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Palizzi Malaspina - Enoteca Telaro
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Palizzi Malaspina 2014

Malaspina
11,64 € 13,85 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Rosso IGT
  • UveUve:Nerello 50%, Nerello Cappuccio 30%, Castiglione 20% 
  • ColoreColore:Granato intenso e luminoso
  • OdoreOdore:Ha un bel naso di macchia mediterranea, gelso nero, fiori di campo e foglia di tabacco
  • SaporeSapore:Al palato è altrettanto interessante, con sensazioni balsamiche, frutta e tannino in mirabile equilibrio
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Anatra all'arancia
Ordinalo entro 9 ore e 42 minuti per riceverlo tra Mercoledì 15 luglio e Giovedì 16 luglio

Edward Lear, paesaggista inglese che nel 1847 percorse a piedi i sentieri della Calabria, definì quello che oggi è conosciuto come “il sentiero dell’inglese”. Rimase così affascinato da Palizzi e Pietrapennata, pittoresche e suggestive, da lasciarci bellissime immagini e memorie delle tradizioni e la cultura di allora. Apprezzò molto il vino, che sa secoli veniva prodotto qui e che ancora oggi è orgoglio e vanto dei pochi produttori. In questi anni si sta lavorando per restituire l’antica luce ai vigneti, ma il vino che viene prodotto oggi è il risultato di un’eredità di tradizioni e ampiezza ampelografica lasciataci dagli antenati greci.

CARATTERISTICHE

Il Palizzi è delicatamente fruttato, ben strutturato e discretamente tannico.

ABBINAMENTI

Con guastedde di pane, maccheroni con il pecorino o la ricotta salata, capretto allo spiedo, salsiccia di cinghiale e pecorino stagionato.

REGIONE: CALABRIA

Calabria

Nel generale risveglio produttivo del Sud di questi ultimi vent’anni, la Calabria è la regione che ha meno sfruttato le proprie potenzialità. Resta vero che il vitigno Gaglioppo può produrre ottimi vini, come dimostrano alcuni produttori di grande qualità con i loro Cirò, e anche il Magliocco sta vivendo un bel momento di affermazione. La Calabria è una delle regioni più interessanti da studiare per gli ampelografi, poiché ancora oggi nei vigneti più remoti e inaccessibili continuano a essere scoperti antichi vitigni, veri tesori di archeologia botanica da analizzare, catalogare e valorizzare. Purtroppo la viticoltura calabrese è in ritardo rispetto al resto dell’Italia: a oggi conta poco meno di 9.000 ettari vitati e costituisce circa l’1% della produzione italiana. Il patrimonio di territori e ambienti molto vari – dalle ampie escursioni termiche degli Appennini al clima tipicamente mediterraneo delle coste tirreniche e ioniche, in cui molte zone sono ancora incontaminate e c’è grande biodiversità vegetale – non è sfruttato come meriterebbe, e questo penalizza l’immagine di una regione che resta più conosciuta per la produzione di olio di oliva e agrumi che per i suoi vini. Pochi imprenditori hanno deciso di investire autonomamente, a cominciare da Nicodemo Librandi, che per primo ha esaltato appieno le qualità del Gaglioppo, il principale vitigno coltivato in Calabria, e anche del Magliocco, un altro autoctono recentemente rivalutato in purezza. Per fortuna altri viticoltori stanno seguendo questo esempio producendo vini ambiziosi. Se in quasi tutte le Doc i vitigni principalmente utilizzati sono Gaglioppo, Magliocco e Greco Bianco, la Denominazione più conosciuta è sicuramente quella del Cirò Rosso, localizzata a nord di Crotone nei comuni di Cirò, Cirò Marina e in parte nei territori dei comuni di Melissa e Crucoli. Degna di nota all’estremo sud, in provincia di Reggio Calabria, anche la piccolissima Doc Greco di Bianco, limitata al comune omonimo e in parte all’adiacente Casignana, in cui si realizza un vino passito poco conosciuto ma molto piacevole. Ma c’è un altro vino dolce da meditazione veramente unico: il Moscato Passito di Saracena, prodotto esclusivamente a Saracena, centro di 4.000 abitanti nell’entroterra cosentino. Un vino che si ottiene con una procedura antichissima che prevede l’unione di succo di uve Malvasia, Odoacra e Guarnaccia – fatte bollire e poi concentrate in modo da aumentarne grado alcolico e contenuto zuccherino – con un mosto pressato a mano da uve Moscatello leggermente appassite dopo la raccolta. Il risultato della successiva, lenta e paziente fermentazione è un nettare color ambra, dal sapore di miele e frutti esotici che evoca memorie di terre orientali.

Nerello mascalese

LA PIANTA

Il grappolo è grande, conico o piramidale, allungato e alto. L'acino è medio, ellittico, con buccia pruinosa, spessa e di colore blu chiaro. La produzione della pianta è abbondante ma non molto costante; le uve maturano tardivamente, attorno alla seconda decade di ottobre

IL VINO

Esclusivamente impiegato per la vinificazione, il Nerello Mascalese si può trovare da solo o in abbinamento ad altre uve, bianche o nere. Vinificato in assenza di vinacce, dà origine alla famosa "pesta in botte" della zona etnea. Lavorato in modo tradizionale dà un vino di colore rosso carico, con profumi intensi di viola, piccoli frutti rossi e spezie, dal gusto pieno, caldo e asciutto

Regione
Campania
Denominazione
Terre del Volturno IGT
Uve
Fiano
Pallagrello Bianco
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
12.5
Contenuto
75 Cl

L’Azienda Vinicola Malaspina nasce nel 1967, quando Consolato Malaspina decide di trasformare il suo grande interesse per il mondo enologico, in una vera e propria passione, impegnandovi il proprio futuro. Da allora si dedica con perseveranza e dedizione alla produzione di vini, avvalendosi delle risorse di una terra profondamente vocata.

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