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Tramonti Rosso Tenuta San Francesco - Enoteca Telaro
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Tramonti Rosso Costa d'Amalfi DOC Tenuta San Francesco 2017

12,39 € 14,75 € -16%
  • DenominazioneDenominazione: Costa d'Amalfi DOC
  • UveUve: Aglianico, Piedirosso
  • ColoreColore:Rosso rubino violaceo
  • OdoreOdore:Esprime all’olfatto intensi profumi di confetture di ribes, ciliegie, more, felce, humus, sottobosco, peonie, mammole, radice di liquirizia e cenni balsamici
  • SaporeSapore:La struttura è calda e avvolgente, con dote tannica imponente e spinta acida che trasmette persistenti sensazioni fruttate e balsamiche
  • Gradazione alcolicaGradazione alcolica:13.5% vol.
  • FormatoFormato:75 Cl
  • Temperatura di servizioTemperatura di servizio:10 - 12° C
  • AbbinamentiAbbinamenti:Paccheri al ragù di costine, Polpette di carne e melanzane
Ordinalo entro 04 minuti per riceverlo tra Martedì 22 settembre e Mercoledì 23 settembre

A Tramonti nel 2004, nel cuore verde della Costa D’Amalfi, nasce l’azienda agricola “San Francesco” per la produzione di vini a denominazione di origine controllata. L’azienda ha una superfice complessiva di circa otto ettari e mezzo e vinifica esclusivamente le uve di tre storiche famiglie Costiere: Bove, D’Avino e Giordano. La cantina attrezzata a fine 2004 inizio 2005 è dotata di tutte le moderne tecnologie; collocata nella masseria storica della famiglia Di Palma e si avvale della consulenza dell'enologo Carmine Valentino di Avellino.

CARATTERISTICHE

Proveniente dalle uve raccolte nei secolari vigneti aziendali, si caratterizza per colore rosso rubino carico, elegante freschezza, profumi di bosco, viole, con note di tabacco.

ABBINAMENTI

REGIONE: CAMPANIA

ZONA DI PRODUZIONE: COSTA D'AMALFI

Campania

Le origini antichissime della viticoltura campana sono evidenti nei due metodi di allevamento della vite usati ancora oggi, quello ad alberello, di origine greca, e la tecnica etrusca in cui la vite si fa arrampicare attorno a pali e tronchi di alberi campestri per poi collegare rami e tralci tramite graticci — chiamati tennecchie, cioè tende — in una specie di pergolato che unisce un albero all'altro, integrando quindi la viticoltura con la vegetazione esistente insieme ad altre coltivazioni.

L'intera regione è situata all'interno di un antico teatro vulcanico, di cui oggi il Vesuvio rappresenta il più importante esempio ancora attivo. Questa peculiarità ha contribuito a determinare una grande varietà di suoli, che spaziano dalle rocce piroclastiche e dai tufi del Nord alle sabbie e arenarie del Taburno, ricche di quarzi e marne calcaree, ai calcari della Costiera Amalfitana, alle sabbie argillose dell'Irpinia. Nelle province di Napoli, Salerno e Caserta il clima è mite e mediterraneo, mentre in quelle interne di Avellino e Benevento le temperature sono più rigide man mano che si sale verso l'Appennino, con piogge abbondanti soprattutto in Irpinia.

In provincia di Avellino troviamo le Docg bianche Fiano di Avellino e Greco di Tufo, intitolate agli omonimi vitigni, mentre le due Dogc rosse a base di Aglianico sono il Taurasi, sempre nell'Avellinese, e l'Aglianico del Taburno in provincia di Benevento. Sulla costa, scendendo da nord a sud le Doc Galluccio, Falerno del Massico e Aversa nel Casertano, poi le Doc Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio e Penisola Sorrentina in provincia di Napoli, quindi Costa d'Amalfi a ovest di Salerno e la grande area occupata dalla Doc Cilento a sud.

L'immagine del vino campano è legata soprattutto alla personalità vivace dei suoi bianchi: Fiano, Greco e Falanghina, ma il vitigno in grado di interpretare al meglio il genius loci di questa regione con freschezza, potenza e longevità è proprio l’Aglianico, che in 17 comuni dell'Irpinia dà origine al magnifico Taurasi.

