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Palizzi Malaspina - Enoteca Telaro

Palizzi Malaspina 2014

11,64 € 13,85 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Rosso IGT
  • UveUve:Nerello 50%, Nerello Cappuccio 30%, Castiglione 20% 
  • ColoreColore:Granato intenso e luminoso
  • OdoreOdore:Ha un bel naso di macchia mediterranea, gelso nero, fiori di campo e foglia di tabacco
  • SaporeSapore:Al palato è altrettanto interessante, con sensazioni balsamiche, frutta e tannino in mirabile equilibrio
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Anatra all'arancia
Ordinalo entro 9 ore e 11 minuti per riceverlo Lunedì 27 gennaio

DESCRIZIONE

Edward Lear, paesaggista inglese che nel 1847 percorse a piedi i sentieri della Calabria, definì quello che oggi è conosciuto come “il sentiero dell’inglese”. Rimase così affascinato da Palizzi e Pietrapennata, pittoresche e suggestive, da lasciarci bellissime immagini e memorie delle tradizioni e la cultura di allora. Apprezzò molto il vino, che sa secoli veniva prodotto qui e che ancora oggi è orgoglio e vanto dei pochi produttori. In questi anni si sta lavorando per restituire l’antica luce ai vigneti, ma il vino che viene prodotto oggi è il risultato di un’eredità di tradizioni e ampiezza ampelografica lasciataci dagli antenati greci.

CARATTERISTICHE

Il Palizzi è delicatamente fruttato, ben strutturato e discretamente tannico.

ABBINAMENTI

Con guastedde di pane, maccheroni con il pecorino o la ricotta salata, capretto allo spiedo, salsiccia di cinghiale e pecorino stagionato.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Dettagli del prodotto

Regione
Campania
Denominazione
Terre del Volturno IGT
Uve
Fiano
Pallagrello Bianco
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
12.5
Contenuto
75 Cl

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