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Primo Antico Falerno del Massico Trabucco - Enoteca Telaro
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Primo Antico Falerno del Massico Trabucco 2018

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6,65 € 8,11 € -18%

La cantina Trabucco produce e vinifica esclusivamente uve proprie sulle dolci colline di Carinola a circa 260 metri sul livello del mare. Rispetto della natura e delle tradizioni agresti, produzioni delle uve dei vigneti volutamente limitate, selezionate e raccolte a mano hanno un unico obiettivo, quello di realizzare un processo che migliori le caratteristiche dell’uva coltivata in vigna con passione e premura e che ne evidenzi le sue particolarità varietali nei suoi vini. Passeggiare tra i vigneti vuol dire riconoscere anche vitigni non tipicamente campani come il Primitivo, ma soprattutto ceppi autoctoni come aglianico e falanghina, tutti capaci di trarre il meglio di sé da terreno argilloso calcareo e attestarsi su una produzione che dimostra di essere una bella “istantanea” di territorio. Qualità e misura rimangono comunque le caratteristiche di una gamma completa e convincente, con il Falerno del Massico Rapicano che continua a stupirci e a guidare la sequenza.

CARATTERISTICHE

Primo Antico Falerno del Massico Trabucco, coloe rosso rubino limpido dai bagliori violacei. Esordio dolce di confettura di ciliegie, piccoli frutti rossi, seguito da balsamicità, pepe rosa, rabarbaro, tamarindo, peonia e chiusura vegetale. In bocca un vino tracciato da una tessitura tannica sottile e da una freschezza tipica dei piccoli frutti rossi. Maturazione in acciaio per diciotto mesi.

ABBINAMENTI

Primo Antico Falerno del Massico Trabucco, da abbinare con petto di pollo ai peperoni, Timballo di riso.

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PRIMITIVO

Primitivo

LA PIANTA

Il grappolo è di taglia media, lungo, di forma conico-cilindrica, mediamente compatto e provvisto di una o due ali. Gli acini sono sferici e di media grandezza, con buccia molto pruinosa, di medio spessore e di colore blu scuro. Sembra che il biotipo di Gioia del Colle mostri parecchie differenze morfologiche rispetto a quello coltivato nel Tarantino, riscontrabili anche nella diversità dei vini prodotti nelle due zone. Tutte le fasi del ciclo vegetativo del Primitivo sono precoci: le uve generalmente sono vendemmiate tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. I racemi sono il secondo frutto che alcune piante sviluppano in quantità rilevante sulle femminelle. Questi frutti di seconda generazione maturano a distanza di circa venti giorni dalla vendemmia dei grappoli primari e pertanto sono raccolti e vinificati in una fase successiva, rappresentando una seconda opportunità per correggere i possibili eventi negativi occorsi nella prima vinificazione.

IL VINO

La vinificazione in purezza porta a un vino dall'intenso colore rubino-violaceo, dai profumi intensamente fruttati (con note di ribes, ciliegie sotto spirito, confettura di frutti di bosco e prugne cotte) ed elegantemente speziati, che chiudono con dolci aromi di tabacco. La bocca è di grande concentrazione ma al contempo soave e calibrata, con un frutto vellutato irrobustito da un deciso tenore alcolico. Il vino migliora le sue caratteristiche se sottoposto a un adeguato invecchiamento. Tradizionalmente sono prodotte anche le tipologie Dolce Naturale, Liquoroso Dolce e Liquoroso Secco che hanno una gradazione alcolica decisamente elevata (da 16 a 18 gradi) e prevedono un lungo invecchiamento.

Regione
Campania
Denominazione
Falerno del Massico DOP
Uve
Primitivo
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Strutturato
Gradazione (% vol.)
14
Contenuto
75 Cl

La cantina Trabucco produce e vinifica esclusivamente uve proprie sulle dolci colline di Carinola a circa 260 metri sul livello del mare. Rispetto della natura e delle tradizioni agresti, produzioni delle uve dei vigneti volutamente limitate, selezionate e raccolte a mano hanno un unico obiettivo, quello di realizzare un processo che migliori le caratteristiche dell’uva coltivata in vigna con passione e premura e che ne evidenzi le sue particolarità varietali nei suoi vini. Passeggiare tra i vigneti vuol dire riconoscere anche vitigni non tipicamente campani come il Primitivo, ma soprattutto ceppi autoctoni come aglianico e falanghina, tutti capaci di trarre il meglio di sé da terreno argilloso calcareo e attestarsi su una produzione che dimostra di essere una bella “istantanea” di territorio. Qualità e misura rimangono comunque le caratteristiche di una gamma completa e convincente, con il Falerno del Massico Rapicano che continua a stupirci e a guidare la sequenza.

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