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Pallagrello Bianco IGP Vigne Chigi 2018

Pallagrello Bianco IGP Vigne Chigi 2018

8,74 € 10,41 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Terre del Volturno IGP
  • UveUve:Pallagrello Bianco 100%
  • ColoreColore:Dorato pieno, illuminato da lampi paglierino.
  • OdoreOdore:Intenso ed ampio sciorina in prima battuta nette sfumature di ananas, papaia, melone estivo e mango maturi, quindi vira su impressioni floreali e vegetali di ginestra, camomilla, mughetto, salvia ed origano, il tutto scandito da intensi rintocchi minerali. 
  • SaporeSapore:Equilibrato e strutturato il sorso, ritmato da agile freschezza e stuzzicante vena sapida, in ottima sintonia con la soave massa glicerica. Persistente la chiosa, incentrata su ricordi di erbe aromatiche. Vinificato in barrique, quindi matura per sei mesi in acciaio. Segue affinamento in bottiglia per altri sei.
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10-12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Risotto con piselli pancetta e maggiorana
Ordinalo ora per riceverlo tra Martedì 18 e Mercoledì 19 maggio

Una passione travolgente, un sogno da realizzare, il richiamo ancestrale della terra, una filosofia di vita hanno fatto nascere Vigne Chigi. Inseriti in un contesto naturale di straordinaria bellezza, in un’area dove i terreni sono da secoli vocati alla viticoltura, dopo anni di sola coltivazione, abbiamo deciso di vinificare in proprio le nostre uve. Ai nostri vigneti dedichiamo ogni giorno lavoro, attenzione e tanta passione con l’obiettivo di creare un vino unico, capace di valorizzare un patrimonio territoriale assolutamente straordinario. La nostra idea è che i nostri vini, per essere unici ed eccellenti, debbano essere anche in grado di esprimere la tipicità che solo le nostre terre baciate dal sole sanno dare. Da qui la grande fiducia verso due vitigni autoctoni: Casavecchia e Pallagrello bianco e nero, capaci di creare vini inconfondibili e di grande personalità. Si tratta di vitigni antichi che i Borbone scoprirono sin dall’inizio del loro regno e da cui ottenevano vini da servire a corte unitamente ai grandi vini stranieri. Ferdinando IV apprezzò talmente queste uve da ordinare ai giardinieri di corte di inserirli in due dei dieci raggi della spettacolare “Vigna del ventaglio”. Ecco il motivo, coltivando vitigni del territorio cari ai Borbone, della scelta della riproduzione sulle etichette dei cani da caccia reali, altra grande passione dei sovrani. La posizione dell’azienda è l’ideale per coloro che soggiornano nella zona che potranno così unire la passione per l’arte a quella enogastronomica e conoscere la cultura e le tradizioni del nostro territorio.

CARATTERISTICHE

Pallagrello Bianco IGP Vigne Chigi è di colore Giallo paglierino abbastanza carico. Al naso è possibile percepire originalissimi sentori di melone, mandorla, fiori di ginestra e menta.In bocca presenta una eccellente sapidità, ottime sono la persistenza e la rispondenza gusto-olfattiva;

ABBINAMENTI

Pallagrello Bianco IGP Vigne Chigi si abbina con risotto con piselli pancetta e maggiorana

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Uve
Pallagrello Bianco
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl
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Una passione travolgente, un sogno da realizzare, il richiamo ancestrale della terra, una filosofia di vita hanno fatto nascere Vigne Chigi.Inseriti in un contesto naturale di straordinaria bellezza, in un’area dove i terreni sono da secoli vocati alla viticoltura, dopo anni di sola coltivazione, abbiamo deciso di vinificare in proprio le nostre uve.Ai nostri vigneti dedichiamo ogni giorno lavoro, attenzione e tanta passione con l’obiettivo di creare un vino unico, capace di valorizzare un patrimonio territoriale assolutamente straordinario. La nostra idea è che i nostri vini, per essere unici ed eccellenti, debbano essere anche in grado di esprimere la tipicità che solo le nostre terre baciate dal sole sanno dare.Da qui la grande fiducia verso due vitigni autoctoni: Casavecchia e Pallagrello bianco e nero, capaci di creare vini inconfondibili e di grande personalità.Si tratta di vitigni antichi che i Borbone scoprirono sin dall’inizio del loro regno e da cui ottenevano vini da servire a corte unitamente ai grandi vini stranieri. Ferdinando IV apprezzò talmente queste uve da ordinare ai giardinieri di corte di inserirli in due dei dieci raggi della spettacolare “Vigna del ventaglio”.Ecco il motivo, coltivando vitigni del territorio cari ai Borbone, della scelta della riproduzione sulle etichette dei cani da caccia reali, altra grande passione dei sovrani.La posizione dell’azienda è l’ideale per coloro che soggiornano nella zona che potranno così unire la passione per l’arte a quella enogastronomica e conoscere la cultura e le tradizioni del nostro territorio.

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