• -16%
Gragnano Penisola Sorrentina Cantine Federiciane - Enoteca Telaro

Gragnano Penisola Sorrentina Cantine Federiciane 2020 x 6 Bottiglie

41,24 € 49,10 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Penisola Sorrentina Gragnano DOC
  • UveUve:Aglianico, Piedirosso, Sciascinoso
  • ColoreColore:Colore rosso rubino più o meno intenso
  • OdoreOdore:Spuma viva, evanescente, odore vinoso; intenso, fruttato
  • SaporeSapore:Sapore frizzante, sapido; di medio corpo nettamente vinoso, morbido con vena amabile
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:11% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Si sposa molto bene con gli arrosti di carne, si accompagna alle noci e la frutta secca; inoltre, nella tradizione culinaria napoletana, è l’accostamento ideale alla pizza.
Ordinalo ora per riceverlo tra Martedì 18 e Mercoledì 19 maggio

I Campi Flegrei sono costituiti da un insieme complesso di strutture geologiche, generate da eruzioni relative a più cicli vulcanici. Le rocce più antiche sono databili tra i 47.000 e i 37.000 anni fa, stratigraficamente sottoposti alle formazioni dei tufi. Altro deposito antico e connesso probabilmente con un ciclo di maggiore attività dei Campi Flegrei e Procida o della Piana Campana, è quello della catastrofica eruzione dell’Ignimbrite Campana (42.000-24.000 anni fa), i cui depositi si rinvengono fino all’Appennino a quote di 1000 m s.l.m.Circa 11000 anni fa, dopo un lungo periodo di stasi, l’attività vulcanica riprese con il ciclo dei cosiddetti “tufi gialli”. Le formazioni di tufo giallo costituiscono l’ossatura dei rilievi collinari napoletani e flegrei. Nel ciclo recente fanno parte anche i vulcani di Agnano, Astroni, Solfatara, Baia e Averno.

CARATTERISTICHE

Colore rosso rubino più o meno intenso; spuma viva, evanescente, odore vinoso; intenso, fruttato, sapore frizzante, sapido; di medio corpo nettamente vinoso, morbido con vena amabile

ABBINAMENTI

Si sposa molto bene con gli arrosti di carne, si accompagna alle noci e la frutta secca; inoltre, nella tradizione culinaria napoletana, è l’accostamento ideale alla pizza.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Gradazione (% vol.)
10.5
Contenuto
75 Cl
48 Articoli

La storia di Cantine Federiciane è frutto di un secolo di lavoro, di attenta dedizione, di esperienze accumulate e tramandate nel tempo. Tutto ha inizio intorno agli anni 50 nel cuore dei Campi Flegrei, a Bacoli, dove la famiglia Palumbo, originaria di quei luoghi, dà fermento al sogno di un anziano agricoltore e vignaiolo: nonno Paolo. Ad inseguire il sogno di Paolo, suo figlio Antonio, al quale non basta più produrre e vendere la Falanghina e il Piedirosso delle sue vigne di Bacoli. Il boom economico chiede un’offerta più ampia; nasce così l’idea di recuperare l’antico vino di Gragnano, proprio quello a cui si fa riferimento nel noto film di Totò “Miseria e Nobiltà”. Quel vino ritrova una nuova vita grazie alla rifermentazione che a quei tempi avveniva in bottiglia e che donava quella presa di spuma da renderlo tanto particolare. Antonio, in questo modo, si guadagna un posto in prima linea. Il testimone passa a Paolo suo figlio portando l’azienda verso nuovi traguardi con il nuovo impianto, inaugurato nel 2001, era in grado di elevarsi ancora nella qualità. Il Gragnano, oramai già acquisita la D.O.C., sarà rifermentato in autoclave, con strumenti che renderanno questo vino ancora più raffinato. Sono di origine D.O.C. anche la Flanghina ed il Piedirosso che ora, grazie alle nuove tecnologie, riescono ad esprimere meglio gli aromi e le fragranze della terra vulcanica a cui appartengono. Un’altra data significativa nella storia di Cantine Federiciane è il 2012. Una data che segna l’inizio di un importante traguardo: tutti i conferitori si associano in una cooperativa agricola composta da oltre 50 soci viticoltori. La cooperativa rappresenta ancora oggi parte integrante e fulcro centrale dell’attività aziendale e della sua filosofia. Il 2012 è anche l’anno che vede l’ingresso in azienda della quarta generazione: tre giovani con tre diverse formazioni, pronti ad offrire il loro contributo al servizio di un’azienda che nel frattempo ha raggiunto circa 50 ettari di vigna tra proprietà e cooperativa. Oggi Paolo, Pina e i loro tre figli Marco, Antonio e Luca curano l’azienda nei vari settori di competenza, dedicando tempo, energia e amore.  Ma la famiglia Palumbo non è sola: un gruppo di giovanissimi e preparatissimi collaboratori segue con convinzione il progetto aziendale; insieme hanno creato un team affiatato e grintoso, in grado di cogliere la sfida dei mercati con competenza e spirito costruttivo. Un lavoro che ha segnato una grande conquista nella storia aziendale di Cantine Federiciane: l’estensione delle vigne in tutta la regione Campania. Un lavoro che inizia dalla vigna e dall’operato dei contadini che lavorano la terra, che passa dai tecnici e dagli enologi che curano le vinificazioni, e che termina con il lavoro dei nostri grafici creativi e della nostra rete vendita. Tutti impegnati a dare un’adeguata presentazione ai vini e a comunicare la cura e l’amore che ruota intorno all’intero processo produttivo.

No reviews

I clienti che hanno acquistato questo prodotto hanno anche comprato:

Product added to wishlist

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.