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Piedirosso Cantine Federiciane - Enoteca Telaro

Piedirosso Cantine Federiciane 2018

6,68 € 7,95 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Campi Flegrei DOC
  • UveUve:Piedirosso in purezza
  • ColoreColore:Colore rosso rubino più o meno intenso tendente al granato
  • OdoreOdore:Bouquet con profumo intenso e caratteristico
  • SaporeSapore:Sapore asciutto, armonico, aroma di marasca
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Primi piatti, piatti a base di carne, piatti di pesce corposi come la “Zuppa di pesce”
Ordinalo entro 16 ore e 59 minuti per riceverlo tra Martedì 9 marzo e Mercoledì 10 marzo

I Campi Flegrei sono costituiti da un insieme complesso di strutture geologiche, generate da eruzioni relative a più cicli vulcanici. Le rocce più antiche sono databili tra i 47.000 e i 37.000 anni fa, stratigraficamente sottoposti alle formazioni dei tufi. Altro deposito antico e connesso probabilmente con un ciclo di maggiore attività dei Campi Flegrei e Procida o della Piana Campana, è quello della catastrofica eruzione dell’Ignimbrite Campana (42.000-24.000 anni fa), i cui depositi si rinvengono fino all’Appennino a quote di 1000 m s.l.m.Circa 11000 anni fa, dopo un lungo periodo di stasi, l’attività vulcanica riprese con il ciclo dei cosiddetti “tufi gialli”. Le formazioni di tufo giallo costituiscono l’ossatura dei rilievi collinari napoletani e flegrei. Nel ciclo recente fanno parte anche i vulcani di Agnano, Astroni, Solfatara, Baia e Averno.

CARATTERISTICHE

Colore rosso rubino più o meno intenso tendente al granato con l’invecchiamento; bouquet con profumo intenso e caratteristico, sapore asciutto, armonico, aroma di marasca

ABBINAMENTI

Primi piatti, piatti a base di carne, piatti di pesce corposi come la “Zuppa di pesce”

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PIEDIROSSO

Piedirosso

LA PIANTA

Come la maggior parte delle varietà che hanno in comune una storia molto antica, anche il piedirosso si suddivide in numerosi biotipi, tra i quali bisogna ricordare lo Streppa Verde dell'isola di Ischia che non presenta la caratteristica colorazione rossa del pedicello. Neanche le descrizioni concordano sempre tra di loro. Calò, Costacurta e Scienza descrivono il Piedirosso come un vitigno vigoroso con produzione abbondante e costante, dal grappolo medio o grande, tronco-piramidale spargolo, munito di due ali e dagli acini abbastanza grandi, sferici, di colore violaceo intenso e dalla buccia pruinosa e quasi coriacea. Manzo e Monaco invece lo descrivono come un vitigno molto vigoroso, dalla scarsa fertilità e dalla produzione non eccessiva, dal grappolo piccolo, conico-piramidale spargolo e senza ali, dagli acini piccoli e rotondi, di colore blu-nero. Per tutti il Piedirosso matura abbastanza presto, tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

IL VINO

I vini prodotti dall'antico Palombino hanno goduto presso gli autori del passato di ottima considerazione. Le sperimentazioni di Luigi Moio sul piedirosso in purezza hanno evidenziato, rispetto all'aglianico, vini meno concentrati, più morbidi, delicati ed equilibrati, con una minore concentrazione polifenolica, con tannini meno duri e acidità più bassa.

Regione
Campania
Gradazione (% vol.)
12
Contenuto
75 Cl
14 Articoli

La storia di Cantine Federiciane è frutto di un secolo di lavoro, di attenta dedizione, di esperienze accumulate e tramandate nel tempo. Tutto ha inizio intorno agli anni 50 nel cuore dei Campi Flegrei, a Bacoli, dove la famiglia Palumbo, originaria di quei luoghi, dà fermento al sogno di un anziano agricoltore e vignaiolo: nonno Paolo. Ad inseguire il sogno di Paolo, suo figlio Antonio, al quale non basta più produrre e vendere la Falanghina e il Piedirosso delle sue vigne di Bacoli. Il boom economico chiede un’offerta più ampia; nasce così l’idea di recuperare l’antico vino di Gragnano, proprio quello a cui si fa riferimento nel noto film di Totò “Miseria e Nobiltà”. Quel vino ritrova una nuova vita grazie alla rifermentazione che a quei tempi avveniva in bottiglia e che donava quella presa di spuma da renderlo tanto particolare. Antonio, in questo modo, si guadagna un posto in prima linea. Il testimone passa a Paolo suo figlio portando l’azienda verso nuovi traguardi con il nuovo impianto, inaugurato nel 2001, era in grado di elevarsi ancora nella qualità. Il Gragnano, oramai già acquisita la D.O.C., sarà rifermentato in autoclave, con strumenti che renderanno questo vino ancora più raffinato. Sono di origine D.O.C. anche la Flanghina ed il Piedirosso che ora, grazie alle nuove tecnologie, riescono ad esprimere meglio gli aromi e le fragranze della terra vulcanica a cui appartengono. Un’altra data significativa nella storia di Cantine Federiciane è il 2012. Una data che segna l’inizio di un importante traguardo: tutti i conferitori si associano in una cooperativa agricola composta da oltre 50 soci viticoltori. La cooperativa rappresenta ancora oggi parte integrante e fulcro centrale dell’attività aziendale e della sua filosofia. Il 2012 è anche l’anno che vede l’ingresso in azienda della quarta generazione: tre giovani con tre diverse formazioni, pronti ad offrire il loro contributo al servizio di un’azienda che nel frattempo ha raggiunto circa 50 ettari di vigna tra proprietà e cooperativa. Oggi Paolo, Pina e i loro tre figli Marco, Antonio e Luca curano l’azienda nei vari settori di competenza, dedicando tempo, energia e amore.  Ma la famiglia Palumbo non è sola: un gruppo di giovanissimi e preparatissimi collaboratori segue con convinzione il progetto aziendale; insieme hanno creato un team affiatato e grintoso, in grado di cogliere la sfida dei mercati con competenza e spirito costruttivo. Un lavoro che ha segnato una grande conquista nella storia aziendale di Cantine Federiciane: l’estensione delle vigne in tutta la regione Campania. Un lavoro che inizia dalla vigna e dall’operato dei contadini che lavorano la terra, che passa dai tecnici e dagli enologi che curano le vinificazioni, e che termina con il lavoro dei nostri grafici creativi e della nostra rete vendita. Tutti impegnati a dare un’adeguata presentazione ai vini e a comunicare la cura e l’amore che ruota intorno all’intero processo produttivo.

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