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Friulano Pierpaolo Pecorari 2018

Friulano Pierpaolo Pecorari 2018

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9,57 € 11,39 € -16%
  • DenominazioneDenominazione: Friuli Isonzo DOC
  • UveUve:100% Friulano
  • ColoreColore:Giallo Paglierino
  • OdoreOdore: Ricco, Fruttato e Vegetale, di erbe aromatiche, fiori di campo e frutta bianca
  • SaporeSapore: Fresco, Sapido e Agrumato
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:8-10° C
  • AbbinamentiAbbinamenti: Pasta al Sugo di Verdure,Pesce in Umido 

San Lorenzo Isontino, situato in provincia di Gorizia. Pierpaolo Pecorari risulta essere l'azienda vitivinicola più rappresentativa di tutto il Friuli Venezia Giulia per eccellenza produttiva. Grande unicità delle produzioni è merito del "terroir" esclusivo. In primis il terreno magro e minerale che permette l'adattabilità e la produttività dei vigneti, secondo, il microclima friulano mitigato dal fiume d'Isonzo. L'azienda suddivide la produzione in due linee in base all'età dei vigneti, sintomo di grande cura e attenzione per la qualità (i classici e I selezioni e cru).Il "triangolo" di Pecorari è uno dei segreti dell' eccellenza, un microclima unico e genuino.La zona della "Doc Isonzo del Friuli" dove si trova l' azienda ha una forma triangolare, i cui angoli sono costituiti da Lucinico (Gorizia) ad est, da Cormons ad ovest e da Gradisca d' Isonzo a sud. Il suolo è molto asciutto magro , ricchissimo di sali nitrosi, baciato dal sole e dall'aria buona. Condizioni imprescindibili per una produzione di qualità

CARATTERISTICHE

Il Friulano Pierpaolo Pecorari è un vino dal colore giallo paglierino. Al naso note cedro e di frutta secca, floreale e minerale. Al palato, secco e fresco, piacevolmente fruttato. Finale di buona persistenza.

ABBINAMENTI

Formaggi freschi, risotti, primi piatti di pasta, secondi di pesce al forno.

Friuli Venezia Giulia

Come la Liguria a ovest, nella storia il Friuli-Venezia Giulia è stato una regione di transito e di scambi, in particolare con l'Oriente, e questo si riflette anche nella sua viticoltura, che non a caso negli ultimi vent'anni ha raggiunto fama e notorietà anche grazie a quei vini che guardano a est, verso la terra d'origine della viticoltura mondiale che è il Caucaso. Alcuni produttori friulani si sono ispirati a metodi di vinificazione antichi che ancora oggi si utilizzano in Georgia, e li hanno applicati sia ai vitigni internazionali sia agli autoctoni friulani, con risultati di estrema originalità che hanno diviso l'opinione pubblica e inaugurato con largo anticipo l'ampio dibattito sul vino cosiddetto "naturale" che è oggi di moda. In questa piccola regione solcata verticalmente da Piave, Isonzo e Tagliamento, le zone più vocate alla coltivazione della vite sono concentrate nella parte orientale, dove troviamo le ampie e levigate colline del Collio e dei Colli Orientali, e, all'estremo est dell'Italia, l'altopiano roccioso del Carso, dal paesaggio brullo e quasi lunare.

Il clima è molto piovoso, ma l'influenza del mare e l'arieggiamento costante mitigano freddo e umidità, assicurando una buona maturazione delle uve in estate.

I vitigni bianchi più coltivati sono Chardonnay, Sauvignon Blanc e Riesling tra gli internazionali e Friulano (ex Tocai), Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Verduzzo e Picolit tra gli autoctoni

I vitigni rossi, oltre agli indigeni Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino e Pignolo, si trovano anche validi esempi di Merlot dei Colli Orientali.

