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Stregamora Piedirosso Villa Matilde - Enoteca Telaro
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Stregamora Piedirosso Villa Matilde 2018

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6,13 € 8,03 € -1,90 €
  • DenominazioneDenominazione:Roccamonfina IGT
  • UveUve:100% Piedirosso
  • ColoreColore:Colore rosso rubino intenso e dai riflessi violacei
  • OdoreOdore:Aavvolgente, con dolci note di frutti di bosco e note floreali di rosa e viola
  • SaporeSapore:Setosa, sapida e poco tannica
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:12,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Carni Bianche, Crostacei, Risotti, Salumi e Affettati, Secondi a base di Pesce
Ordinalo ora per riceverlo tra Giovedì 28 e Venerdì 28 ottobre

La storia di Villa Matilde comincia negli anni Sessanta con Francesco Paolo Avallone, avvocato e appassionato cultore di vini antichi, che, incuriosito dai racconti di Plinio e dai versi di Virgilio, Marziale ed Orazio sul vinum Falernum, decise di riportare in vita il leggendario vino scomparso al principio del secolo scorso. Coadiuvato da un gruppo di amici, tra cui alcuni docenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, individuò, dopo anni di studio, le viti che avevano dato vita al Falerno in epoca romana: pochi ceppi sopravvissuti miracolosamente alla devastazione della filossera di fine Ottocento vennero ripiantati, con l’aiuto di pochi contadini locali, proprio nel territorio del Massico dove un tempo erano prosperati e fondò Villa Matilde.

CARATTERISTICHE

Si presenta di colore rosso rubino intenso e dai riflessi violacei. Al naso è avvolgente, con dolci note di frutti di bosco e note floreali di rosa e viola. La beva è setosa, sapida e poco tannica. Ideale da bere fresco ed è di grande versatilità in abbinamento, dalle carni bianche a pietanze di pesce.

ABBINAMENTI

Carni Bianche, Crostacei, Risotti, Salumi e Affettati, Secondi a base di Pesce

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: CASERTANO

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: PIEDIROSSO

Piedirosso

LA PIANTA

Come la maggior parte delle varietà che hanno in comune una storia molto antica, anche il piedirosso si suddivide in numerosi biotipi, tra i quali bisogna ricordare lo Streppa Verde dell'isola di Ischia che non presenta la caratteristica colorazione rossa del pedicello. Neanche le descrizioni concordano sempre tra di loro. Calò, Costacurta e Scienza descrivono il Piedirosso come un vitigno vigoroso con produzione abbondante e costante, dal grappolo medio o grande, tronco-piramidale spargolo, munito di due ali e dagli acini abbastanza grandi, sferici, di colore violaceo intenso e dalla buccia pruinosa e quasi coriacea. Manzo e Monaco invece lo descrivono come un vitigno molto vigoroso, dalla scarsa fertilità e dalla produzione non eccessiva, dal grappolo piccolo, conico-piramidale spargolo e senza ali, dagli acini piccoli e rotondi, di colore blu-nero. Per tutti il Piedirosso matura abbastanza presto, tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

IL VINO

I vini prodotti dall'antico Palombino hanno goduto presso gli autori del passato di ottima considerazione. Le sperimentazioni di Luigi Moio sul piedirosso in purezza hanno evidenziato, rispetto all'aglianico, vini meno concentrati, più morbidi, delicati ed equilibrati, con una minore concentrazione polifenolica, con tannini meno duri e acidità più bassa.

Regione
Campania
Provenienza
Italia
Denominazione
Falerno del Massico DOC
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Morbido
Gradazione (% vol.)
14
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso
5 Articoli

Villa Matilde diventa Villa Matilde Avallone, un'aggiunta che vuole sottolineare il valore di un’impresa che da più di cinquant’anni è ancora orgogliosamente a conduzione familiare, in cui i fratelli Salvatore e Maria Ida rafforzano in una storia unitaria, unica e memorabile, il valore dell’azienda nata da un sogno del papà Salvatore. Altra novità ha interessato il layout delle etichette dell’intera gamma dei vini, che riportano palette cromatiche differenti e diversi temi figurativi. Un’azienda che produce una vasta gamma di vini sensibili alle innovazioni tecnologiche, ma frutto di un profondo rispetto per il patrimonio ampelografico e fatto di vigne che sono testimoni di una cultura rurale antica. Tutta la produzione si attesta su buoni livelli qualitativi e non si può non segnalare la prestazione del Vigna Camarato che ci emoziona per corredo olfattivo e struttura e guida la batteria presentata in degustazione.

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