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Fiano Di Avellino Sarno 1860 DOCG 2018 - Enoteca Telaro

Fiano Di Avellino Sarno 1860 DOCG 2018

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  • DenominazioneDenominazione:Fiano di Avellino DOCG
  • UveUve:Fiano 100%
  • ColoreColore:Giallo paglierino brillante con riflessi oro e verdi
  • OdoreOdore: Eleganti sensazioni di ginestra, mimosa e tarassaco, albicocca, nespola e pesca bianca, sbuffi di pepe bianco e zenzero, tiglio, scorzetta di limone, mandarino cinese, nocciola fresca, spunti di fieno, capperi e mineralità salmastra pervadono l’olfatto
  • SaporeSapore:Ben strutturato, con freschezza di grande incisività e sapidità netta a sostegno di un decisa persistenza agrumata
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.0% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Coniglio alla salvia, Risotto con capesante e mandorle tostate.
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Privilegiando la qualità alla quantità, Maura Sarno ha preferito non produrre il Sarno 1860 Spumante dell'annata 2017, un’annata particolarmente calda e non adatta alla produzione dello spumante millesimato. Una sola etichetta presentata quest’anno quindi, il Fiano di Avellino Erre, una riserva con ben diciotto mesi di maturazione in acciaio. Un vino di spessore, dalle mille sfumature e dai seducenti richiami alla terra di provenienza.

CARATTERISTICHE

Fiano Di Avellino Sarno 1860 DOCG, il suo colore è giallo paglierino dai riflessi oro verde. Eleganti sensazioni di ginestra, mimosa e tarassaco, albicocca, nespola e pesca bianca, sbuffi di pepe bianco e zenzero, tiglio, scorzetta di limone, mandarino cinese, nocciola fresca, spunti di fieno, capperi e mineralità salmastra pervadono l’olfatto. Ben strutturato, con freschezza di grande incisività e sapidità netta a sostegno di un decisa persistenza agrumata. Maturazione in acciaio per diciotto mesi.

ABBINAMENTI

Fiano Di Avellino Sarno 1860 DOCG, si abbina con coniglio alla salvia, Risotto con capesante e mandorle tostate.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: FIANO

Fiano

LA PIANTA

Il grappolo è medio-piccolo, non particolarmente compatto, di forma piramidale, con ala ben sviluppata. L'acino è ellittico, di medie dimensioni, di colore giallo dorato con macchie ambrate sul lato esposto al sole e scarsamente pruinoso. Ha la buccia spessa che gli dona particolare resistenza alla botrytis, consentendo vendemmie molto ritardate e permettendogli, all'occorrenza, di diventare una buona uva da tavola. Matura in genere all'inizio di ottobre.

IL VINO

Dai classici autori latini alle corti medievali dell'Italia meridionale, fino alla critica moderna, il Fiano è sempre stato considerato uno dei più nobili vitigni a bacca bianca della penisola. L'armonia raggiunta tra il clima della zona di produzione e il vitigno regalano un bianco di grande finezza olfattiva - i principali descrittori sono la mela, la pera, la nocciola e il miele -, sostenuta da una vibrante acidità che ne fa uno dei più longevi del Paese. Gli ultimi anni hanno visto il proliferare di nuove tecniche di vinificazione (fermentazione in barrique e produzione di passiti) che diversificano le proposte senza però apportare miglioramenti notevoli.

Regione
Campania
Denominazione
Fiano di Avellino DOCG
Uve
Fiano
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
13
Contenuto
75 Cl
4 Articoli

Privilegiando la qualità alla quantità, Maura Sarno ha preferito non produrre il Sarno 1860 Spumante dell'annata 2017, un’annata particolarmente calda e non adatta alla produzione dello spumante millesimato. Una sola etichetta presentata quest’anno quindi, il Fiano di Avellino Erre, una riserva con ben diciotto mesi di maturazione in acciaio. Un vino di spessore, dalle mille sfumature e dai seducenti richiami alla terra di provenienza.

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