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L'Autentica Passito Basilicata IGT Cantine del Notaio - Enoteca Telaro

L'Autentica Passito Basilicata IGT Cantine del Notaio 2017

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  • DenominazioneDenominazione: Basilicata IGT
  • UveUve:Moscato 70%, Malvasia 30%
  • ColoreColore:Ambarato
  • OdoreOdore:Intensamente odoroso di agrumi canditi, di miele millefiori e di vaniglia
  • SaporeSapore:Il sorso è accogliente e morbido, con un guizzo fresco-sapido che lo rende dinamico e bevibile. Deliziosamente lunga la scia finale
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14,0% vol.
  • FormatoFormato:500 ml
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Cannoncini di sfoglia con crema pasticcera
Ordinalo entro 1 ore e 33 minuti per riceverlo tra Mercoledì 1 dicembre e Giovedì 2 dicembre

Con i suoi quaranta ettari disseminati nelle campagne di Ginestra, Maschito, Ripacandida, Barile e Rionero, Cantine del Notaio è un riferimento certo per gli amanti dei vini lucani e dell’Aglianico del Vulture in particolare. Viene condotta da Gerardo Giuratrabocchetti, il quale nel 1998 decise di lasciare la propria professione di agronomo per riappropriarsi delle vigne appartenute precedentemente al nonno e continuare l’opera interrotta dal padre notaio. Al padre è ispirato infatti il nome della cantina così come quello di tutti i vini, che richiamano il vocabolario tipico degli ambienti giuridici. L’impegno profuso da Gerardo e dalla moglie Marcella Libutti, che si occupa della comunicazione aziendale, è oggi premiato con riconoscimenti unanimi un po’ da ogni angolo del globo e costituisce un vero omaggio all’enologia della Basilicata, della quale rappresenta uno degli esponenti più significativi.

CARATTERISTICHE

L'Autentica Passito Basilicata IGT Cantine del Notaio.Di un caldo e brillante colore ambrato, è intensamente odoroso di agrumi canditi, di miele millefiori e di vaniglia. Il sorso è accogliente e morbido, con un guizzo fresco-sapido che lo rende dinamico e bevibile. Deliziosamente lunga la scia finale. Quattordici mesi in barrique ed un anno in bottiglia.

ABBINAMENTI

L'Autentica Passito Basilicata IGT Cantine del Notaio, si abbina piacevolmente com cannoncini di sfoglia con crema pasticcera.

REGIONE: BASILICATA

Basilicata

La Basilicata è sempre stata identificata con l’Aglianico, coltivato sulle pendici del monte Vulture. La grandezza del vitigno e la secolare storia del vino non sono però ancora riuscite a imporre l’Aglianico del Vulture nel pantheon dei grandi vini italiani, come invece meriterebbe, trattandosi di un rosso piuttosto tannico e impegnativo, magnifico nell’invecchiamento. La viticoltura lucana ha mantenuto una dimensione rurale, riscontrabile ancora oggi quando si attraversano i territori della zona di produzione più importante attorno al monte Vulture. Le pendici di questo vulcano spento hanno offerto terra ed esposizione ideale per la coltivazione della vite sin dall’epoca romana, ma già nel V secolo a.C. in queste zone si coniavano monete con l’effige del dio Dioniso e quindi è probabile che si producesse vino. Ancora oggi si trovano tante piccole cantine dalle porte variopinte scavate a mano direttamente nel tufo della montagna, come in Valtellina o a Tokaij, e molte di queste hanno dimensione famigliare. Il vitigno che più di tutti è legato a questa terra resta l’Aglianico del Vulture, con cui si ottiene un grandissimo vino che rivaleggia con i più importanti rossi da invecchiamento d’Italia. Oltre all’Aglianico, però, la viticoltura stenta ad avere riconoscimenti: le Denominazioni Terre dell’Alta Val d’Agri, Matera e Grottino di Roccanova faticano a trovare un’identità. La generica Denominazione Matera comprende l’intera provincia e consente la produzione di bianchi, rossi e rosati a base di Malvasia Bianca della Basilicata, Sangiovese e Primitivo oppure con menzione di vitigno in etichetta a base di Greco Bianco, Primitivo e uvaggi di Cabernet-Sauvignon, Primitivo e Merlot chiamati Moro. Stanno riscuotendo una discreta attenzione alcuni spumanti rosati a base di Primitivo, ma esistono in regione tante altre piccole realtà che meritano di essere conosciute. Gli Appennini occupano gran parte del territorio, lasciando spazio all’unica pianura presente, quella di Metaponto, una delle colonie più importanti della Magna Grecia. Il maggior tesoro archeologico della regione è però rappresentato da Matera, una delle città più antiche del mondo, i cui “Sassi”, abitazioni scavate nella roccia, hanno origine da un insediamento risalente a quindicimila anni fa. Questo patrimonio, unito a un’attenzione per la produzione di energia verde – soprattutto eolica, grazie alle correnti innescate dai mari Tirreno, Ionio e Adriatico –e a una diffusione ormai consolidata di aziende biologiche certificate, fa della Basilicata una regione virtuosa e attraente per il turismo interno e internazionale.

VITIGNO: MALVASIA

Malvasia

LA PIANTA

Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico o cilindrico-conico, allungato e spargolo. L'acino, medio o piccolo, è subrotondo o sferoidale; la buccia è sottile e tenera, poco pruinosa, di colore giallo dorato. La produzione è mediocre per quantità è poco costante. L'epoca di maturazione è media e pertanto le uve sono raccolte in genere intrno alla seconda metà di settembre, a meno che non si voglia arrivare a un loro appassimento.

IL VINO

L'uva Malvasia di Lipari è impiegata esclusivamente per la vinificazione. La versione è Dolce da uve fresche è fruttata, fragrante e armonica, decisamente più interessante quella da uve leggermente appassite, che si presenta con un colore giallo dorato o ambrato, con profumi delicati di frutta fresca o sciroppata, di agrumi canditi, miele e fiori secchi, e con gusto pieno, caldo, avvolgente, vellutato e prolungato

Regione
Basilicata
Denominazione
Basilicata IGT
Uve
Malvasia
Moscato
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Sapido
Gradazione (% vol.)
14
Contenuto
75 Cl
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Con i suoi quaranta ettari disseminati nelle campagne di Ginestra, Maschito, Ripacandida, Barile e Rionero, Cantine del Notaio è un riferimento certo per gli amanti dei vini lucani e dell’Aglianico del Vulture in particolare. Viene condotta da Gerardo Giuratrabocchetti, il quale nel 1998 decise di lasciare la propria professione di agronomo per riappropriarsi delle vigne appartenute precedentemente al nonno e continuare l’opera interrotta dal padre notaio. Al padre è ispirato infatti il nome della cantina così come quello di tutti i vini, che richiamano il vocabolario tipico degli ambienti giuridici. L’impegno profuso da Gerardo e dalla moglie Marcella Libutti, che si occupa della comunicazione aziendale, è oggi premiato con riconoscimenti unanimi un po’ da ogni angolo del globo e costituisce un vero omaggio all’enologia della Basilicata, della quale rappresenta uno degli esponenti più significativi.

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