• -19%
Primitivo Artas Castello Monaci
Primitivo Artas Castello Monaci
Primitivo Artas Castello Monaci
Primitivo Artas Castello Monaci

Primitivo Artas Castello Monaci 2017

Non disponibile
18,52 € 22,87 € -19%
  • DenominazioneDenominazione:Salento IGT
  • UveUve:100% Primitivo
  • ColoreColore:Rosso Rubino
  • OdoreOdore:Profilo aromatico giocato su pot-pourri, confettura di visciole, muschio, rabarbaro e cenere
  • SaporeSapore:Assaggio caldo e strutturato, scosso da vive freschezza e sapidità. Lungo il finale
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:15% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Agnello alla menta

Primitivo Artas Castello Monaci è un primitivo top di gamma, ottenuto da uve coltivate nei caldi e assolati vigneti attorno alla cantina di Castello Monaci. Un vino solenne e prezioso, dove si sente il “frutto”, un’“uva antica”, che domina sul resto.

CARATTERISTICHE

Primitivo Artas Castello Monaci matura 6 mesi in piccole botti di legno di rovere e 6 mesi in botti grandi. Si affina poi 6 mesi in bottiglia. Ha colore rosso rubino brillante e intenso, profumo ben pronunciato e complesso, con spiccati sentori di frutti di bosco in perfetta armonia con note balsamiche dolci ed aromi speziati. Il sapore è pieno, caldo, morbido, molto avvolgente, con tannini dolci ed eleganti.

ABBINAMENTI

Da abbinare su un piatto molto particolare: agnello alla menta 

REGIONE: PUGLIA

La Puglia è una gigantesca zolla calcarea che si allunga per quasi un terzo dell'Italia, detenendo il primato italiano di estensione delle costa: 762 km bagnati dai mari Adriatico e Ionio.

Vino pugliese significa vino mediamente buono ed economico da bere a tutto pasto e quotidianamente. Questa regola ha trovato negli ultimi anni le sue eccezioni con vini che si sono raffinati stilisticamente muovendosi verso una maggior nitidezza e finezza, a cominciare dai Rosati, che qui si producono in modo significativo dagli anni '40. Anche sui rossi, dove continua a essere rilevante la produzione di Sangiovese, i vitigni che sono riusciti a trovare una propria identità territoriale come il Primitivo e il Negroamaro, che hanno scavalcato il Montepulciano in termini di ettari vitati, seguiti da Malvasia Nera e Nero di Troia, che si coltiva prevalentemente nella parte settentrionale della regione.

Tre vitigni rossi importanti come il Primitivo, il Negroamaro e l'Uva di Troia stanno riuscendo a dare una buona immagine di originalità alla regione, anche se gli appassionati a volte lamentano ancora la mancanza di una precisa territorialità nel momento dell'assaggio. I rosati rappresentano da sempre una bandiera importante per l'enologia pugliese e hanno fatto conoscere la regione nel mondo.

VITIGNO: PRIMITIVO

Primitivo di Manduria Mandus PietraPura

LA PIANTA

Il grappolo è di taglia media, lungo, di forma conico-cilindrica, mediamente compatto e provvisto di una o due ali. Gli acini sono sferici e di media grandezza, con buccia molto pruinosa, di medio spessore e di colore blu scuro. Sembra che il biotipo di Gioia del Colle mostri parecchie differenze morfologiche rispetto a quello coltivato nel Tarantino, riscontrabili anche nella diversità dei vini prodotti nelle due zone. Tutte le fasi del ciclo vegetativo del Primitivo sono precoci: le uve generalmente sono vendemmiate tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. I racemi sono il secondo frutto che alcune piante sviluppano in quantità rilevante sulle femminelle. Questi frutti di seconda generazione maturano a distanza di circa venti giorni dalla vendemmia dei grappoli primari e pertanto sono raccolti e vinificati in una fase successiva, rappresentando una seconda opportunità per correggere i possibili eventi negativi occorsi nella prima vinificazione.

IL VINO

La vinificazione in purezza porta a un vino dall'intenso colore rubino-violaceo, dai profumi intensamente fruttati (con note di ribes, ciliegie sotto spirito, confettura di frutti di bosco e prugne cotte) ed elegantemente speziati, che chiudono con dolci aromi di tabacco. La bocca è di grande concentrazione ma al contempo soave e calibrata, con un frutto vellutato irrobustito da un deciso tenore alcolico. Il vino migliora le sue caratteristiche se sottoposto a un adeguato invecchiamento. Tradizionalmente sono prodotte anche le tipologie Dolce Naturale, Liquoroso Dolce e Liquoroso Secco che hanno una gradazione alcolica decisamente elevata (da 16 a 18 gradi) e prevedono un lungo invecchiamento.

Regione
Puglia
Provenienza
Italia
Denominazione
Primitivo di Manduria Riserva DOC
Uve
Primitivo
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Morbido
Gradazione (% vol.)
15
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso
YN38OA7T

Salice Salentino è un piccolo paese di origine medievale situato nel cuore del Salento. Ciò che anticamente si presentava come uno sparuto agglomerato di casa di contadini e braccianti, oggi ospita diverse migliaia di abitanti pur non avendo mai perso l'impronta che la tradizione nei secoli ha tramandato. Nelle campagne si osservano ulivi centenari guardiani del tempo e vecchie vigne che rifrangono la luce del sole con le loro verdi foglie, tutte protese verso l'alto alla ricerca del prezioso nutrimento. È nel 1500 che questo paesaggio, così profondamente agreste, si arricchisce di un'opera umana che diversi secoli più tardi si occuperà di raccontare al mondo luoghi così ameni. Il castello Monaci prende il proprio nome da un gruppo di religiosi basiliani che, insediatosi nelle mura, lo utilizzò come luogo sacro da cui muovere la propria attività caritatevole. Alternando diverse proprietà, arriva ai nostri giorni gestito da due diversi soggetti: il gruppo italiano vini che coordina le pratiche di vigna, cantina (in cui opera l'enologo Sergio Leonardo) e gli aspetti commerciali, e le famiglie Serracca e Memmo detentrici della proprietà dei terreni. I possedimenti sono situati per una parte (settanta ettari) vicino Brindisi a pochi passi dal mare, in un areale ventilato in cui, grazie al diverso microclima, si effettua la vendemmia circa quindici giorni prima rispetto alla più antica tenuta che ospita i restanti centotrenta ettari di vigneto. La produzione è fatta di grandi numeri nonostante l'azione agricola sia di quelle poco impattanti con molteplici interventi manuali e una meccanizzazione utile ad evitare l'utilizzo della chimica. I vigneti (disposti ad alberello, cordone speronato e guyot) sono quasi esclusivamente destinati alla messa a dimora di vitigni autoctoni che poggiano ed affondano le proprie radici su terreni ricchi di argille e calcare tufaceo.

No reviews

I clienti che hanno acquistato questo prodotto hanno anche comprato:

Product added to wishlist

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.