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Poggio al Vento Riserva Brunello di Montalcino Col d'Orcia - Enoteca Telaro
Poggio al Vento Riserva Brunello di Montalcino Col d'Orcia
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Poggio al Vento Riserva Brunello di Montalcino Col d'Orcia

Poggio al Vento Brunello di Montalcino Riserva DOCG Col d'Orcia 2006

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  • DenominazioneDenominazione:Brunello di Montalcino DOCG
  • UveUve:100% Sangiovese
  • ColoreColore:Rosso intenso, tendente al granato con l'invecchiamento
  • OdoreOdore:Intenso caratteristico
  • SaporeSapore:Asciutto, caldo un pò tannico, armonico, robusto, persistente
  • InvecchiamentoInvecchiamento:48 mesi in rovere di Allier e Slavonia da 25,50 e 75 hl
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:15% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Stinco di maiale con polenta ai funghi
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La storia di Col d'Orcia, fra le più antiche aziende di Montalcino, ha inizio nel 1890, quando la famiglia Franceschi di Firenze acquistò questa tenuta, allora chiamata Fattoria di Sant'Angelo in Colle. Divisa la proprietà nel 1958 fra gli eredi, i fratelli Leopoldo e Stefano, la porzione di Stefano prese il nome di Col d'Orcia e venne ceduta nel 1973 alla famiglia dei conti Marone Cinzano.

CARATTERISTICHE

Poggio al Vento Brunello di Montalcino Riserva DOCG Col d'Orcia, il suo colore rosso rubino intenso, al naso si avvertono note ampie e piacevoli di frutti di bosco e sentori lievemente speziati. Lievi erbe aromatiche e tabacco sono le prime sensazioni di un assaggio potente, elegante, caratterizzato da una trama tannica morbida ed avvolgente. Fresco e reattivo, di grande equilibrio, chiude con un finale dalla persistenza praticamente infinita.

ABBINAMENTI

Poggio al Vento Brunello di Montalcino Riserva DOCG Col d'Orcia, ideale per ricche portate di carne.

REGIONE: TOSCANA

Toscana

Le bellezze artistiche, il paesaggio e la storia ne fanno una delle regioni vinicole più apprezzate a livello mondiale, sia in termini di turismo indotto sia di esportazione di bottiglie. A partire dagli anni '70 del nocento, la Toscana è stata la regione più innovativa d'Italia, e il fenomeno dei Super Tuscans ha certamente giovato all'immagine del vino italiano nella sua globalità. Tra i tanti meriti dei toscani c'è sicuramente quello di avere preservato vaste porzioni della loro regione dalle contaminazioni della modernità, per cui oggi la Toscana è univeralmente percepita come simbolo di bellezza.

Il caso di Bolgheri è rappresentativo di come, partendo da un'intuizione, si può inventare una tradizione che ha portato successo commerciale, ricchezze e prestigio internazionale grazie alla felice integrazione tra vitigno, territorio e creatività umana. Con la nascita del Sassicaia e la commercializzazione delle prime 3000 bottiglie nel 1968, viene ispirato un cambiamento importante in un'altra zona vinicola, con una storia assai più antica, quella del Chianti. Per la prima volta Piero Antinori prova a utilizzare anche in questo vino uve internazionali a complemneto del Sangiovese, facendo uscire il suo vino dalla Doc storica del Chianti. Nasce così il Tignanello, che insieme al Sassicaia può essere considerato il primo Super Tuscan. Nel 1978 debutta il Solaia, nel 1985 arriva l'Ornellaia. Contemporaneamente si è assistito all'affermarsi di un altro vino storico, unico rosso italiano da monovitigno autoctono in grado di competere in termini di qualità e longevità con il Barolo: il Brunello di Montalcino, codificato e commercializzato come tale da Feruccio Biondi Santi sul finire dell'Ottocento.

In questa panoramica abbiamo citato le zone più importanti di produzione (Chianti e Chianti Classico, Bolgheri e Montalcino) ma la Toscana è ricca di altre aree e Denominazioni che hanno molto da offrire. Altra denominazione importante a base di sangiovese è la Docg Vino Nobile di Montepulciano.

