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Fiano Moscatello Selvatico IGT Heos Castello Monaci-Enoteca Telaro
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Fiano Moscatello Selvatico IGT Heos Castello Monaci 2019

Non disponibile
6,31 € 7,79 € -19%
  • DenominazioneDenominazione:Salento IGT
  • UveUve:Fiano, moscatello selvatico
  • ColoreColore:Giallo paglierino luminoso
  • OdoreOdore:Bouquet floreale e fruttato, avvolte da note di pesca e petali rosa
  • SaporeSapore:Snello e beverino, con un sorso fresco, connotato da un profilo agrumato
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:8 - 10° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Frittura di calamari, o con antipasto di acciughe

L’“Heos” è un vino Bianco del Salento che nasce dall’incontro di due vitigni tipici di questo territorio: fiano e moscatello selvatico, uve aromatiche lavorate con saggezza dal team di Castello Monaci. Un IGT che al naso si fa apprezzare per il bel mix di profumi fruttati e floreali, che in bocca sferza la beva con una freschezza che invoglia la ripetizione della beva. Le uve, dopo la raccolta, fermentano in acciaio, dove rimangono anche per un breve periodo antecedente all’imbottigliamento finale. Un’etichetta beverina e schietta, perfetta per allietare le calde serate estive.

CARATTERISTICHE

Fiano Moscatello Selvatico IGT Heos Castello Monaci alla vista ha un colore giallo paglierino non troppo carico. Al naso si avverte un bel bouquet floreale e fruttato, in cui si viene avvolti da note di pesca e petali di rosa. Al palato è scorrevole, snello e beverino, con un sorso fresco, connotato da un profilo agrumato. Chiude con un finale dotato di buona persistenza.

ABBINAMENTI

Fiano Moscatello Selvatico IGT Heos Castello Monaci ottimo da provare con una bella frittura di calamari, o con un antipasto di acciughe al verde.

REGIONE: PUGLIA

Puglia

La Puglia è una gigantesca zolla calcarea che si allunga per quasi un terzo dell'Italia, detenendo il primato italiano di estensione delle costa: 762 km bagnati dai mari Adriatico e Ionio.

Vino pugliese significa vino mediamente buono ed economico da bere a tutto pasto e quotidianamente. Questa regola ha trovato negli ultimi anni le sue eccezioni con vini che si sono raffinati stilisticamente muovendosi verso una maggior nitidezza e finezza, a cominciare dai Rosati, che qui si producono in modo significativo dagli anni '40. Anche sui rossi, dove continua a essere rilevante la produzione di Sangiovese, i vitigni che sono riusciti a trovare una propria identità territoriale come il Primitivo e il Negroamaro, che hanno scavalcato il Montepulciano in termini di ettari vitati, seguiti da Malvasia Nera e Nero di Troia, che si coltiva prevalentemente nella parte settentrionale della regione.

Un'altra tendenza da rilevare soprattutto nei bianchi è un progressivo abbandono di un gusto internazionale per rivolgersi a una maggiore territorialità, e questo ha spostato l'attenzione da vitigni come lo Chardonnay a varietà locali come Bombino Bianco, Malvasia Bianca, Pampanuto o Veredca, oltre che agli ottimi Fiano, Greco e Falanghina molto diffusi anche in Campania.

Tre vitigni rossi importanti come il Primitivo, il Negroamaro e l'Uva di Troia stanno riuscendo a dare una buona immagine di originalità alla regione, anche se gli appassionati a volte lamentano ancora la mancanza di una precisa territorialità nel momento dell'assaggio. I rosati rappresentano da sempre una bandiera importante per l'enologia pugliese e hanno fatto conoscere la regione nel mondo.

VITIGNO: FIANO

Fiano

LA PIANTA

Il grappolo è medio-piccolo, non particolarmente compatto, di forma piramidale, con ala ben sviluppata. L'acino è ellittico, di medie dimensioni, di colore giallo dorato con macchie ambrate sul lato esposto al sole e scarsamente pruinoso. Ha la buccia spessa che gli dona particolare resistenza alla botrytis, consentendo vendemmie molto ritardate e permettendogli, all'occorrenza, di diventare una buona uva da tavola. Matura in genere all'inizio di ottobre.

IL VINO

Dai classici autori latini alle corti medievali dell'Italia meridionale, fino alla critica moderna, il Fiano è sempre stato considerato uno dei più nobili vitigni a bacca bianca della penisola. L'armonia raggiunta tra il clima della zona di produzione e il vitigno regalano un bianco di grande finezza olfattiva - i principali descrittori sono la mela, la pera, la nocciola e il miele -, sostenuta da una vibrante acidità che ne fa uno dei più longevi del Paese. Gli ultimi anni hanno visto il proliferare di nuove tecniche di vinificazione (fermentazione in barrique e produzione di passiti) che diversificano le proposte senza però apportare miglioramenti notevoli.

Regione
Puglia
Provenienza
Italia
Denominazione
Salento IGT
Uve
Fiano
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Floreale
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
12
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Bianco
YN38OA7T

Salice Salentino è un piccolo paese di origine medievale situato nel cuore del Salento. Ciò che anticamente si presentava come uno sparuto agglomerato di casa di contadini e braccianti, oggi ospita diverse migliaia di abitanti pur non avendo mai perso l'impronta che la tradizione nei secoli ha tramandato. Nelle campagne si osservano ulivi centenari guardiani del tempo e vecchie vigne che rifrangono la luce del sole con le loro verdi foglie, tutte protese verso l'alto alla ricerca del prezioso nutrimento. È nel 1500 che questo paesaggio, così profondamente agreste, si arricchisce di un'opera umana che diversi secoli più tardi si occuperà di raccontare al mondo luoghi così ameni. Il castello Monaci prende il proprio nome da un gruppo di religiosi basiliani che, insediatosi nelle mura, lo utilizzò come luogo sacro da cui muovere la propria attività caritatevole. Alternando diverse proprietà, arriva ai nostri giorni gestito da due diversi soggetti: il gruppo italiano vini che coordina le pratiche di vigna, cantina (in cui opera l'enologo Sergio Leonardo) e gli aspetti commerciali, e le famiglie Serracca e Memmo detentrici della proprietà dei terreni. I possedimenti sono situati per una parte (settanta ettari) vicino Brindisi a pochi passi dal mare, in un areale ventilato in cui, grazie al diverso microclima, si effettua la vendemmia circa quindici giorni prima rispetto alla più antica tenuta che ospita i restanti centotrenta ettari di vigneto. La produzione è fatta di grandi numeri nonostante l'azione agricola sia di quelle poco impattanti con molteplici interventi manuali e una meccanizzazione utile ad evitare l'utilizzo della chimica. I vigneti (disposti ad alberello, cordone speronato e guyot) sono quasi esclusivamente destinati alla messa a dimora di vitigni autoctoni che poggiano ed affondano le proprie radici su terreni ricchi di argille e calcare tufaceo.

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