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La Raccolta Cantine del Notaio - Enoteca Telaro

La Raccolta IGT Cantine del Notaio 2013

Non disponibile
10,60 € 12,62 € -16%
  • DenominazioneDenominazione: Basilicata IGT
  • UveUve:Aglianico 20%, Moscato 20%, Malvasia 20%, Sauvignon 20%, Chardonnay 20%
  • ColoreColore:Giallo paglierino
  • OdoreOdore:Olfatto intenso e rinfrescante nei toni agrumati del cedro, della clorofilla ma anche della pesca bianca
  • SaporeSapore: Al gusto offre un legame fresco-sapido spiccato ed una bevibilità dinamica e piacevole. Rispondente il finale
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.5% vol.
  • FormatoFormato:500 ml
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Risotto all'ortica

Con i suoi quaranta ettari disseminati nelle campagne di Ginestra, Maschito, Ripacandida, Barile e Rionero, Cantine del Notaio è un riferimento certo per gli amanti dei vini lucani e dell’Aglianico del Vulture in particolare. Viene condotta da Gerardo Giuratrabocchetti, il quale nel 1998 decise di lasciare la propria professione di agronomo per riappropriarsi delle vigne appartenute precedentemente al nonno e continuare l’opera interrotta dal padre notaio. Al padre è ispirato infatti il nome della cantina così come quello di tutti i vini, che richiamano il vocabolario tipico degli ambienti giuridici. L’impegno profuso da Gerardo e dalla moglie Marcella Libutti, che si occupa della comunicazione aziendale, è oggi premiato con riconoscimenti unanimi un po’ da ogni angolo del globo e costituisce un vero omaggio all’enologia della Basilicata, della quale rappresenta uno degli esponenti più significativi.

CARATTERISTICHE

La Raccolta IGT Cantine del Notaio, il suo colore è giallo paglierino. Olfatto intenso e rinfrescante nei toni agrumati del cedro, della clorofilla ma anche della pesca bianca. Al gusto offre un legame fresco-sapido spiccato ed una bevibilità dinamica e piacevole. Rispondente il finale. Acciaio.

ABBINAMENTI

La Raccolta IGT Cantine del Notaio, si abbina con primi piatti come risotto all'ortica.

REGIONE: BASILICATA

Basilicata

La Basilicata è sempre stata identificata con l’Aglianico, coltivato sulle pendici del monte Vulture. La grandezza del vitigno e la secolare storia del vino non sono però ancora riuscite a imporre l’Aglianico del Vulture nel pantheon dei grandi vini italiani, come invece meriterebbe, trattandosi di un rosso piuttosto tannico e impegnativo, magnifico nell’invecchiamento. La viticoltura lucana ha mantenuto una dimensione rurale, riscontrabile ancora oggi quando si attraversano i territori della zona di produzione più importante attorno al monte Vulture. Le pendici di questo vulcano spento hanno offerto terra ed esposizione ideale per la coltivazione della vite sin dall’epoca romana, ma già nel V secolo a.C. in queste zone si coniavano monete con l’effige del dio Dioniso e quindi è probabile che si producesse vino. Ancora oggi si trovano tante piccole cantine dalle porte variopinte scavate a mano direttamente nel tufo della montagna, come in Valtellina o a Tokaij, e molte di queste hanno dimensione famigliare. Il vitigno che più di tutti è legato a questa terra resta l’Aglianico del Vulture, con cui si ottiene un grandissimo vino che rivaleggia con i più importanti rossi da invecchiamento d’Italia. Oltre all’Aglianico, però, la viticoltura stenta ad avere riconoscimenti: le Denominazioni Terre dell’Alta Val d’Agri, Matera e Grottino di Roccanova faticano a trovare un’identità. La generica Denominazione Matera comprende l’intera provincia e consente la produzione di bianchi, rossi e rosati a base di Malvasia Bianca della Basilicata, Sangiovese e Primitivo oppure con menzione di vitigno in etichetta a base di Greco Bianco, Primitivo e uvaggi di Cabernet-Sauvignon, Primitivo e Merlot chiamati Moro. Stanno riscuotendo una discreta attenzione alcuni spumanti rosati a base di Primitivo, ma esistono in regione tante altre piccole realtà che meritano di essere conosciute. Gli Appennini occupano gran parte del territorio, lasciando spazio all’unica pianura presente, quella di Metaponto, una delle colonie più importanti della Magna Grecia. Il maggior tesoro archeologico della regione è però rappresentato da Matera, una delle città più antiche del mondo, i cui “Sassi”, abitazioni scavate nella roccia, hanno origine da un insediamento risalente a quindicimila anni fa. Questo patrimonio, unito a un’attenzione per la produzione di energia verde – soprattutto eolica, grazie alle correnti innescate dai mari Tirreno, Ionio e Adriatico –e a una diffusione ormai consolidata di aziende biologiche certificate, fa della Basilicata una regione virtuosa e attraente per il turismo interno e internazionale.

VITIGNO: CHARDONNAY

Chardonnay

LA PIANTA

Ha foglia media, rotonda; il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, serrato, scarsamente alato; l'acino è di media grandezza, con buccia mediamente consistente, tenera e di colore giallo dorato. La vigoria è elevata, la produttività regolare e abbondante. La vendemmia è abbastanza precoce (prima decade di settembre o in alcune aree collinari addirittura agosto, per la produzione di vini metodo classico come il Franciacorta). Predilige i climi temperato-caldi, i terreni collinari, argillosi e calcarei, gli ambienti ventilati e freschi. È sensibile alle gelate primaverili.

IL VINO

Dallo Chardonnay si ottengono vini fermi, frizzanti o spumanti, con gradazione alcolica alta e acidità piuttosto elevata. Il colore del vino è giallo paglierino non particolarmente carico, il profumo, caratteristico, è delicato e fruttato (frutta tropicale, ananas in particolare), il sapore elegante e armonico. Se invecchiato assume note di frutta secca. È particolarmente indicato per l'affinamento in barrique.

Regione
Basilicata
Provenienza
Italia
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Sapido
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Bianco
WSZB915D

Con i suoi quaranta ettari disseminati nelle campagne di Ginestra, Maschito, Ripacandida, Barile e Rionero, Cantine del Notaio è un riferimento certo per gli amanti dei vini lucani e dell’Aglianico del Vulture in particolare. Viene condotta da Gerardo Giuratrabocchetti, il quale nel 1998 decise di lasciare la propria professione di agronomo per riappropriarsi delle vigne appartenute precedentemente al nonno e continuare l’opera interrotta dal padre notaio. Al padre è ispirato infatti il nome della cantina così come quello di tutti i vini, che richiamano il vocabolario tipico degli ambienti giuridici. L’impegno profuso da Gerardo e dalla moglie Marcella Libutti, che si occupa della comunicazione aziendale, è oggi premiato con riconoscimenti unanimi un po’ da ogni angolo del globo e costituisce un vero omaggio all’enologia della Basilicata, della quale rappresenta uno degli esponenti più significativi.

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