Metodo Classico

I vini spumanti devono la loro effervescenza al processo di spumantizzazione, noto anche come presa di spuma. Questo processo prevede una seconda fermentazione del vino in cui zuccheri e lieviti vengono aggiunti per innescare la fermentazione e la formazione di anidride carbonica, che conferisce al vino le sue caratteristiche bollicine e il perlage distintivo.

Esistono principalmente tre metodi di spumantizzazione: il Metodo Classico, il Metodo Ancestrale e il Metodo Martinotti-Charmat. Ognuno di questi metodi ha le proprie caratteristiche e influisce sulle qualità del vino spumante finale.

Origini e Curiosità

Il Metodo Classico, noto anche come méthode Champenoise, è il più antico e diffuso sistema di spumantizzazione al mondo. Le sue origini risalgono al tardo 1600, quando l'abate francese Pierre Pérignon, meglio conosciuto come Dom Pérignon (da cui prende il nome il famoso Champagne Dom Pérignon), comprese l'importanza della rifermentazione in bottiglia per la produzione di vini frizzanti. Questa intuizione ebbe un impatto significativo sulla cultura vinicola della regione dello Champagne, tanto da portare alla protezione legale dell'omonimo vino e dei suoi metodi produttivi tramite la Denominazione di Origine Controllata.

A causa di ciò, al di fuori della regione di Champagne, la tecnica di vinificazione Champenoise è comunemente nota come "metodo classico", in riconoscimento della sua importanza e antica tradizione nel mondo dei vini spumanti.

Le Fasi del Metodo Classico

Il Metodo Classico, noto anche come Metodo Champenoise per gli Champagne prodotti nella regione o come Metodo Crémant per gli spumanti prodotti nel resto della Francia, si distingue dal Metodo Charmat per la sua seconda fermentazione diretta in bottiglia.

La base degli spumanti è una cuvée, una miscela di vini di varie tipologie e/o annate (se non millesimato), imbottigliata con aggiunta di zuccheri e lieviti (tirage). Il vino subisce la seconda fermentazione in bottiglia, riposando orizzontalmente per 24-36 mesi, talvolta oltre 120 mesi. Successivamente, durante il remuage, ogni bottiglia viene ruotata e inclinata con il collo verso il basso per far depositare i sedimenti. Con la sboccatura (degorgement), il collo congelato viene aperto, espellendo i sedimenti. Segue il dosaggio, con l'aggiunta di zuccheri e vino per ristabilire il livello di vino perso, e il tappaggio finale.

Il Metodo Classico, più lungo e complesso del Metodo Charmat, produce vini strutturati, corposi, con note ricche di lievito e un perlage fine e persistente.

Metodo Charmat o Metodo Classico?

Il Metodo Charmat si differenzia dal Metodo Classico per la seconda fermentazione che avviene in grandi autoclavi, a differenza delle singole bottiglie utilizzate nel Metodo Classico.

Il Metodo Charmat, infatti, prevede una seconda fermentazione del vino base in grandi autoclavi, dove vengono aggiunti zucchero e lieviti per creare le bollicine. Questo metodo è noto per essere veloce ed efficiente. Il Metodo Classico, invece, prevede la seconda fermentazione in bottiglia. Dopo la prima fermentazione, zucchero e lieviti vengono aggiunti direttamente alla bottiglia, dove avviene la formazione delle bollicine.

Entrambi i metodi producono vini spumanti di alta qualità, ma hanno caratteristiche e tempi di produzione diversi.
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