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Piedirosso Taburno Sannio DOC Fattoria La Rivolta - Enoteca Telaro
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Piedirosso Taburno Sannio DOC Fattoria La Rivolta - Enoteca Telaro

Piedirosso Taburno Sannio DOC Fattoria La Rivolta 2019

11,64 € 13,85 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Campania DOC
  • UveUve:Piedirosso
  • ColoreColoreRosso rubino
  • OdoreOdore:Olfaltto profumato di piccoli frutti rossi, dragoncello, radici di liquirizia, peperone rosso e percezione selvatica
  • SaporeSapore:Sorso disinvolto, piacevolmente fresco, appena ammandorlato nel finale
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Paccheri ripieni con salsiccia e funghi, Crostino al ciauscolo
Ordinalo entro 1 ore e 55 minuti per riceverlo tra Mercoledì 19 maggio e Giovedì 20 maggio

Tutto è nato più di venti anni fa dalla passione della famiglia Cotroneo, che della loro attività hanno fatto una vera e propria scelta di vita. E i risultati negli anni gli hanno dato ragione: i loro vini rappresentano tutto il loro impegno e sono il frutto di una profonda simbiosi con il territorio. Una filosofia che si nutre di un’idea che contempla un accurato lavoro in vigna lavorazioni naturali e basse rese. Ben dieci etichette realizzate con vitigni autoctoni e con il Sogno di Rivolta che ci affascina con il suo stile inconfondibile.

CARATTERISTICHE

Piedirosso Taburno Sannio DOC Fattoria La Rivoltasi presenta dal colore barlumi violacei su compattezza rubino. Olfatto profumato di piccoli frutti rossi, dragoncello, radice di liquirizia, peperone rosso, peonia, mammole e percezioni selvatiche. Sorso disinvolto, piacevolmente fresco e astringente; appena ammandorlato nel finale. Vinificazione e maturazione in acciaio.

ABBINAMENTI

Piedirosso Taburno Sannio DOC Fattoria La Rivolta si abbina perfettamente con paccheri ripieni con salsiccia e funghi, Crostino al ciauscolo.

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PIEDIROSSO

Piedirosso

LA PIANTA

Come la maggior parte delle varietà che hanno in comune una storia molto antica, anche il piedirosso si suddivide in numerosi biotipi, tra i quali bisogna ricordare lo Streppa Verde dell'isola di Ischia che non presenta la caratteristica colorazione rossa del pedicello. Neanche le descrizioni concordano sempre tra di loro. Calò, Costacurta e Scienza descrivono il Piedirosso come un vitigno vigoroso con produzione abbondante e costante, dal grappolo medio o grande, tronco-piramidale spargolo, munito di due ali e dagli acini abbastanza grandi, sferici, di colore violaceo intenso e dalla buccia pruinosa e quasi coriacea. Manzo e Monaco invece lo descrivono come un vitigno molto vigoroso, dalla scarsa fertilità e dalla produzione non eccessiva, dal grappolo piccolo, conico-piramidale spargolo e senza ali, dagli acini piccoli e rotondi, di colore blu-nero. Per tutti il Piedirosso matura abbastanza presto, tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

IL VINO

I vini prodotti dall'antico Palombino hanno goduto presso gli autori del passato di ottima considerazione. Le sperimentazioni di Luigi Moio sul piedirosso in purezza hanno evidenziato, rispetto all'aglianico, vini meno concentrati, più morbidi, delicati ed equilibrati, con una minore concentrazione polifenolica, con tannini meno duri e acidità più bassa.

Regione
Campania
Uve
Piedirosso
Odore
Fruttato
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl
6 Articoli

L'azienda della famiglia Cotroneo si trova a Torrecuso, piccolo borgo della provincia di Benevento collocato ai piedi del monte Taburno. Qui tutti i componenti del nucleo familiare lavorano circa 29 ettari vitati, condotti in biologico e dedicati alle principali varietà del Sannio. La cantina presenta macchinari all'avanguardia e un'ampia sala destinata all'affinamento di vini suddivisi in 11 etichette dalla marcata riconoscibilità aziendale. A vini freschi e diretti si affiancano grandi riserve come Terre di Rivolta e Sogno di Rivolta, il primo da uve aglianico, il secondo blend di falanghina, fiano e greco. Vasta la gamma di etichette dell’azienda presentata quest’anno. La Falanghina del Sannio Taburno ’17 ha sensazioni di frutta esotica, ananas, papaia, profilo floreale e tocchi minerali. Brillante la versione del Simbiosi ’16 che approda alle nostre finali. Si apre dapprima su sensazioni di frutta, amarena e prugna, per poi chiudere su note di spezie orientali. Corredo tannico imponente e un finale piacevolmente affumicato.

Gambero Rosso

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