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Moscato Bianco Puglia IGP Morasinsi  enoteca Telaro
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Moscato Bianco Puglia IGP Morasinsi  enoteca Telaro
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Moscato Bianco Puglia IGP Morasinsi 2018

7,24 € 8,93 € -19%
  • DenominazioneDenominazione:Puglia IGP
  • UveUve:Moscato
  • ColoreColore:Bianco
  • OdoreOdore:Ricco e intenso, si esprime con sentori di pesca e note di fiori freschi
  • SaporeSapore:Secco,fresco e di piacevole struttura
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12.5% vol.
  • FormatoFormato:75 CL
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:8 - 10° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Ricci,ostriche e cozze anche con formaggi freschi

Ordinalo entro 14 ore e 34 minuti per riceverlo tra Mercoledì 19 maggio e Giovedì 20 maggio

Quattro vigne e quattro soci sono le fondamenta del nuovo progetto Tempa di Zoè che coinvolge la cantina campana Feudi di San Gregorio, Francesco Domini, Vincenzo D’Orta e Bruno De Conciliis. L’obiettivo comune è quello di portare nuova attenzione verso un territorio ad altissima vocazione enoica come il Cilento e di proseguire il percorso iniziato dalla D’Orta – De Conciliis con l’ingresso di Feudi di San Gregorio e Francesco Domini, quest’ultimo molto legato al Cilento, suo territorio di nascita. Il nome Tempa di Zoè non è solo riferito a un luogo fisico ma è soprattutto una dichiarazione di intenti. Le “tempe”, dolci colline che si rincorrono al mare, caratterizzano da nord a sud il Cilento. Zoè, è la parola greca che indica l’essenza della vita; il principio universale comune al mondo animale, vegetale e minerale.

CARATTERISTICHE

Aglianico Zero IGT Tempa di Zoè è di colore Rubino compatto con venature porpora. All’olfatto si susseguono note di visciole in confettura, ciliegia sotto spirito, mora di rovo, scorzetta di arancia sanguinella, pepe rosa in grani, cannella, cardamomo, liquirizia dolce, humus, polvere di cacao, felce e sottobosco intrecciati a sbuffi minerali. Al gusto rivela morbidezza, piena freschezza e tannini ben serrati e scalpitanti. Epilogo pulito con rimandi ai piccoli frutti rossi. Vinificazione in acciaio e maturazione in botte grande per trentasei mesi.

ABBINAMENTI

Aglianico Zero IGT Tempa di Zoè si abbina con Spezzatino di vitello con patate, Timballo di maccheroni

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Puglia
Provenienza
Italia
Uve
Moscato
Gradazione (% vol.)
12.5
Contenuto
1.5 L
Tipologia
Bianco
AGLARA
6 Articoli

Morasinsi è Sveva e Peter, giovani appassionati di viticoltura e amanti della natura. Producono vini dalle loro uve di qualità, lavorando a una produzione vitivinicola allo stesso tempo tradizionale e innovativa. Coltivano con amore uve autoctone e internazionali. I metodi di coltivazione seguono i principi dell’agricoltura sostenibile: in campagna si impegnano a mantenere l’ecosistema vigneto in equilibrio. In questo modo il loro vigneto è un ecosistema vivo e sano, nel quale vite, viticoltore, insetti utili e piante spontanee convivono e lavorano sinergicamente, aspetto per loro fondamentale per la produzione di uve di qualità. Le uve vengono vendemmiate a mano, riposte in cassette e giungono in cantina in pochi minuti, a chilometro zero. In cantina lavorano con passione, personalità e gusto della ricerca. Per la vinificazione utilizziano vasche di cemento e adottano la tecnica della macerazione sulle bucce per una parte dei vini bianchi. Al termine della fermentazione, i vini proseguono l’affinamento in cemento oppure vengono messi a maturare in barrique e in anfore. Lasciano i loro vini ad affinare sulle fecce fini per diversi mesi, per apportare ai vini struttura e complessità organolettica.

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