Lacryma Christi Rosso del Vesuvio "Lacrimanero" Cantine Olivella 2020

  • DenominazioneDenominazione:DOP
  • UveUve:Piedirosso 50%, Olivella 30%, Aglianico 20%
  • ColoreColore:Rosso Rubino con orlo violaceo
  • OdoreOdore:Compatto bouquet olfattivo di mirtilli in confettura, more, visciole, violetta di campo, fiori di lavanda, pepe rosa in grani, muschio, felce e delicati sbuffi minerali
  • SaporeSapore:Sorso segnato da tannino vivace e gustosa freschezza, con chiusura nettamente fruttata
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Fettuccine al ragù bianco di coniglio, Crostini con salsiccia cruda
Special Price 10,90 € Regular Price 12,80 €

Cantine Olivella ha una storia piuttosto recente, ma da subito si è imposta con vini capaci di raccontare il suo territorio, d’inconfondibile particolarità che risiede nell’eccezionalità del suolo vulcanico, differente a seconda della stratificazione originata in seguito alle varie eruzioni. Sabbie nere e lapilli che si sono depositati nei secoli e ogni eruzione ha portato a depositare diversi minerali quali potassio, ferro, fosforo e silice. I residui di lava inoltre garantiscono inoltre una grande permeabilità estremamente favorevole alle uve e creando un ambiente sfavorevole ai parassiti, in particolare alla fillossera, dando la possibilità di allevare viti a piede franco. Pochi gli ettari vitati, circa dodici, e discreto il numero di bottiglie prodotte che non supera le ottantamila unità, divisi tra vitigni locali tra cui spiccano Caprettone e Catalanesca. Ed è proprio da quest’ultimo che arrivano le maggiori conferme, il cui assaggio ha messo in luce vini di grande piacevolezza che raggiungono l’apice con ben due tipologie, il Katà e il Summa Catalanesca del Monte Somma, mettendo in luce eleganza e profondità veramente uniche.

CARATTERISTICHE

Lacryma Christi Rosso del Vesuvio "Lacrimanero" Cantine Olivella ha un colore rosso rubino con orlo violaceo. Compatto bouquet olfattivo di mirtilli in confettura, more, visciole, violetta di campo, fiori di lavanda, pepe rosa in grani, muschio, felce e delicati sbuffi minerali. Sorso segnato da tannino vivace e gustosa freschezza, con chiusura nettamente fruttata. Vinificazione e maturazione in acciaio per tre mesi.

ABBINAMENTI

Lacryma Christi Rosso del Vesuvio "Lacrimanero" Cantine Olivella con fettuccine al ragù bianco di coniglio, Crostini con salsiccia cruda

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PIEDIROSSO

Piedirosso

LA PIANTA

Come la maggior parte delle varietà che hanno in comune una storia molto antica, anche il piedirosso si suddivide in numerosi biotipi, tra i quali bisogna ricordare lo Streppa Verde dell'isola di Ischia che non presenta la caratteristica colorazione rossa del pedicello. Neanche le descrizioni concordano sempre tra di loro. Calò, Costacurta e Scienza descrivono il Piedirosso come un vitigno vigoroso con produzione abbondante e costante, dal grappolo medio o grande, tronco-piramidale spargolo, munito di due ali e dagli acini abbastanza grandi, sferici, di colore violaceo intenso e dalla buccia pruinosa e quasi coriacea. Manzo e Monaco invece lo descrivono come un vitigno molto vigoroso, dalla scarsa fertilità e dalla produzione non eccessiva, dal grappolo piccolo, conico-piramidale spargolo e senza ali, dagli acini piccoli e rotondi, di colore blu-nero. Per tutti il Piedirosso matura abbastanza presto, tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

IL VINO

I vini prodotti dall'antico Palombino hanno goduto presso gli autori del passato di ottima considerazione. Le sperimentazioni di Luigi Moio sul piedirosso in purezza hanno evidenziato, rispetto all'aglianico, vini meno concentrati, più morbidi, delicati ed equilibrati, con una minore concentrazione polifenolica, con tannini meno duri e acidità più bassa.

Informazioni Tecniche
Contenuto 75 Cl
Regione Campania
Odore Fruttato
Colore Rosso Rubino
Uve Piedirosso
Sapore Morbido
Manufacturer Cantine Olivella
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