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Masca Rosso Azienda Agricola Roccapesta - Enoteca Telaro

Masca Rosso Azienda Agricola Roccapesta 2016

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  • DenominazioneDenominazione:Maremma Toscana DOC
  • UveUve:80% sangiovese, 10% syrah, 10% petit verdot
  • ColoreColore:Colore Rubino terso, con riflessi vivaci
  • OdoreOdore:Al naso fragranza di frutti rossi e macchia mediterranea, ciliegie, prugne, macis e graziosi toni floreali, anticipano un sorso corposo e appropriata freschezza
  • SaporeSapore:Brioso con piacevole freschezza e tannino contenuto e maturo che da giusto corpo. In bocca resta su note fruttate con una scia sapida nel finale
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Polpettone, tagliatelle ai funghi
Ordinalo entro 6 ore e 16 minuti per riceverlo tra Martedì 9 marzo e Mercoledì 10 marzo

Questo vino è il "brutto anatroccolo" di casa Roccapesta. E' nato perché non volevamo utlizzare delle varietà di uva internazionali per produrre i nostri Morellini di Scansano. Nel Masca abbiamo quindi messo quel poco di syrah e petit verdot che abbiamo nei nostri vigneti. Come il brutto anatroccolo della fiaba, alla fine si è trasformato in un cigno.

CARATTERISTICHE

Colore Rubino terso, con riflessi vivaci. Al naso fragranza di frutti rossi e macchia mediterranea, ciliegie, prugne, macis e graziosi toni floreali, anticipano un sorso corposo e appropriata freschezza. Brioso con piacevole freschezza e tannino contenuto e maturo che da giusto corpo. In bocca resta su note fruttate con una scia sapida nel finale.

ABBINAMENTI

Ottimo per accompagnare primi piatti robusti, fegatelli di maiale, grigliata di carne.

REGIONE: TOSCANA

Toscana

Le bellezze artistiche, il paesaggio e la storia ne fanno una delle regioni vinicole più apprezzate a livello mondiale, sia in termini di turismo indotto sia di esportazione di bottiglie. A partire dagli anni '70 del nocento, la Toscana è stata la regione più innovativa d'Italia, e il fenomeno dei Super Tuscans ha certamente giovato all'immagine del vino italiano nella sua globalità. Tra i tanti meriti dei toscani c'è sicuramente quello di avere preservato vaste porzioni della loro regione dalle contaminazioni della modernità, per cui oggi la Toscana è univeralmente percepita come simbolo di bellezza.

Il caso di Bolgheri è rappresentativo di come, partendo da un'intuizione, si può inventare una tradizione che ha portato successo commerciale, ricchezze e prestigio internazionale grazie alla felice integrazione tra vitigno, territorio e creatività umana. Con la nascita del Sassicaia e la commercializzazione delle prime 3000 bottiglie nel 1968, viene ispirato un cambiamento importante in un'altra zona vinicola, con una storia assai più antica, quella del Chianti. Per la prima volta Piero Antinori prova a utilizzare anche in questo vino uve internazionali a complemneto del Sangiovese, facendo uscire il suo vino dalla Doc storica del Chianti. Nasce così il Tignanello, che insieme al Sassicaia può essere considerato il primo Super Tuscan. Nel 1978 debutta il Solaia, nel 1985 arriva l'Ornellaia. Contemporaneamente si è assistito all'affermarsi di un altro vino storico, unico rosso italiano da monovitigno autoctono in grado di competere in termini di qualità e longevità con il Barolo: il Brunello di Montalcino, codificato e commercializzato come tale da Feruccio Biondi Santi sul finire dell'Ottocento.

In questa panoramica abbiamo citato le zone più importanti di produzione (Chianti e Chianti Classico, Bolgheri e Montalcino) ma la Toscana è ricca di altre aree e Denominazioni che hanno molto da offrire. Altra denominazione importante a base di sangiovese è la Docg Vino Nobile di Montepulciano.

Infine vi sono indicazioni anche nelle tre Doc del Vin Santo: vini di lunga e delicata preparazione le cui uve vengono lasciate appassire e sono poi affinate per anni in caratelli di castagno, ciliegio o rovere, mentre la Docg Aleatico Passito d'Elba rappresenta un caso di viticoltura eroica di tradizione millenaria, il cui vino è famoso anche per essere stato bevanda consolatoria di Napoleone Bonaparte durante il suo esilio sull'Isola.

VITIGNO: SANGIOVESE

Sangiovese

LA PIANTA

La breve descrizione che segue si riferisce a un tipo di Sangiovese che può essere considerato "medio": bisogna tenere presente la forte variabilità intra varietale tra i biotipi che può portare a caratteristiche morfologiche anche sensibilmente differenti. Il grappolo può essere di taglia medio - piccola o medio-grande, di forma cilindrico-piramidale, più o meno compatto e dotato di una o due ali. L'acino è medio o medio-piccolo, subrotondo e talvolta quasi ellissoidale, regolare, con una buccia pruinosa e di colore nero violaceo. Pur considerando le differenti situazioni pedoclimatiche nelle quali è coltivato, si può dire che il Sangiovese giunge in genere a maturazione nel periodo compreso tra l'ultima decade di settembre e la prima di ottobre

IL VINO

È molto difficile tratteggiare delle caratteristiche comuni per un Sangiovese, tanta è la differenza di espressione che riesce a dare. Se vinificato in acciaio dà origine a un vino di notevole freschezza, floreale e leggermente fruttato, ciliegia, abbastanza leggero, equilibrato, asciutto, sorretto da buona acidità e mai troppo scuro nel colore. Se affinato in rovere, dove riesce a invecchiare bene anche a lungo, arrotonda i suoi "spigoli" e diventa speziato, robusto, armonico, pur conservando una gradevole astringenza e capace di durare nel tempo

Regione
Toscana
Denominazione
Toscana IGT
Uve
Cabernet Sauvignon
Merlot
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
13
Contenuto
75 Cl
3 Articoli

Se dovessi riassumere in poche parole la filosofia del lavoro che ci guida, qui a Roccapesta, direi che cerchiamo instancabilmente la migliore espressione di sangiovese, nel rispetto dell'ambiente. In queste parole si riassume gran parte di quello che vogliamo fare in questo angolo di Maremma Toscana, a Scansano. La ricerca nasce dalla curiosità di voler provare sempre qualcosa di nuovo. Una nuova tecnica di allevamento, un nuovo clone di sangiovese, un nuovo metodo di vinificazione. Il rispetto ci indica il confine da non superare, è la linea di mezzeria della strada che vogliamo percorrere. Il rispetto dell'ambiente, il rispetto del terroir, il rispetto della tipicità e delle tradizioni locali, il rispetto per i nostri lavoratori, il rispetto per i nostri clienti. Infine la parola espressione non è scelta a caso. E' il sangiovese che si esprime nei nostri vini. E' il sangiovese che combinandosi alle caratteristiche del nostro terroir esalta la sua personalità e la fonde con la mineralità e la sapidità della nostra terra.

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