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Taurasi Vigna Grande Cerzito Quintodecimo
Taurasi Vigna Grande Cerzito Quintodecimo
Taurasi Vigna Grande Cerzito Quintodecimo
Taurasi Vigna Grande Cerzito Quintodecimo

Taurasi Vigna Grande Cerzito DOCG Quintodecimo 2010

Non disponibile
89,51 € 106,56 € -16%
  • DenominazioneDenominazione:Taurasi DOCG
  • UveUve:100% Aglianico
  • ColoreColore:Rosso Rubino Scuro
  • OdoreOdore:Note delicate di ciliegia, prugna e cioccolata
  • SaporeSapore:Setoso, potente e molto armonico
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:15% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Formaggi stagionati, secondi di carne arrosto o carne in umido

Il Taurasi riserva Vigna Quintodecimo è un cru di due ettari di aglianico, ottenuto dall‘omonima vigna, piantata nel 2001 sul versante nord-ovest della tenuta. il suolo è costituito da rocce argillose espandibili, molto ricche in calcare. la vigna, a 420 metri di altitudine con una pendenza del 25% ed esposizione nord/ovest, è coltivata a controspalliera con potatura a cordone speronato ed ha una densità di impianto di 5.000 ceppi per ettaro

CARATTERISTICHE

Il Vigna Quintodecimo è un sottile equilibrio di piccoli frutti, spezie e note floreali. Seducente per classe ed intensità aromatica è completato da tannini saporiti e ben espressi in uno stile profondo e raffinato. È un vino di straordinaria ricchezza ed eleganza che raggiunge l’apice entro i primi vent’anni conservando i suoi caratteri ancora per moltissimi anni dop

ABBINAMENTI

Ottimo da abbinare con formaggi stagionati e grigliate di carne o con secondi di carne in umido

REGIONE: CAMPANIA

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

Regione
Campania
Uve
Aglianico
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Vellutato
Gradazione (% vol.)
15
Contenuto
75 Cl
Tipologia
Rosso
YSR7GD8Q

Non mancano certo determinazione e coraggio a Laura Di Marzio e Luigi Moio, compagni nella vita e nell'avventura di Quintodecimo a Mirabella. E' qui che lo stimato enologo professore ha voluto mettere radici, puntando senza esitazionisu un modello dichiaratamente haute couture, nella cura dei dettagli come nei prezzi di uscita. Un vero e proprio chateau irpino raccontato da una gamma completa e riconoscibile di vini a base aglianico, greco, fiano e falanghina, raccolti a piena maturazione e affinati in legno piccolo, con esiti ancora da verificare alla prova del tempo. Sono ancora una volta i bianchi a rappresentare al meglio le ambizioni qualitative e stilistiche di Quintodecimo. La Falanghina Via del Campo si conferma tra le migliori declinazioni del vitigno sannita: la maturazine in legno aggiunge complessità senza sacrificarne la silhouette sottile e floreale. Discorso simile per il Fiano di Avellino Exultet, decisamente varietale con i suoi ricordi di erbe, polline, agrumi, avvolti da uno scheletro affumicato potente ma sempre in tensione.

  • Anno di fondazione: 2001
  • Proprietà: Luigi Moio e Laura Di Marzio
  • Enologo: Luigi Moio
  • Bottiglie prodotte: 80.000
  • Ettari: 23,00
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