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PPallagrello Bianco L'Oca Guardiana Che Dorme Beata - Enoteca Telaro
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Pallagrello Bianco L'Oca Guardiana Che Dorme Beata Aia Delle Monache 2018

10,95 € 13,03 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Terre del Volturno IGP
  • UveUve:Pallagrello Bianco 100%
  • ColoreColore:Cristallino, giallo paglierino vivo
  • OdoreOdore:Sentori abbastanza intensi al naso sentori di frutta fresca ed esotica
  • SaporeSapore:Piacevolmente armonico ed equilibrato al gusto
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.0% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10/12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Antipati di mare, spaghetti alle vongole
Ordinalo entro 49 minuti per riceverlo tra Martedì 9 marzo e Mercoledì 10 marzo

L' espressione fresca e giovane del Pallagrello Bianco. Ottenuto dalla vinificazione delle uve del vigneto di proprietà situato nella zona collinare di Castel Campagnano, condotto con tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente.

CARATTERISTICHE

Pallagrello Bianco L'Oca Guardiana Che Dorme Beata Aia Delle Monache, colore cristallino, paglierino vivo; abbastanza intensi al naso sentori di frutta fresca ed esotica, piacevolmente armonico ed equilibrato al gusto.

ABBINAMENTI

Pallagrello Bianco L'Oca Guardiana Che Dorme Beata Aia Delle Monache, si abbina con antipasti di mare, spaghetti lle vongole.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

Regione
Campania
Denominazione
Terre del Volturno IGP
Colore
Giallo Paglierino
Odore
Fruttato
Sapore
Armonico
Gradazione (% vol.)
13
Contenuto
75 Cl
36 Articoli

Solo due piccoli vigneti, due ettari e mezzo di terreno impiantati nei primi anni duemila con i vitigni autoctoni casertani Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia. Le vigne, attraversando primi strati di suolo sabbioso/argilloso mediamente pesante, oggi sono arrivate a poggiare le proprie radici sulle arenarie di Caiazzo. Guardano da un lato, verso nord, il massiccio del Matese e dall’altro, verso sud-est, il monte Taburno e il Sannio. La strada che conduce al Convento degli Angeli segna il confine tra la vigna di Ruviano, a 280 m s.l.m. esposta a nord e coltivata a Pallagrello Bianco, e quella di Castel Campagnano, a 260 m s.l.m. esposta a sud-est e coltivata con tutte le tre varietà di uve. Le vigne sono tutte a spalliera con una densità media di 5.000 ceppi ad ettaro ed allevate a Guyot.

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