, con un vino nato dal cuore, a trasferire ad altri le suggestioni di una terra ... a loro tanto cara. L'azienda è gestita totalmente dalla famiglia, l'attuale produzione è di circa 25.000 bottiglie.

CARATTERISTICHE

Vino dal colore rosso rubino compatto. Mostra un concreto vigore e un originale carattere olfattivo: l'intrigante e delicata traccia affumicata si fa protagonista lasciando gradualmente il passo ad eleganti percezioni di fiori essiccati, sentori boschivi e speziati, ricordi di prugna e ciliegia. Corpo sostanzioso che ben assorbe nella massa un tannino di grana pregevole e un calibratissimo apporto alcolico. Persistenza a dir poco radiosa, "illuminata" da definiti sapori minerali.

ABBINAMENTI

Ottimo con coscio di agnello ripieno, profumato al tartufo. Secondi di carne rossa, selvaggina

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Dettagli del prodotto

Tipologia
Rosso
Regione
Campania
Provenienza
Italia
Denominazione
Falerno del Massico DOC
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Morbido
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl

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