VITIGNO: AGLIANICO

Aglianico

LA PIANTA

A partire dagli anni Novanta del Novecento sono state condotte lunghe indagini ampelografiche, ampelometriche, chimiche, biochimiche e molecolari su biotipi di Aglianico e Aglianicone reperiti in Campania e in Basilicata. I risultati hanno dimostrato che Aglianico campano e Aglianico del Vulture sono in realtà un unico vitigno, con differenze di vario ordine ascrivibili a una normale variabilità intravarietale, mentre l'Aglianicone si è rivelato un vitigno estraneo ai due precedenti. Gli ultimi studi di Boselli e Monaco hanno messo in evidenza i sei biotipi seguenti appartenenti a tre gruppi fondamentali: Aglianico Amaro, Aglianico di Taurasi e Aglianico del Vulture; Aglianico di Napoli 1 e Aglianico di Napoli 2; Aglianico di Galluccio. L'Aglianico ha un grappolo cilindrico o conico piuttosto piccolo (da 150 a 250 grammi) e compatto, con eventuale presenza di una o, più raramente, due ali. L'acino è piccolo, di forma sferica, con buccia spessa, a volte persino coriacea, pruinosa e di colore blu-nero. Matura tardivamente, tra la metà di ottobre e la prima decade di novembre.

IL VINO

In condizioni ottimali le uve raggiungono un elevato tenore zuccherino (22-23%) e conservano integra una forte acidità tartarica, che risulta ancora più elevata nel biotipo Aglianico Amaro o Beneventano; possiedono, inoltre, un'importante struttura tannica. Il vino che se ne ricava è adatto al lungo invecchiamento e beneficia dell'affinamento in legno, a stemperare il carattere austero dovuto alla componente acido-tannica. L'utilizzo della barrique, oggi diffuso in Campania e in Basilicata, riesce a domarne la foga, rendendolo più morbido e vellutato in tempi brevi.

VITIGNO: PIEDIROSSO

Piedirosso

LA PIANTA

Come la maggior parte delle varietà che hanno in comune una storia molto antica, anche il piedirosso si suddivide in numerosi biotipi, tra i quali bisogna ricordare lo Streppa Verde dell'isola di Ischia che non presenta la caratteristica colorazione rossa del pedicello. Neanche le descrizioni concordano sempre tra di loro. Calò, Costacurta e Scienza descrivono il Piedirosso come un vitigno vigoroso con produzione abbondante e costante, dal grappolo medio o grande, tronco-piramidale spargolo, munito di due ali e dagli acini abbastanza grandi, sferici, di colore violaceo intenso e dalla buccia pruinosa e quasi coriacea. Manzo e Monaco invece lo descrivono come un vitigno molto vigoroso, dalla scarsa fertilità e dalla produzione non eccessiva, dal grappolo piccolo, conico-piramidale spargolo e senza ali, dagli acini piccoli e rotondi, di colore blu-nero. Per tutti il Piedirosso matura abbastanza presto, tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

IL VINO

I vini prodotti dall'antico Palombino hanno goduto presso gli autori del passato di ottima considerazione. Le sperimentazioni di Luigi Moio sul piedirosso in purezza hanno evidenziato, rispetto all'aglianico, vini meno concentrati, più morbidi, delicati ed equilibrati, con una minore concentrazione polifenolica, con tannini meno duri e acidità più bassa.

Regione
Campania
Denominazione
Costa d'Amalfi DOC
Uve
Aglianico
Piedirosso
Gradazione (% vol.)
12.5
Contenuto
75 Cl

Tenuta San Francesco deve tutto principalmente al suo territorio, un tratto affascinante della costiera amalfitana, un lembo di terra dove i vigneti dell’azienda s’inerpicano in dolci colline, incontaminati e ordinati, dove la cura massima, quasi maniacale, nella coltivazione per far esprimere la vite nella più alta qualità ed avere l’uva migliore per l’annata sono un must, perché per l’azienda “il vino si fa in vigna". Inoltre c’è un valore aggiuntivo attorno cui ruotano tutte le attività aziendali, il rispetto per la terra, per le vigne e infine per il vino; valore che si riflette nei vini prodotti, i quali mostrano forza espressiva, potenza strutturale ma, allo stesso tempo, amabilità ed avvolgenza. Opposti che si attraggono e si fondono in un intrigante equilibrio come dimostra il Tintore in purezza E’ Iss mettendosi alla guida di una batteria di tutto rispetto e personalità, viva interpretazione di una zona straordinariamente vocata.

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