Infine vi sono indicazioni anche nelle tre Doc del Vin Santo: vini di lunga e delicata preparazione le cui uve vengono lasciate appassire e sono poi affinate per anni in caratelli di castagno, ciliegio o rovere, mentre la Docg Aleatico Passito d'Elba rappresenta un caso di viticoltura eroica di tradizione millenaria, il cui vino è famoso anche per essere stato bevanda consolatoria di Napoleone Bonaparte durante il suo esilio sull'Isola.

VITIGNO: SANGIOVESE

Sangiovese

LA PIANTA

La breve descrizione che segue si riferisce a un tipo di Sangiovese che può essere considerato "medio": bisogna tenere presente la forte variabilità intra varietale tra i biotipi che può portare a caratteristiche morfologiche anche sensibilmente differenti. Il grappolo può essere di taglia medio - piccola o medio-grande, di forma cilindrico-piramidale, più o meno compatto e dotato di una o due ali. L'acino è medio o medio-piccolo, subrotondo e talvolta quasi ellissoidale, regolare, con una buccia pruinosa e di colore nero violaceo. Pur considerando le differenti situazioni pedoclimatiche nelle quali è coltivato, si può dire che il Sangiovese giunge in genere a maturazione nel periodo compreso tra l'ultima decade di settembre e la prima di ottobre

IL VINO

È molto difficile tratteggiare delle caratteristiche comuni per un Sangiovese, tanta è la differenza di espressione che riesce a dare. Se vinificato in acciaio dà origine a un vino di notevole freschezza, floreale e leggermente fruttato, ciliegia, abbastanza leggero, equilibrato, asciutto, sorretto da buona acidità e mai troppo scuro nel colore. Se affinato in rovere, dove riesce a invecchiare bene anche a lungo, arrotonda i suoi "spigoli" e diventa speziato, robusto, armonico, pur conservando una gradevole astringenza e capace di durare nel tempo

Regione
Toscana
Provenienza
Italia
Denominazione
Brunello di Montalcino Riserva DOCG
Uve
Sangiovese
Colore
Rosso Granato
Odore
Speziato
Sapore
Fresco
Gradazione (% vol.)
15
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso
BRUPOGVEN
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La storia di Col d'Orcia, fra le più antiche aziende di Montalcino, ha inizio nel 1890, quando la famiglia Franceschi di Firenze acquistò questa tenuta, allora chiamata Fattoria di Sant'Angelo in Colle. Divisa la proprietà nel 1958 fra gli eredi, i fratelli Leopoldo e Stefano, la porzione di Stefano prese il nome di Col d'Orcia e venne ceduta nel 1973 alla famiglia dei conti Marone Cinzano.

La tenuta sorge sul versante sud del comune di Montalcino, a 450 metri di altitudine, con un’estensione di 540 ettari, 144 dei quali coltivati a vigneto. Gode di una posizione favorevole, grazie alla barriera costituita dal Monte Amiata e all’influenza esercitata sul clima dal mar Tirreno, di una perfetta esposizione a mezzogiorno e di suoli particolarmente vocati alla coltivazione della vite, merito della sottile matrice argillosa ricca di calcare e scheletro. Col d’Orcia, azienda storica di Montalcino, oggi di proprietà della famiglia Marone Cinzano, ha iniziato nel 2010 il processo di conversione per ottenere la certificazione biologica - diventando la più grande azienda biologica di tutta la Toscana – seguita poi dalla scelta biodinamica. La filosofia produttiva è caratterizzata dalla cura del dettaglio riservata a ogni fase del processo produttivo: vendemmia rigorosamente manuale, fermentazione in vasche d’acciaio a temperatura controllata, maturazione in legno in botti di rovere di Slavonia e in barrique di rovere francese. Grande attenzione alla natura è stata riposta anche nella realizzazione della cantina di invecchiamento, che risale al 1990, perfettamente inserita nel verde della vegetazione mediterranea. Assente lo scorso anno, torna in pompa magna il gioiello della casa, una sontuosa versione del Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento.

  • Anno di fondazione: 1973
  • Proprietà: Francesco Marone Cinzano
  • Enologo: Antonino Tranchida
  • Bottiglie prodotte: 750.000
  • Ettari: 142
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