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Salice Salentino Liante Castello Monaci - Enoteca Telaro
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Salice Salentino DOC Liante Castello Monaci 2018

5,51 € 6,80 € -19%
  • DenominazioneDenominazione:Salice Salentino DOC
  • UveUve: Negroamaro, Malvasia Nera
  • ColoreColore:Rosso Intenso
  • OdoreOdore:Sentori Fruttati di Mora e amarena
  • SaporeSapore:Morbido ed Equilibrato
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti: Carni rosse arrostite o in umido, agnello, capretto, formaggi stagionati.
Ordinalo ora per riceverlo tra Mercoledì 8 e Giovedì 9 luglio

Liante è l’unica DOC di Castello Monaci: Salice Salentino. È un riferimento al vento di Levante, gelido d’inverno e caldo d’estate che soffia con forza e costanza sui nostri vigneti fungendo anche da antimuffa naturale. E’ un vino ammorbidito dalla presenza della Malvasia Nera di Lecce, che conferisce un gusto vellutato e cremoso, il perfetto abbinamento alla freschezza del Negroamaro.

CARATTERISTICHE

Salice Salentino Liante Castello Monaci presenta colore rosso rubino profondo. Il profumo è intenso e complesso, con sentore di confettura di marasca, prugna essiccata, cioccolato e vaniglia. Il sapore è vigoroso, caldo e armonico, con elegante fondo di frutta molto matura e di spezie, con finale balsamico ed un gradevole sentore di mandorla amara.

ABBINAMENTI

Carni rosse arrostite o in umido, agnello, capretto, formaggi stagionati.

REGIONE: PUGLIA

Puglia

La Puglia è una gigantesca zolla calcarea che si allunga per quasi un terzo dell'Italia, detenendo il primato italiano di estensione delle costa: 762 km bagnati dai mari Adriatico e Ionio.

Vino pugliese significa vino mediamente buono ed economico da bere a tutto pasto e quotidianamente. Questa regola ha trovato negli ultimi anni le sue eccezioni con vini che si sono raffinati stilisticamente muovendosi verso una maggior nitidezza e finezza, a cominciare dai Rosati, che qui si producono in modo significativo dagli anni '40. Anche sui rossi, dove continua a essere rilevante la produzione di Sangiovese, i vitigni che sono riusciti a trovare una propria identità territoriale come il Primitivo e il Negroamaro, che hanno scavalcato il Montepulciano in termini di ettari vitati, seguiti da Malvasia Nera e Nero di Troia, che si coltiva prevalentemente nella parte settentrionale della regione.

Un'altra tendenza da rilevare soprattutto nei bianchi è un progressivo abbandono di un gusto internazionale per rivolgersi a una maggiore territorialità, e questo ha spostato l'attenzione da vitigni come lo Chardonnay a varietà locali come Bombino Bianco, Malvasia Bianca, Pampanuto o Veredca, oltre che agli ottimi Fiano, Greco e Falanghina molto diffusi anche in Campania.

Tre vitigni rossi importanti come il Primitivo, il Negroamaro e l'Uva di Troia stanno riuscendo a dare una buona immagine di originalità alla regione, anche se gli appassionati a volte lamentano ancora la mancanza di una precisa territorialità nel momento dell'assaggio. I rosati rappresentano da sempre una bandiera importante per l'enologia pugliese e hanno fatto conoscere la regione nel mondo.

VITIGNO: NEGROAMARO

Negroamaro

LA PIANTA

Il grappolo ha dimensioni medie e forma tronco-conica; è corto, semplice, e serrato. L'acino è di media grandezza, obovoide, con buccia pruinosa, spessa, consistente e di colore nero-viola. La vendemmia si svolge tra la fine di Settembre e l'inizio di Ottobre

IL VINO

Vinificato in rosso, il Negroamaro dà vita ad un vino dal colore rosso rubino molto scuro, quasi impenetrabile, con riflessi violacei. Al naso i profumi ricordano la ciliegia sotto spirito, la confettura di frutti rossi, il cuoio e il pepe. In bocca è potente, caldo, morbido grazie all'elevata alcolicità. I tannini sono sempre ben presenti, con una bella acidità di fondo e una lunghezza gradevole. Uno dei più grandi interpreti di Negroamaro . l'enologo Severino Garofalo, ha prodotto con successo vini rossi da uve che subiscono un leggero appassimento; si presentano ancora più ricchi e austeri, capaci di durare per decenni. Vinificato in rosato, è capace di offrire un ottimo prodotto, dal colore buccia di cipolla con riflessi brillanti, con aromi delicati e sfumature fruttate e floreali, e con un gusto pieno e al contempo fresco e leggero

Regione
Puglia
Provenienza
Italia
Denominazione
Salice Salentino DOC
Uve
Negroamaro
Colore
Rosso Intenso
Odore
Fruttato
Sapore
Morbido
Gradazione (% vol.)
13.5
Tipologia
Rosso

Salice Salentino è un piccolo paese di origine medievale situato nel cuore del Salento. Ciò che anticamente si presentava come uno sparuto agglomerato di casa di contadini e braccianti, oggi ospita diverse migliaia di abitanti pur non avendo mai perso l'impronta che la tradizione nei secoli ha tramandato. Nelle campagne si osservano ulivi centenari guardiani del tempo e vecchie vigne che rifrangono la luce del sole con le loro verdi foglie, tutte protese verso l'alto alla ricerca del prezioso nutrimento. È nel 1500 che questo paesaggio, così profondamente agreste, si arricchisce di un'opera umana che diversi secoli più tardi si occuperà di raccontare al mondo luoghi così ameni. Il castello Monaci prende il proprio nome da un gruppo di religiosi basiliani che, insediatosi nelle mura, lo utilizzò come luogo sacro da cui muovere la propria attività caritatevole. Alternando diverse proprietà, arriva ai nostri giorni gestito da due diversi soggetti: il gruppo italiano vini che coordina le pratiche di vigna, cantina (in cui opera l'enologo Sergio Leonardo) e gli aspetti commerciali, e le famiglie Serracca e Memmo detentrici della proprietà dei terreni. I possedimenti sono situati per una parte (settanta ettari) vicino Brindisi a pochi passi dal mare, in un areale ventilato in cui, grazie al diverso microclima, si effettua la vendemmia circa quindici giorni prima rispetto alla più antica tenuta che ospita i restanti centotrenta ettari di vigneto. La produzione è fatta di grandi numeri nonostante l'azione agricola sia di quelle poco impattanti con molteplici interventi manuali e una meccanizzazione utile ad evitare l'utilizzo della chimica. I vigneti (disposti ad alberello, cordone speronato e guyot) sono quasi esclusivamente destinati alla messa a dimora di vitigni autoctoni che poggiano ed affondano le proprie radici su terreni ricchi di argille e calcare tufaceo.

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