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Kajanero Terre del Volturno Vestini Campagnano - Enoteca Telaro
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Kajanero Terre del Volturno IGT Vestini Campagnano

5,51 € 6,56 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Terre del Volturno IGT
  • UveUve:Pallagrello 30%, Casavecchia 30%, Aglianico 20%, Rotondella 20%
  • ColoreColore:Rosso Rubino intenso
  • OdoreOdore:Fruttato e Speziato 
  • SaporeSapore:Sapido e ben equilibrato in morbidezza
  • InvecchiamentoInvecchiamento:5 Mesi in Barrique
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:12-16 C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Risotto con le quaglie, Spezzatino di capretto al rosmarino
Ordinalo entro 4 ore e 54 minuti per riceverlo tra Martedì 26 ottobre e Mercoledì 27 ottobre

I tempi sono cambiati ma è rimasta intatta la passione per il vino per le famiglie Barletta e Quaranta, una passione volta alla valorizzazione di vitigni autoctoni per la produzione di vini di grande qualità, che potessero rivelarsi un punto di riferimento imprescindibile del comprensorio della provincia di Caserta. L’impostazione della cantina è biologica, con uso esclusivo dell’acciaio per tutti i bianchi, ad esclusione del Pallagrello Le Ortole con rigoroso utilizzo del legno per pochi mesi. Sotto quest’aspetto, in particolare, emerge la capacità dell’azienda nel mediare tra la necessità di rendere i suoi vini fruibili, ponendo attenzione massima alla bevibilità e la grande struttura dei medesimi. Anche se orfani quest’anno del vino di punta, il Casavecchia di Pontelatone Riserva, la cui nuova annata verrà proposta il prossimo anno poiché ancora in fase di affinamento, la produzione si attesta su buoni livelli qualitativi in cui non si può non segnalare la bella prestazione del Connubio, una combinazione tra Pallagrello Nero e Casavecchia, che per corredo olfattivo e struttura, guida la batteria presentata in degustazione.

CARATTERISTICHE

Kajanero Terre del Volturno IGT Vestini Campagnano, ha un colore rosso porpora di bella intensità. L’olfatto si apre su note di violette di campo, petali di rosa rossa, mirtilli, radice di liquirizia, pepe rosa in grani, carruba, humus, terra bagnata e delicata vena minerale grafitica e balsamica. In bocca rivela verve acida a sostegno, tannini ben integrati e persistenza fruttata e speziata. Maturazione in acciaio per due mesi seguita da altri quattro in barrique.

ABBINAMENTI

Kajanero Terre del Volturno IGT Vestini Campagnano, si abbina con risotto con le quaglie, Spezzatino di capretto al rosmarino.

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PALLAGRELLO NERO

Pallagrello Nero

LA PIANTA

Il grappolo è piccolo, cilindrico, senza ali e abbastanza spargolo. L'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa di colore blu-nero. Tradizionalmente era allevato a raggiera, ma i vigneti odierni a spalliera sono più razionali. L'epoca di maturazione cade di solito tra la seconda e la terza decade di ottobre.

IL VINO

Il vino, che già alla corte borbonica era considerato degno di figurare sulle mense reali assieme allo Champagne, non ha preso nulla del suo smalto e del suo eccezionale livello qualitativo. Vinificato in purezza il Pallagrello offre vini ricchi di colore, dagli affascinanti sentori fruttati e speziati e dall'elevata gradazione alcolica, sostenuta da una discreta acidità.

Regione
Campania
Denominazione
Terre del Volturno IGP
Uve
Aglianico
Casavecchia
Pallagrello Nero
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Sapido
Gradazione (% vol.)
13
Tipologia
Rosso
966 Articoli

L'Azienda Agricola Vestini Campagnano è stata una delle prime a puntare sul Pallagrello, e su un'altra perla nera del territorio campano: il Casavecchia, per questo motivo Vestini Campagnano punta alla produzione di vini di alta qualità. Lo sforzo della Famiglia Barletta infatti è proprio quello di valorizzare il territorio attenendosi alle tradizioni della loro terra e attraverso la sperimentazione di nuovi processi di produzione grazie alla collaborazione di enologi che assicurano alti standard qualitativi. Tra questi troviamo il giovane e famoso Paolo Caciorgna, lavoratore di Brunello, che succede a Luigi Moio, apportando dunque esperienza e professionalità unite agli antichi sapori dei questa terra.

  • Anno di fondazione: 1997
  • Proprietà:Famiglie Barletta e Quaranta
  • Enologo:Paolo Caciorgna
  • Bottiglie prodotte: 80.000
  • Ettari: 9
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