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Falerno del Massico Rosso DOC...

Falerno del Massico Rosso DOC Migliozzi 2015

Viticoltori Migliozzi
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9,75 € 11,89 € -18%
  • DenominazioneDenominazione:Falerno del massico DOC
  • UveUve:80% Aglianico, 20% Piedirosso
  • ColoreColore:Rosso Rubino intenso  
  • OdoreOdore:Intensi e intriganti che ricordano la ciliegia e la prugna  
  • SaporeSapore:Tannico e persistente 
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Tagliata di maialino nero Casertano
Ordinalo entro 13 ore e 32 minuti per riceverlo tra Martedì 14 luglio e Mercoledì 15 luglio

Il Falerno del Massico è un vino DOC la cui produzione è consentita nella parte settentrionale della provincia di Caserta, detta ager falernus, territorio in provincia di Caserta corrispondente agli attuali comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole.

CARATTERISTICHE

Come per il suo fratello maggiore Rampaniuci, il nostro Falerno del Massico è ottenuto dalla vinificazione delle uve Aglianico, Piedirosso e Primitivo raccolte nelle nostre vigne. Se ne ottiene un vino dal colore rubino e dal profumo intenso e caratteristico, con sentori di frutti neri.

ABBINAMENTI

Ideale in abbinamento con una succulenta tagliata di maialino nero accompagnata da funghi porcini.

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Provenienza
Italia
Denominazione
Falerno del Massico DOC
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Morbido
Gradazione (% vol.)
14.5
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso

L'azienda agricola Migliozzi ha una lunga storia nella produzione e distribuzione di frutta e prodotti della terra ma è solo nel 2004 che i fratelli Migliozzi, spinti dalla comune passione per la buona tavola e soprattutto per il buon bere, decidono di iniziare la propria storia nel mondo della viticoltura.

Le vigne, quelle di famiglia, ci sono da sempre, ma il vino veniva consumato solo in una ristretta cerchia di parenti e amici. Insieme, i fratelli Migliozzi, decidono di allargare la cerchia di chi può apprezzare il loro vino e danno vita ad una nuova azienda che produce esclusivamente il più pregiato dei vini de l'Ager Falernus.

Viticoltori Migliozzi è il nome che decidono per la cantina, Rampaniuci è il nome che decidono di dare al loro vino, proprio come la collina dove da sempre vigne ricche e tenaci custodiscono l'uva che viene trasformata, con rispetto e attenzione, in Falerno del Massico.

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