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Fiano Paestum IGT Tempa di Zoè - Enoteca Telaro
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Fiano Paestum IGT Tempa di Zoè 2019

Non disponibile
14,46 € 17,21 € -16%
  • DenominazioneDenominazione: Paestum IGT
  • UveUve:100% Fiano
  • ColoreColore:Paglierino brillante con riflessi verdolini
  • OdoreOdore:Bagaglio olfattivo intrigante con note minerali, quasi sulfuree, seguite da tiglio, timo, salvia, mandorla appena sgusciata, albicocca, nespola, pera matura, ananas, pepe bianco e fieno contornati da lievi sbuffi erbacei
  • SaporeSapore:Approccio gustativo caldo e grintoso, avvolge il palato con la sua netta impronta sapida; finale lungo e coerente con l’olfatto. Il 40% della massa sosta in acciaio e il rimanente della massa in botti grandi, entrambi per undici mesi.
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Paccheri al ragù di polpo, Dentice al forno in crosta di mandorle.

Quattro vigne e quattro soci sono le fondamenta del nuovo progetto Tempa di Zoè che coinvolge la cantina campana Feudi di San Gregorio, Francesco Domini, Vincenzo D’Orta e Bruno De Conciliis. L’obiettivo comune è quello di portare nuova attenzione verso un territorio ad altissima vocazione enoica come il Cilento e di proseguire il percorso iniziato dalla D’Orta – De Conciliis con l’ingresso di Feudi di San Gregorio e Francesco Domini, quest’ultimo molto legato al Cilento, suo territorio di nascita. Il nome Tempa di Zoè non è solo riferito a un luogo fisico ma è soprattutto una dichiarazione di intenti. Le “tempe”, dolci colline che si rincorrono al mare, caratterizzano da nord a sud il Cilento. Zoè, è la parola greca che indica l’essenza della vita; il principio universale comune al mondo animale, vegetale e minerale.

CARATTERISTICHE

Fiano Paestum IGT Tempa di Zoè è di colore Paglierino brillante con riflessi verdolini. Bagaglio olfattivo intrigante con note minerali, quasi sulfuree, seguite da tiglio, timo, salvia, mandorla appena sgusciata, albicocca, nespola, pera matura, ananas, pepe bianco e fieno contornati da lievi sbuffi erbacei. Approccio gustativo caldo e grintoso, avvolge il palato con la sua netta impronta sapida; finale lungo e coerente con l’olfatto. Il 40% della massa sosta in acciaio e il rimanente della massa in botti grandi, entrambi per undici mesi.

ABBINAMENTI

Fiano Paestum IGT Tempa di Zoè si abbina con Paccheri al ragù di polpo, Dentice al forno in crosta di mandorle.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: FIANO

Fiano

LA PIANTA

Il grappolo è medio-piccolo, non particolarmente compatto, di forma piramidale, con ala ben sviluppata. L'acino è ellittico, di medie dimensioni, di colore giallo dorato con macchie ambrate sul lato esposto al sole e scarsamente pruinoso. Ha la buccia spessa che gli dona particolare resistenza alla botrytis, consentendo vendemmie molto ritardate e permettendogli, all'occorrenza, di diventare una buona uva da tavola. Matura in genere all'inizio di ottobre.

IL VINO

Dai classici autori latini alle corti medievali dell'Italia meridionale, fino alla critica moderna, il Fiano è sempre stato considerato uno dei più nobili vitigni a bacca bianca della penisola. L'armonia raggiunta tra il clima della zona di produzione e il vitigno regalano un bianco di grande finezza olfattiva - i principali descrittori sono la mela, la pera, la nocciola e il miele -, sostenuta da una vibrante acidità che ne fa uno dei più longevi del Paese. Gli ultimi anni hanno visto il proliferare di nuove tecniche di vinificazione (fermentazione in barrique e produzione di passiti) che diversificano le proposte senza però apportare miglioramenti notevoli.

Regione
Campania
Provenienza
Italia
Uve
Fiano
Colore
Giallo Verdolino
Odore
Fruttato
Sapore
Elegante
Gradazione (% vol.)
14
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Bianco
PFQ3Y7XN

Quattro vigne e quattro soci sono le fondamenta del nuovo progetto Tempa di Zoè che coinvolge la cantina campana Feudi di San Gregorio, Francesco Domini, Vincenzo D’Orta e Bruno De Conciliis. L’obiettivo comune è quello di portare nuova attenzione verso un territorio ad altissima vocazione enoica come il Cilento e di proseguire il percorso iniziato dalla D’Orta – De Conciliis con l’ingresso di Feudi di San Gregorio e Francesco Domini, quest’ultimo molto legato al Cilento, suo territorio di nascita. Il nome Tempa di Zoè non è solo riferito a un luogo fisico ma è soprattutto una dichiarazione di intenti. Le “tempe”, dolci colline che si rincorrono al mare, caratterizzano da nord a sud il Cilento. Zoè, è la parola greca che indica l’essenza della vita; il principio universale comune al mondo animale, vegetale e minerale. Le vigne, situate nel comune di Torchiara, si estendono su 2 ettari vitati ad Aglianico dai quali, fin dal 1997 viene prodotto “Zero”, a cui si aggiungono nel 2015 e 2016 i nuovi impianti di Aglianico e di Fiano per un totale di circa 5 ettari. “Zero”, ora vinificato presso Feudi, è quello di sempre: uve leggermente appassite, successiva fermentazione da lieviti spontanei e affinamento in legno.

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