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Piana dei Sassi Rosato IGP Morasins Enoteca Telaro
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Piana dei Sassi Rosato IGP Morasinsi 2018

Non disponibile
8,76 € 10,82 € -19%
  • DenominazioneDenominazione:Puglia IGP
  • UveUve:100% Aglianico
  • ColoreColore:Rosè
  • OdoreOdore:Di un bel rosa cerasuolo alla vista, al naso sprigiona intense sensazioni fruttate, con note di piccoli frutti rossi ed erbe aromatiche in evidenza
  • SaporeSapore: In bocca è fresco e gradevolmente sapido, con un sorso fruttato, divertente e agile
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:11.5% vol.
  • FormatoFormato:75 CL
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:8- 10° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Antipasti di pesce, Salumi, Secondi di pesce, Torte salate

L’Aglianico Rosato “Piana dei Sassi” di Morasinsi è ottenuto da uve coltivate e raccolte a mano all’interno della denominazione Puglia IGT. Offre piacevoli e fresche note di piccoli frutti rossi e grazie ad una vinificazione il più possibile naturale riflette nel sorso sia le peculiarità del varietale che quelle del terroir, dal suolo calcareo e ricco di scheletro, con pietre, minerali e roccia in superficie. Vinificato completamente in vasche di cemento è un vino da stappare in tutte le occasioni informali e da servire come aperitivo.

CARATTERISTICHE

Piana dei Sassi Rosato IGP Morasinsi è di un bel rosa cerasuolo alla vista, al naso sprigiona intense sensazioni fruttate, con note di piccoli frutti rossi ed erbe aromatiche in evidenza. In bocca è fresco e gradevolmente sapido, con un sorso fruttato, divertente e agile.

ABBINAMENTI

Piana dei Sassi Rosato IGP Morasinsi si abbina con svariate preparazioni a base di pesce e carne bianca leggera. Primi piatti al pomodoro, affettati e salumi non troppo stagionati.

REGIONE: PUGLIA

Puglia

La Puglia è una gigantesca zolla calcarea che si allunga per quasi un terzo dell'Italia, detenendo il primato italiano di estensione delle costa: 762 km bagnati dai mari Adriatico e Ionio.

Vino pugliese significa vino mediamente buono ed economico da bere a tutto pasto e quotidianamente. Questa regola ha trovato negli ultimi anni le sue eccezioni con vini che si sono raffinati stilisticamente muovendosi verso una maggior nitidezza e finezza, a cominciare dai Rosati, che qui si producono in modo significativo dagli anni '40. Anche sui rossi, dove continua a essere rilevante la produzione di Sangiovese, i vitigni che sono riusciti a trovare una propria identità territoriale come il Primitivo e il Negroamaro, che hanno scavalcato il Montepulciano in termini di ettari vitati, seguiti da Malvasia Nera e Nero di Troia, che si coltiva prevalentemente nella parte settentrionale della regione.

Un'altra tendenza da rilevare soprattutto nei bianchi è un progressivo abbandono di un gusto internazionale per rivolgersi a una maggiore territorialità, e questo ha spostato l'attenzione da vitigni come lo Chardonnay a varietà locali come Bombino Bianco, Malvasia Bianca, Pampanuto o Veredca, oltre che agli ottimi Fiano, Greco e Falanghina molto diffusi anche in Campania.

Tre vitigni rossi importanti come il Primitivo, il Negroamaro e l'Uva di Troia stanno riuscendo a dare una buona immagine di originalità alla regione, anche se gli appassionati a volte lamentano ancora la mancanza di una precisa territorialità nel momento dell'assaggio. I rosati rappresentano da sempre una bandiera importante per l'enologia pugliese e hanno fatto conoscere la regione nel mondo.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Puglia
Provenienza
Italia
Uve
Aglianico
Gradazione (% vol.)
11.5
Contenuto
1.5 L
Tipologia
Rosé
AGLARA

Morasinsi è Sveva e Peter, giovani appassionati di viticoltura e amanti della natura. Producono vini dalle loro uve di qualità, lavorando a una produzione vitivinicola allo stesso tempo tradizionale e innovativa. Coltivano con amore uve autoctone e internazionali. I metodi di coltivazione seguono i principi dell’agricoltura sostenibile: in campagna si impegnano a mantenere l’ecosistema vigneto in equilibrio. In questo modo il loro vigneto è un ecosistema vivo e sano, nel quale vite, viticoltore, insetti utili e piante spontanee convivono e lavorano sinergicamente, aspetto per loro fondamentale per la produzione di uve di qualità. Le uve vengono vendemmiate a mano, riposte in cassette e giungono in cantina in pochi minuti, a chilometro zero. In cantina lavorano con passione, personalità e gusto della ricerca. Per la vinificazione utilizziano vasche di cemento e adottano la tecnica della macerazione sulle bucce per una parte dei vini bianchi. Al termine della fermentazione, i vini proseguono l’affinamento in cemento oppure vengono messi a maturare in barrique e in anfore. Lasciano i loro vini ad affinare sulle fecce fini per diversi mesi, per apportare ai vini struttura e complessità organolettica.

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