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Bolgheri Emilio Primo Terre del Marchesato
Bolgheri Emilio Primo Terre del Marchesato
Bolgheri Emilio Primo Terre del Marchesato
Bolgheri Emilio Primo Terre del Marchesato

Emilio Primo Bolgheri Terre del Marchesato 2017

13,17 € 15,49 € -15%
  • DenominazioneDenominazione: Bolgheri DOC
  • UveUve:60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 10% Syrah
  • ColoreColore:Rosso Rubino Intenso
  • OdoreOdore:Profumi di Frutti Rossi, viola, rosa e mandorla
  • SaporeSapore:Equilibrato e Armonico, finale piacevole e suadente
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13,5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:16 - 18° C
  • AbbinamentiAbbinamenti: Pasta al sugo di carne, cacciucco alla livornese, selvaggina
Ordinalo ora per riceverlo Lunedì 10 agosto

Una storia che ha inizio nel 1954, quando Emilio Fuselli, colono marchigiano emigrato in Toscana a Bolgheri, acquista un appezzamento di terreno dal Marchese Incisa della Rocchetta. Con la lavorazione di questo terreno e una produzione essenzialmente Agricola, costruì la casa, fondamenta della famiglia. Dopo di lui, il figlio Aldo, prosegue l’attività con l’ampliamento dei terreni introducendo la produzione di olio extravergine d’oliva. Ma fu Maurizio, dopo un esperienza decennale presso Antinori a prende le redini dell’azienda, trasformandola radicalmente, impiantandovi soltanto vigneti. La grande passione per la terra trasmessagli dal nonno Emilio, la ricerca di qualità come suo obbiettivo e l’alta formazione già precedentemente maturata sul campo, permettono a Maurizio di affinare le proprie capacità portandolo alla costruzione della cantina: piccola, ma innovativa e funzionale, pensata per unire alla genuina tradizione ogni più avanzata tecnica di vinificazione. La prima vendemmia fu nel 2003 con l’uscita di “Emilio Primo”, in onore del nonno che l’ha inspirato e instradato

CARATTERISTICHE

È il vino che rappresenta le fondamenta della nostra azienda. Da qui l’origine del nome, dedicato al nonno Emilio Fuselli che al nipote Maurizio ha tramandato una così antica e preziosa arte contadina. L’espressione massima di un prodotto artigianale dalle grandi potenzialità, che si distingue per la sua bevibilità. Raccolta manuale e cernita delle uve in cantina, fermentazione in acciaio, affinamento per 12 mesi in barrique di rovere francese e lungo affinamento in bottiglia.

ABBINAMENTI

Pasta al sugo di carne, cacciucco alla livornese, selvaggina

REGIONE: TOSCANA

Toscana

Le bellezze artistiche, il paesaggio e la storia ne fanno una delle regioni vinicole più apprezzate a livello mondiale, sia in termini di turismo indotto sia di esportazione di bottiglie. A partire dagli anni '70 del nocento, la Toscana è stata la regione più innovativa d'Italia, e il fenomeno dei Super Tuscans ha certamente giovato all'immagine del vino italiano nella sua globalità. Tra i tanti meriti dei toscani c'è sicuramente quello di avere preservato vaste porzioni della loro regione dalle contaminazioni della modernità, per cui oggi la Toscana è univeralmente percepita come simbolo di bellezza.

Il caso di Bolgheri è rappresentativo di come, partendo da un'intuizione, si può inventare una tradizione che ha portato successo commerciale, ricchezze e prestigio internazionale grazie alla felice integrazione tra vitigno, territorio e creatività umana. Con la nascita del Sassicaia e la commercializzazione delle prime 3000 bottiglie nel 1968, viene ispirato un cambiamento importante in un'altra zona vinicola, con una storia assai più antica, quella del Chianti. Per la prima volta Piero Antinori prova a utilizzare anche in questo vino uve internazionali a complemneto del Sangiovese, facendo uscire il suo vino dalla Doc storica del Chianti. Nasce così il Tignanello, che insieme al Sassicaia può essere considerato il primo Super Tuscan. Nel 1978 debutta il Solaia, nel 1985 arriva l'Ornellaia. Contemporaneamente si è assistito all'affermarsi di un altro vino storico, unico rosso italiano da monovitigno autoctono in grado di competere in termini di qualità e longevità con il Barolo: il Brunello di Montalcino, codificato e commercializzato come tale da Feruccio Biondi Santi sul finire dell'Ottocento.

In questa panoramica abbiamo citato le zone più importanti di produzione (Chianti e Chianti Classico, Bolgheri e Montalcino) ma la Toscana è ricca di altre aree e Denominazioni che hanno molto da offrire. Altra denominazione importante a base di sangiovese è la Docg Vino Nobile di Montepulciano.

Infine vi sono indicazioni anche nelle tre Doc del Vin Santo: vini di lunga e delicata preparazione le cui uve vengono lasciate appassire e sono poi affinate per anni in caratelli di castagno, ciliegio o rovere, mentre la Docg Aleatico Passito d'Elba rappresenta un caso di viticoltura eroica di tradizione millenaria, il cui vino è famoso anche per essere stato bevanda consolatoria di Napoleone Bonaparte durante il suo esilio sull'Isola.

Cabernet Sauvignon

LA PIANTA

Ha foglia media, pentalobata e dentellata; grappolo medio-piccolo, oblungo, cilindro-piramidale, di buona compattezza, con un'ala spesso evidente; acino di dimensioni medie, quasi rotondo, con buccia molto resistente, blu-nera con sfumature violacee, ricca di pruina. La polpa è astringente, con sapore di viola e sorba. L'epoca di maturazione è medio-tardiva (prima metà di ottobre).

IL VINO

Il Cabernet Sauvignon è un vitigno in grado di produrre intensi già nel colore, ricchi di tannini e sostanze aromatiche, capaci di lungo invecchiamento; grazie alla grande struttura di questo vitigno, si possono osare lunghe macerazioni e affinamento in legno, soprattutto rovere francese, che gli consentono di esprimere nel tempo un bouquet complesso e affascinante.

Regione
Toscana
Uve
Cabernet Sauvignon
Merlot
Colore
Rosso Rubino
Odore
Fruttato
Sapore
Aromatico
Gradazione (% vol.)
13.5
Contenuto
75 Cl

Una storia che ha inizio nel 1954, quando Emilio Fuselli, colono marchigiano emigrato in Toscana a Bolgheri, acquista un appezzamento di terreno dal Marchese Incisa della Rocchetta. Con la lavorazione di questo terreno e una produzione essenzialmente Agricola, costruì la casa, fondamenta della famiglia. Dopo di lui, il figlio Aldo, prosegue l’attività con l’ampliamento dei terreni  introducendo la produzione di olio extravergine d’oliva.

Ma fu Maurizio, dopo un esperienza decennale presso Antinori a  prende le redini dell’azienda, trasformandola radicalmente, impiantandovi soltanto vigneti.
La grande passione per la terra trasmessagli dal nonno Emilio, la ricerca di qualità come suo obbiettivo e l’alta formazione già precedentemente maturata sul campo, permettono a Maurizio di affinare le proprie capacità portandolo alla costruzione della cantina: piccola, ma innovativa e funzionale, pensata per unire alla genuina tradizione ogni più avanzata tecnica di vinificazione.

La prima vendemmia fu nel 2003 con l’uscita di “Emilio Primo”, in onore del nonno che l’ha inspirato e instradato

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