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Rapicano Falerno Trabucco
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Rapicano Falerno Trabucco
Rapicano Falerno Trabucco

Rapicano Falerno del Massico DOC Trabucco 2015

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12,70 € 15,49 € -18%
  • DenominazioneDenominazione:Falerno del Massico DOC
  • UveUve:100% Aglianico
  • ColoreColore:Rosso Rubino
  • OdoreOdore:Fruttato e note di viola e tabacco
  • SaporeSapore:Equilibrato con toni balsamici
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:14% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Carni rosse, formaggi stagionati.
Ordinalo entro 5 ore e 28 minuti per riceverlo tra Venerdì 7 agosto e Lunedì 10 agosto

I vini della cantina Nicola Trabucco, tra cui spicca il vino "Falerno del Massico Rosso Rapicano" hanno contribuito all’ evoluzione positiva della denominazione Falerno del Massico DOC, grazie anche alla professionalità degli operatori che hanno creduto nella potenzialità del territorio della provincia di Caserta.

CARATTERISTICHE

Vino dal colore rubino intenso, ha naso con un bel frutto ancora vivo, in parte sotto spirito, toni di viola e tabacco, ginepro e cacao. In bocca non delude, buon attacco, accompagnato da toni balsamici. Rivela già un bell'equilibrio.

ABBINAMENTI

Da abbinare a portate sostanziose di carni rosse o assaggi di formaggi stagionati.

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Provenienza
Italia
Denominazione
Falerno del Massico DOC
Uve
Aglianico
Gradazione (% vol.)
14
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso
IVIM97YV

La cantina Trabucco produce e vinifica esclusivamente uve proprie sulle dolci colline di Carinola a circa 260 metri sul livello del mare. Rispetto della natura e delle tradizioni agresti, produzioni delle uve dei vigneti volutamente limitate, selezionate e raccolte a mano hanno un unico obiettivo, quello di realizzare un processo che migliori le caratteristiche dell’uva coltivata in vigna con passione e premura e che ne evidenzi le sue particolarità varietali nei suoi vini. Passeggiare tra i vigneti vuol dire riconoscere anche vitigni non tipicamente campani come il Primitivo, ma soprattutto ceppi autoctoni come aglianico e falanghina, tutti capaci di trarre il meglio di sé da terreno argilloso calcareo e attestarsi su una produzione che dimostra di essere una bella “istantanea” di territorio. Qualità e misura rimangono comunque le caratteristiche di una gamma completa e convincente, con il Falerno del Massico Rapicano che continua a stupirci e a guidare la sequenza.

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