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Montepulciano d'Abruzzo Praesidium - Enoteca Telaro

Montepulciano d'Abruzzo DOC Praesidium 2015

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  • DenominazioneDenominazione:Montepulciano d'Abruzzo DOCG
  • UveUve:100% Montepulciano
  • ColoreColore:Rosso Granato
  • OdoreOdore: Speziato con sentori di liquirizia, fruttato e tendenza all'etereo
  • SaporeSapore:Morbido, Intenso ed Equilibrato
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:18 - 20° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Si accompagna mirabilmente ad agnello, capretto, pecorini, cacciagione e a tutti i piatti della tradizione abruzzese dell’entroterra
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Dalla macerazione a contatto con le bucce delle uve Montepulciano d’Abruzzo e dal lungo periodo di maturazione nascono le Riserve, rossi longevi e complessi. E’ disponibile un’ampia selezione di Riserve a cominciare dalla vendemmia 1990. Si accompagnano mirabilmente ad agnello, capretto, pecorini, cacciagione e a tutti i piatti della tradizione abruzzese dell’entroterra

CARATTERISTICHE

Il vino non viene né pastorizzato né filtrato, ma subisce solo decantazione naturale tramite opportuni travasi. I solfiti vengono aggiunti in quantità molto inferiori al limite massimo imposto dalla certificazione biologica

ABBINAMENTI

Si accompagnano mirabilmente ad agnello, capretto, pecorini, cacciagione e a tutti i piatti della tradizione abruzzese dell’entroterra

REGIONE: ABRUZZO

Abruzzo

In passato l'Abruzzo è stato il regno incontrastato di cantine sociali che hanno fornito i grandi imbottigliatori del Nord Italia e non solo. Anche per questo il suo vasto territorio non è stato studiato e suddiviso in base alle diverse potenzialità viticole, fermandosi in sostanza alle due grandi tipologie locali, il Trebbiano per i bianchi e il Montepulciano per i rossi, che si possono coltivare quasi ovunque all'interno delle due Doc regionali. L'unica Docg presente è quella del Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane, che è limitata a una trentina di comuni in provincia di Teramo e impone Montepulciano in purezza o con un massimo di 10% di Sangiovese.

Eppure a livello viticolo, e più in generale paesaggistico, l'Abruzzo è una delle regioni più incontaminate in Italia: ricoperto per un terzo della superficie di colline e per due terzi di montagne, mentre i paesaggi nel resto della penisolariflettono quasi sempre la presenza dell'uomo, in Abruzzo è ancora possibile viaggiare per decine di chilometri all'interno di terre selvagge e quasi disabitate, e attraversando borghi medioevali perfettamente conservati in un'atmosfera idilliaca salire sino a Campo Imperatore, l'altopiano sotto il Gran Sasso, il massiccio più elevato degli appennini, meta di sciatori d'inverno e di pastori con le loro greggi e mandrie d'estate.

Il vino abruzzese riflette dunque questo carattere rurale antico, e bere questi vini dovrebbe essere un gesto da associare a un viaggio in questa terra incantata.

Le province di Teramo, Pescara e Chieti sono le più ricche dal punto di vista enologico, e Chieti è quella con il maggior numero di centri di produzione. Tuttavia, come si entra in Abruzzo dal nord si è subito nel territorio di Controguerra, ad altissima vocazione vitivinicola tanto da aver ottenuto dall'agosto 1996 il diritto a una propria DOC. Qui è già zona di sosta, di visita alle cantine e di assaggi. Si prosegue verso sud e s'incontrano più avanti Torano Nuovo, Notaresco, Loreto Aprutino, quindi San Martino sulla Marruccina, Tollo, Lanciano, Casalbordino, Atessa. L'attenzione maggiore va riservata alle riserve e ai Cru. A Controguerra si segnala il Montepulciano d'Abruzzo "Zanna" di Illuminati, a Notaresco il "Bacco" di Nicodemi, a San Martino sulla Marrucina il "Villa Gemma" e il "Marina Cvetic" di Masciarelli, a Rosciano "Incanto" e "Inferi" di Marramiero e, a Loreto Aprutino, il mitico Montepulciano d'Abruzzo di Edoardo Valentini, riconosciuto all'unanimità come uno dei più grandi vini italiani. Notevole specialità dell'Abruzzo sono anche i rosati, qui detti Cerasuoli, che non hanno rivali in nessun'altra regione d'Italia, al di fuori delle Puglie. Del resto sono decisamente pochi anche i rosati stranieri capaci di reggere il confronto con questi piccoli gioielli dell'enologia nazionale.

VITIGNO: MONTEPULCIANO

Montepulciano

LA PIANTA

Il Montepulciano ha un grappolo di media grandezza e compattezza, quasi sempre alato, di forma piramidale o conica. L'acino è medio, dalla forma leggermente allungata, dotato di spessa e consistente buccia pruinosa, dal colore nero violaceo. Tradizionalmente allevato a tendone per ottenere risultati intensivi, supporta con ottimi risultati qualitativi potature corte e impianti fitti. La maturazione avviene sempre in epoca piuttosto avanzata e la raccolta è effettuata a partire dalle prime settimane di ottobre.

IL VINO

La generosità dell'uva Montepulciano non deve far dimenticare la sua potenziale propensione ad accenti rustici, tipici delle uve del Centrosud. Lo sforzo dei migliori produttori contemporanei è stato volto a creare vini eccellenti, degli di essere annoverati tra i migliori del mondo per capacità espressiva, date la potenza, la struttura, l'eleganza e l'ampiezza delle sfumature olfattive, superbe anche con l'invecchiamento. I vini rossi a base Montepulciano si caratterizzano per i nitidi rimandi alla ciliegia e alla marasca, per la piena struttura apportata da tannini fitti, morbidi, poco aggressivi e per il finale sostenuto da una notevole forza estrattiva e alcolica. Queste caratteristiche li hanno per anni relegati al ruolo di apprezzati vini da taglio e ne hanno ritardato la piena diffusione e la conoscenza. L'uva si presta inoltre a una molteplicità di interpretazioni, come la vinificazione in bianco per vini fermi o per una base spumantistica. Tradizionalmente importante è l'utilizzo neli vini rosati tra cui il Cerasuolo d'Abruzzo, cui regala intensi profumi e struttura adeguata.

Regione
Abruzzo
Denominazione
Montepulciano d'Abruzzo DOC
Uve
Montepulciano
Colore
Rosso Granato
Odore
Speziato
Sapore
Morbido
Gradazione (% vol.)
14

L'azienda Praesidium viene fondata nel 1988 da Enzo Pasquale e sua moglie Lucia. Il loro credo è quello di ottenere uve sane con metodi semplici e tradizionali. Rese bassissime, lavorazione manuale del sotto fila e interventi solo con rame e zolfo secondo i protocolli biologici. Sulle pendici del Monte Prezza si inerpica il paesino in cui ha sede la cantina, più a valle i vigneti a circa 400 metri sul mare. Il carattere dei vini proposti sono inversamente proporzionali a quello di Ottaviano che ora si occupa dell'azienda insieme a sua sorella Antonia: estroverso e potente il primo, riservato e mite il secondo, ma deciso ad ottenere un grande vino dai cloni di Montepulciano che da secoli allignano nella Valle Peligna. Il trebbiano d'Abruzzo 2017 non è stato prodotto a causa dei cinghiali spinti a valle dagli incendi estivi appiccati nella zona che hanno trovato nelle uve in fase di maturazione cibo prelibato.

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