VITIGNO: TOCAI FRIULANO

Tocai Friulano

LA PIANTA

Il grappolo è di taglia media ma con evidenti discontinuità, di forma cilindrica o tronco-piramidale, mediamente compatto o compatto e provvisto di due ali contenute. L'acino è medio, tondo e presenta una buccia leggera, non molto consistente, pruinosa, talvolta punteggiata e di colore verde o giallo a seconda del clone o del luogo di coltivazione. Giunge a maturazione in epoca medio-precoce e pertanto la vendemmia è effettuata nella prima o nella seconda decade di settembre.

IL VINO

Il vino fine e delicato, che spesso accanto alle note fruttate mostra sentori vegetali e di erbe aromatiche. Pieno e robusto in bocca, ha di solito una buona alcolicità, una fresca vena acida, una consistente morbidezza e un'elegante sapidità finale. I migliori Tocai prodotti in Friuli vanno bevuti dopo due o tre anni dalla vendemmia, quando esprimono fino in fondo la finezza del gusto e i tipici sentori minerali e di mandorla amara.

Regione
Friuli Venezia Giulia
Denominazione
Friuli Isonzo DOC
Uve
Friulano
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Sapido
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl

Il legame della famiglia Pecorari alla terra ed al vino si perde nel tempo; oggi continuiamo a seguire i nostri vigneti con tradizione e cura per ottenere la massima qualità. La pratica di produzione di vini si perde nella memoria dei nostri avi. Non è certo possibile stabilire un anno d’inizio preciso, perché l’attività agricola ha fatto sempre parte della nostra famiglia e degli abitanti di questa terra. Sicuramente il vino non costituiva l’attività principale, ma nel contesto della famiglia contadina del Sette - Ottocento, la pratica della coltivazione della vite era diffusamente praticata nel nostro territorio. Inizialmente le viti ed i filari erano collocati ai margini dei campi, quasi come cippi confinari delle terre coltivate ad orzo e frumento. Quando a fine Ottocento la coltura viticola poté finalmente svilupparsi si aggiunsero piccoli appezzamenti interamente vitati, molto simili ai vigneti costruiti negli ultimi trent'anni. All’epoca si coltivava tutto il terreno disponibile, lasciando un piccolo spazio solo per il passaggio dei cavalli e del carro. Di certo la viticoltura era tutta un’altra cosa, prima e dopo il terribile flagello della fillossera, prima e dopo la prima guerra mondiale. Il sistema contadino rimase sempre promiscuo. Ogni famiglia produceva tutto quello che la terra poteva dare per il tradizionale autoconsumo, l'eccesso veniva venduto. Trascorsi i decenni, la viticoltura cambiò molto, dopo gli anni Settanta del 900, e recuperò lo spirito originale. Volendo dedicare attenzioni sempre maggiori ai particolari, ponendosi l’obiettivo di ritornare al naturale, non si poteva che partire dall’impostazione del vigneto. Dagli anni settanta l'attività agricola si è rinnovata ed è diventata una coltura praticata seguendo criteri quasi “filosofici” intraprendendo un pionieristico percorso qualitativo. In quegli anni rinnovammo i primi vigneti nelle zone Olivers, Soris e Kolaus. Questo è stato il nostro punto di partenza.

Bibenda:Quando si ha il compito di narrare un territorio attraverso il vino ci sono tanti fattori da considerare per far sì che il risultato non solo non sia banale, ma diventi un memorabile esempio: in primis la conoscenza dei suoli, delle tecniche di viticoltura, delle procedure di vinificazione, e poi la capacità di saper coordinare tutto come un abile direttore d'orchestra. Pierpaolo Pecorari riesce a far questo con la sensibilità di un artista completo, ottenendo vini che esprimono fragranza, complessità, eleganza e soprattutto mineralità. La mineralità dei ciottoli di Cormons, Gradisca e Lucinico, la sapidità dell'Isonzo, la freschezza della Venezia Giulia. Vigne di mezzo secolo danno vita al nettare dei due vini presentati per questa Edizione: il Sauvignon Kolaus e il Merlot Baolar, entrambi elevati in barrique.

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