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Nù Litr Bianco Puglia IGT Progetto Calcarius - Enoteca Telaro
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Nù Litr Bianco Puglia IGT Progetto Calcarius 2019

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11,22 € 13,85 € -19%
  • DenominazioneDenominazione:Puglia IGP
  • UveUve:Bombino 100%
  • ColoreColore:Vino non filtrato e illimpidito
  • OdoreOdore:Molto fruttato
  • SaporeSapore:Acidità lunga ed elegante dalla beva facile. Finale preciso dove si distinguono nettamente sapori agrumati come il limone e l’arancia
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:10.5% vol.
  • FormatoFormato:100 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Seppie all'insalata
Ordinalo entro 1 ore e 56 minuti per riceverlo tra Mercoledì 19 maggio e Giovedì 20 maggio

Siamo ad Apricena - pieno Parco nazionale del Gargano - primo polo estrattivo del meridione, dove il calcare è l’elemento distintivo del territorio. Grazie allo stretto legame con la sua terra, Valentina Passalacqua ha adottato sin dall’inizio un approccio agronomico organico e, a seguito di un lungo periodo di osservazione e studio, ha maturato una conoscenza profonda del terroir. Valentina, dopo vari anni di produzione, ha sentito l'esigenza di isolare all'interno delle proprie vigne alcune parcelle caratterizzate da suolo esclusivamente calcareo di tipo kimmeridgiano. Nasce così il Progetto Calcarius: vini di terroir minerali, tesi e senza compromessi. In azienda si allevano varietà autoctone che sono il frutto di una contaminazione storico-culturale che affonda le radici nella Magna Grecia: Nero di Troia, Bombino, Greco, Falanghina, Negroamaro e Aleatico anzitutto. L’approccio in cantina oculatamente non interventista fa il resto. Quello indicati su tutte le etichette sono il numero atomico (20) ed il peso atomico (40.08) dell'elemento chimico del calcio (Ca).

CARATTERISTICHE

Nù Litr Bianco Puglia IGT Progetto Calcarius è un vino deciso e di grande carattere. Al naso presenta note di limone, arancia e pere. In bocca è segnato da spiccata acidità tipica del vitigno, salino e molto deciso con ritorni di limone e ananas. Bottiglia da un litro.

ABBINAMENTI

Nù Litr Bianco Puglia IGT Progetto Calcarius da accostare a un antipasto come delle seppie all'insalata

REGIONE: PUGLIA

Puglia

La Puglia è una gigantesca zolla calcarea che si allunga per quasi un terzo dell'Italia, detenendo il primato italiano di estensione delle costa: 762 km bagnati dai mari Adriatico e Ionio.

Vino pugliese significa vino mediamente buono ed economico da bere a tutto pasto e quotidianamente. Questa regola ha trovato negli ultimi anni le sue eccezioni con vini che si sono raffinati stilisticamente muovendosi verso una maggior nitidezza e finezza, a cominciare dai Rosati, che qui si producono in modo significativo dagli anni '40. Anche sui rossi, dove continua a essere rilevante la produzione di Sangiovese, i vitigni che sono riusciti a trovare una propria identità territoriale come il Primitivo e il Negroamaro, che hanno scavalcato il Montepulciano in termini di ettari vitati, seguiti da Malvasia Nera e Nero di Troia, che si coltiva prevalentemente nella parte settentrionale della regione.

Un'altra tendenza da rilevare soprattutto nei bianchi è un progressivo abbandono di un gusto internazionale per rivolgersi a una maggiore territorialità, e questo ha spostato l'attenzione da vitigni come lo Chardonnay a varietà locali come Bombino Bianco, Malvasia Bianca, Pampanuto o Veredca, oltre che agli ottimi Fiano, Greco e Falanghina molto diffusi anche in Campania.

Tre vitigni rossi importanti come il Primitivo, il Negroamaro e l'Uva di Troia stanno riuscendo a dare una buona immagine di originalità alla regione, anche se gli appassionati a volte lamentano ancora la mancanza di una precisa territorialità nel momento dell'assaggio. I rosati rappresentano da sempre una bandiera importante per l'enologia pugliese e hanno fatto conoscere la regione nel mondo.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

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Siamo ad Apricena - pieno Parco nazionale del Gargano - primo polo estrattivo del meridione, dove il calcare è l’elemento distintivo del territorio. Grazie allo stretto legame con la sua terra, Valentina Passalacqua ha adottato sin dall’inizio un approccio agronomico organico e, a seguito di un lungo periodo di osservazione e studio, ha maturato una conoscenza profonda del terroir. Valentina, dopo vari anni di produzione, ha sentito l'esigenza di isolare all'interno delle proprie vigne alcune parcelle caratterizzate da suolo esclusivamente calcareo di tipo kimmeridgiano. Nasce così il Progetto Calcarius: vini di terroir minerali, tesi e senza compromessi. In azienda si allevano varietà autoctone che sono il frutto di una contaminazione storico-culturale che affonda le radici nella Magna Grecia: Nero di Troia, Bombino, Greco, Falanghina, Negroamaro e Aleatico anzitutto. L’approccio in cantina oculatamente non interventista fa il resto. Quello indicati su tutte le etichette sono il numero atomico (20) ed il peso atomico (40.08) dell'elemento chimico del calcio (Ca).

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