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Lambrusco di Sorbara Radice Tappo Spago Paltrinieri - Enoteca Telaro
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Lambrusco di Sorbara Radice Tappo Spago Paltrinieri 2019

Non disponibile
7,92 € 9,43 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Lambrusco di Sorbara DOC
  • UveUve:Lambrusco di Sorbara 100%
  • ColoreColore:Rosa salmone con perlage molto fine e persistente
  • OdoreOdore:Note di lampone e pompelmo
  • SaporeSapore:Fresco con spiccata acidità
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:11.5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Come aperitivo, con frittura di pesce, pesce crudo, salumi, gnocco fritto e crescentine

"Quando finii gli studi, mio padre mi chiese cosa desideravo fare nella vita. La mia risposta fu che volevo mantenere viva la tradizione del lavoro che nonno Achille aveva iniziato nel 1926 e che lui e mia mamma gestivano oramai da 40 anni. Nel 1998 con mia moglie Barbara ho iniziato a condurre direttamente la cantina scommettendo sulla produzione del primo Sorbara in purezza. Da allora curo e vinifico 17 ettari di vigneto nella storica zona del Cristo di Sorbara, la più sottile estensione di terra compresa tra il Secchia e il Panaro, i due fiumi che abbracciano la provincia modenese." Alberto Paltrinieri

CARATTERISTICHE

Lambrusco di Sorbara Radice Tappo Spago Paltrinieri ha un colore rosa salmone con perlage molto fine e persistente. Note di lampone e pompelmo. Al palato rimane fresco con spiccata acidità

ABBINAMENTI

Lambrusco di Sorbara Radice Tappo Spago Paltrinieri come aperitivo, con frittura di pesce, pesce crudo, salumi, gnocco fritto e crescentine

REGIONE: EMILIA ROMAGNA

Emilia Romagna

L'emilia-Romagna, che occupa la pianura padana a sud del Pò fino agli Appennini che ne segnano il confine meridionale, è una regione in fermento. Non è certo facile competere con i vini dei confinanti Piemonte, Veneto e Toscana, ma l'Emilia-Romagna si difende con una produzione massiccia, garantita dalla presenza di grandi cantine cooperative e produttori emergenti che nell'insieme hanno scelto una strada diversa: valorizzare i propri vini senza puntare su complessità e longevità, ma all'insegna di immediatezza e piacevolezza, mantenendo il carattere di vini semplici e allegri, a cominciare dal vivace Lambrusco, il primo che viene in mente quando si pensa a questa regione. Il clima varia dal continentale dell'Emilia fino al Mediterraneo della Romagna, con maggior piovosità ed escursione termica nella parte centrale, in cui gli inverni possono essere piuttosto nevosi e le estati torride.

Pur essendo una regione che la critica non inserisce nel gotha enologico italiano, l'Emilia.Romagna gode comunque di molti estimatori anche internazionali perché, all'interno di varietà autoctone interessanti, annovera alcune specialità, in primis il Lambrusco, che per singolarità e duttilità rappresenta una valida complementarietà rispetto ai vini compresi nella più classica e celebre proposta del vigneto Italia.

VITIGNO: LAMBRUSCO

Lambrusco

LA PIANTA

Una delle cause dell'erosione genetica dei lambruschi, che ha portato a definire attualmente solo pochi tipi, è da attribuire alle selezioni clonali operate negli ultimi decenni. Resta da sottolineare che esistono differenze anche consistenti tra le varie epoche vegetative dei singoli lambruschi, con tempi di vendemmia che si discostano tra loro anche di 15-20 giorni. Ad oggi è possibile classificare cinque varietà principali di Lambrusco: Lambrusco di Sorbara; Lambrusco Grasparossa; Lambrusco Maestri; Lambrusco Marani; Lambrusco Salamino.

IL VINO

Fino agli anni Sessanta, il Lambrusco, nelle zone storiche di coltivazione, era prevalentemente un vino artigianale che veniva imbottigliato in primavera e fatto rifermentare in bottiglia senza l'eliminazione successiva dei lieviti. In questo modo il vino faceva il fondo, nel dialetto emiliano chiamato fisso, e tendeva a deteriorarsi al minimo movimento o in occasione del caldo estivo. Il mercato era in gran parte limitato al vino venduto sfuso dalle cantine e imbottigliato a casa. A partire dagli anni Settanta si sviluppa un processo di industrializzazione della produzione di Lambrusco che porta a vinificazioni più attente e a un processo di spumantizzazione svolto quasi esclusivamente in autoclave, con conseguente imbottigliamento in cantina. Sono rare oggi le versioni di Lambrusco da rifermentazione in bottiglia.

"Quando finii gli studi, mio padre mi chiese cosa desideravo fare nella vita.

La mia risposta fu che volevo mantenere viva la tradizione del lavoro che nonno Achille aveva iniziato nel 1926 e che lui e mia mamma gestivano oramai da 40 anni. Nel 1998 con mia moglie Barbara ho iniziato a condurre direttamente la cantina scommettendo sulla produzione del primo Sorbara in purezza. Da allora curo e vinifico 17 ettari di vigneto nella storica zona del Cristo di Sorbara, la più sottile estensione di terra compresa tra il Secchia e il Panaro, i due fiumi che abbracciano la provincia modenese."

Alberto Paltrinieri

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